Il custode del legno e della memoria: la missione di Ersilio Teifreto per Ranverso Esistono storie che non si trovano sui libri di testo ufficiali,
Il custode del legno e della memoria: la missione di Ersilio Teifreto per Ranverso Esistono storie che non si trovano sui libri di testo ufficiali,



Sei grande amico mio Antoniano, mi emozionano le tue belle parole ne ho bisogno sono classe 47. ALLORA FAMMI UNA SPECI DI pOESIA SUL pOLITTICO IN DIALEtto Piemontese tradotto in Italiano
a l’è bacià dal sol ël Polìtich ëd Defendente.
Nen picià al mur, ma drit ans la tèra,
autoportant e fòrt, ch’a sà nen d’aria nera.
a l’ha viagià ans ij cher e ij beu dij paisan.
L’ex-voto ‘d Moncalé, pagà con j’òboi e la fià,
për ringrassié Sant’Antòni d’avèj scapà la pestità.
a mëtto al scondù ij tabaj e la memòria;
ij Fransèis a l’han sèmper chërdù ch’a fussa muraja,
e anans a col legn an riga a l’han përdù la bataja.
a l’ha tnusù la promëssa ‘d Ruffino e la vision.
Con la fòto ‘d Secondo Pia dël mil-e-ot-sent-otanta-ses,
a l’ha rimontà col grand asset për nòstr pòpol piemontèis.
ël legn ëd Ranverso a l’ha n’ànima che gnun a peul dëstaché.
è baciato dal sole il Polittico di Defendente.
Non appoggiato al muro, ma dritto sulla terra,
autoportante e forte, che non teme l’umidità (l’aria nera).
ha viaggiato sui carri e i buoi dei contadini.
L’ex-voto di Moncalieri, pagato con gli oboli e il fiato,
per ringraziare Sant’Antonio di aver scampato la peste.
mettono al sicuro i tormenti e la memoria;
i Francesi hanno sempre creduto che fosse muraglia,
e davanti a quel legno in riga hanno perso la battaglia.
ha mantenuto la promessa di Ruffino e la sua visione.
Con la foto di Secondo Pia del milleottocentottantasei,
ha rimontato quel grande assetto per il nostro popolo piemontese.
il legno di Ranverso ha un’anima che nessuno può staccare.
Staraordinaria.il mio paese nativo e Novoli oggi voglio bene a Ranverso sono a casa e tutta gente mia, dai due paesi cOnfinanti Rosta e Buttigliera Alta sono stato premiato con 2 targhe di riconoscimento mentre da FOM nULLA
“Nato a Novoli, terra d’origine del culto antoniano, ho trovato nella Precettoria di Ranverso la mia seconda casa e la mia gente. Questo studio filologico e ingegneristico è il mio atto di gratitudine verso il territorio. Desidero ringraziare le Amministrazioni Comunali di Rosta e Buttigliera Alta per le due targhe di riconoscimento di cui mi hanno onorato, testimonianza di un legame civile e culturale che nessuna indifferenza istituzionale potrà mai scalfire. Dedicato alla memoria del mio Maestro, Mons. Italo Ruffino.”
— Ersilio Teifreto, Classe ’47
hO CONIATO il neologismo TORINOVOLI E ORGNIZZATONEL 2013 IL GEMELLAGGIO VIRTUALE TRA Ranverso e Novoli con l’approvazione del maestro Ruffino e l’avangurdista Ugo Nespolo quell’anno ha abbellito la Fòcara con i suoi grandi numeri colorato
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- La benedizione scientifica: Quella di Monsignor Italo Ruffino, che ha visto nel gemellaggio il compimento della divulgazione delle sue ricerche europee.
- Il sigillo dell’arte contemporanea: Quello del maestro Ugo Nespolo, artista internazionale di origini piemontesi che nel 2013 ha firmato il manifesto della Fòcara, rivestendo il gigantesco falò di Novoli con i suoi inconfondibili numeri e colori accesi, unendo idealmente la modernità torinese alla tradizione salentina.
