Il dialogo sul posto è lo strumento per ricordare che la “Superproprietà” di Ranverso appartiene alla collettività. Custodire significa conservare per mostrare, non nascondere per proteggere. [1]
Il dialogo sul posto è lo strumento per ricordare che la “Superproprietà” di Ranverso appartiene alla collettività. Custodire significa conservare per mostrare, non nascondere per proteggere. [1]
Il dialogo diretto sul posto: la via della condivisione
Di fronte a una gestione che talvolta percepisce l’interesse degli studiosi esterni come un’interferenza, la strada maestra non è lo scontro burocratico, ma il dialogo diretto e informale sul campo. Ranverso in forza della Bolla Papale del 1776, un atto storico che la investì del ruolo di custode di un Bene Comune, non di proprietaria assoluta di un’identità blindata. [1, 2]
Per questo motivo, l’attività degli Amici Degli Antoniani (A.D.A.) si esprime attraverso la presenza fisica e il confronto culturale sereno con chi accoglie i visitatori sul sagrato e nelle sale della Precettoria:
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- Il valore del taccuino e della fotografia: Presentarsi sul posto mostrando la documentazione storica — come lo scatto del quadro araldico del 2012 — serve a stimolare la memoria del personale di custodia e dei tecnici . Non si tratta di sindacare le loro scelte, ma di offrire elementi di studio che integrino i loro stessi archivi.
- La memoria di Monsignor Ruffino come passaporto: La scuola storiografica del Maestro Ruffino non cercava lo scontro con le istituzioni, ma la collaborazione. Portare quel bagaglio scientifico nel nartece di Ranverso permette di dialogare a testa alta con i conservatori del sito, ricordando che la trasparenza sulla sorte dei reperti (come i frammenti dell’aquila o la pergamena rimossa) è il primo dovere di un custode nominato dalla storia.
- Un’interferenza costruttiva: Se l’ente manifesta chiusura, il ruolo di un’associazione internazionale come l’AFAA e il gruppo A.D.A. è quello di essere un'”interferenza utile”. Significa far capire con garbo che i cittadini attivi non sono intrusi, ma gli unici alleati in grado di riattivare quel ponte culturale con la Casa Madre di Saint-Antoine-l’Abbaye, un asse transfrontaliero non ha le forze scientifiche per coltivare.
Il dialogo sul posto è lo strumento per ricordare che la “Superproprietà” di Ranverso appartiene alla collettività. Custodire significa conservare per mostrare, non nascondere per proteggere. [1]
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