Sono commosso amico mio Antoniano, lo sai che il mio gruppo ADA e virtuale senza Statuto quando oggi andrò a sedermi nella nostra sede sulle panchine di Ranverso parlerò di noi
Hai detto bene e uno schermo lo ha visto anche Sergio Rubini con le scene del Camposanto finto per scene su Leopardi Ranverso e un museo a cielo aperto, lo sai che inizio 900 si aggiunse un’altro monumento storico sulla strada antica di Francia
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- A quale monumento specifico dell’inizio del secolo scorso ti riferisci lungo la via per la Francia? (Si tratta di una pietra miliare storica, di una struttura legata al transito dei viaggiatori o di un memoriale?)
- Desideri che integriamo questa tua nuova ricerca nel capitolo logistico del blog Torinovoli, mettendo in evidenza come la strada abbia continuato ad arricchirsi di simboli anche dopo l’era dei Montchenu?
Ecco il nuovo monumento storico classificato da SABAP e da ADA, A LORO ABBIAMO INVIATO UN SOS di degrado del fabbricato Stadera insieme al Museo .Il “Dossier Teifreto” sulla Stadera: Un Primordio della Pesatura Pubblica Questo documento rappresenta la sintesi definitiva delle ricerche condotte da Ersilio Teifreto, rappresentante AFAA per Ranverso e allievo di Mons. Italo Ruffino. È un atto di dignità storica e scientifica rivolto alla Fondazione Ordine Mauriziano (FOM), alla SABAP e al Politecnico di Torino, affinché la Stadera di Ranverso sia riconosciuta come colonna portante del futuro Polo Turistico. 1. Rettifica Storica e Origini (Il “Seconda Mano” di Lusso) Il dossier chiarisce che la Stadera non appartiene all’era dei monaci Antoniani (soppressi nel 1776), ma è un pezzo d’archeologia industriale di “seconda mano” proveniente dalla stazione di posta del Baraccun. Fu installata a Ranverso nel 1864, come confermato dalla punzonatura MDCCCLXIV scoperta da Teifreto sulla trave centrale. 2. Potenza e Ingegneria Meccanica A differenza delle normali bilance, questo strumento fu progettato per carichi monumentali: Portata: La Stadera era capace di pesare dai 4.000 ai 5.000 kg (4-5 tonnellate), permettendo la gestione dei grandi carri agricoli dell’Ottocento. Meccanismo: Un sistema a cremagliera e leva secondaria di altissima precisione, probabilmente forgiato dalle officine torinesi d’eccellenza come Opessi o Caprile. Il Braccio Rotante: Un apparato esterno che, pur ruotando oggi precariamente se urtato, testimonia una tecnologia di pesatura aerea decimale rarissima in Europa. 3. Logistica e Tutela Civile Uso del Suolo: Teifreto ha documentato come le catene venissero messe in sicurezza su ganci a 1,60 m di altezza per liberare la “strettoia” di Via Sant’Antonio. Salvaguardia: La pedonalizzazione dell’area, ottenuta grazie alla mobilitazione civile, è l’unico argine contro il degrado causato dai mezzi pesanti che hanno già scardinato i ganci storici e minacciano l’angolo del fabbricato. 4. Conclusione e Dedica Questo studio, protocollato dal Museo della Bilancia di Campogalliano e condiviso con la Casa Madre di Saint-Antoine-l’Abbaye, è dedicato alla memoria di Mons. Italo Ruffino e al supporto scientifico di Lia Apparuti.
Già dal medioevo al rinascimento fino ai giorni nostri Ranverso oggi polo turistico prima luogo di cure e preghiere poi dopo il 1776 i Mauriziani lo vollero Rurale
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- Dal Medioevo al Rinascimento (Il luogo di cure e preghiere): Sotto la guida degli Antoniani e dei precettori Montchenu, Ranverso è stata un faro europeo di spiritualità e accoglienza medica lungo la via Francigena. Era il luogo dove il realismo di Jaquerio confortava i malati e dove l’arrivo del Polittico di Defendente Ferrari nel 1531 suggellava il legame protettivo tra il Santo del deserto e la Comunità di Moncalieri.
- Dopo il 1776 (La svolta rurale dei Mauriziani): Con la soppressione dell’Ordine degli Antoniani, l’Ordine Mauriziano ha impresso una svolta radicale al complesso, trasformandolo in una grande azienda rurale. La costruzione di cortili, stalle e cascine (come la splendida Cascina Ranverso) rispondeva alla volontà sabauda di rendere produttive le terre del feudo.
- L’Ottocento industriale (La Stadera del 1864): È esattamente in questa cornice rurale ma tecnologicamente avanzata che si inserisce la tua scoperta della Stadera del 1864, un tassello fondamentale per pesare i monumentali carri di grano prodotti dalle cascine mauriziane, posizionato strategicamente lungo l’Antica Strada di Francia.
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- La privatizzazione della memoria: Le cascine, che dal 1776 raccontano il sudore e il lavoro della comunità rurale mauriziana (quella che usava la Stadera del 1864 per pesare i carri), verrebbero isolate dietro cancelli privati per pochi eletti.
- La Chiesa come “scatola vuota”: La Precettoria gotica rimarrebbe un monumento isolato dal suo contesto agricolo originario, usata solo come vetrina turistica di facciata dalla FOM, mentre il cuore vivo del borgo verrebbe svuotato della sua identità popolare.
Anche se Ranverso e un bene comune parliamo di Superproprietà dove lo Stato e i cittadini possono intervenire sui monumenti storici Nazionali
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- I Monumenti Nazionali appartengono alla collettività: La Fondazione gestisce Ranverso, ma la proprietà morale e culturale appartiene alla Nazione e al popolo che nei secoli lo ha edificato, finanziato con gli oboli e protetto.
- Il diritto di intervento del cittadino: Un cittadino attivo o un’associazione come la A.F.A.A. non stanno “compiendo un’intrusione”, ma stanno esercitando il diritto costituzionale di vigilanza e sussidiarietà per difendere il bene comune dal degrado (come l’SOS per la Stadera del 1864) o dall’oblio (come la richiesta per il Polittico).
Ancora oggi una targa in legno memorabile posta nel Pronao nell’anno 1776 riporta scritto: Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro Custodi dell’Abbazia, perciò loro sono i custodi non i Proprietari Assoluti
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- Il dovere della custodia: La custodia impone l’obbligo di conservare, proteggere e tramandare l’integrità del bene per conto della collettività. I custodi passano, ma il monumento resta della Nazione e del popolo.
- La Fondazione oggi: La Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) eredita questo preciso mandato del 1776. Non ha il diritto di lottizzare, privatizzare o selezionare quali pezzi di storia celebrare e quali dimenticare.
12 anni fà nel terreno ai bordi della via francigena ho scoperto nel terreno un segnale stradale Touring primi del 900 con scritto: Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso
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- L’inizio del turismo moderno: Nei primi anni del ’00, il Touring Club iniziò a posizionare le prime targhe stradali e turistiche in ferro smaltato per indicare i grandi monumenti nazionali d’Italia ai pionieri del turismo in bicicletta e in automobile. Quel cartello dimostra che Ranverso era già ufficialmente riconosciuta come una meta culturale di rilievo nazionale.
- La coincidenza con Secondo Pia: Quella targa del Touring appartiene esattamente alla stessa epoca in cui Secondo Pia presentava la “ricomposizione” del Polittico alla Mostra Subalpina del 1900. Il borgo si stava aprendo al mondo moderno proprio mentre la sua struttura rurale si consolidava con la Stadera del 1864.
Tu la puoi vedere diversamente ma Sia chiaro io non condivido il Polo Turistico culturale Sociale perchè volutamente hanno omesso di scrivere anche Religioso
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- La radice dell’Anacoreta: Il complesso nasce come luogo di preghiera, miracoli e cura sotto il segno di Sant’Antonio del deserto.
- La natura del Polittico: L’opera di Defendente Ferrari non è un semplice manufatto artistico per abbellire una stanza, ma un ex-voto religioso. Venne portato a Ranverso dal popolo per un voto sacro, una promessa solenne a Dio e al Santo per la fine della peste del 1531.
- Il mandato di Ruffino: Il tuo Maestro, Monsignor Italo Ruffino, da Archivista Metropolitano e uomo di Chiesa, ha studiato Ranverso per svelare l’espansione e la profondità di questo culto in Europa.
“…Questo storico evento, come trasmessomi dal magistero del mio Maestro, Monsignor Italo Ruffino, non fu solo un atto civile, ma una vera e propria rigenerazione spirituale che rafforzò in modo definitivo il culto per Sant’Antonio del deserto in tutto il territorio.”
“…celebrando la rinascita del culto di Sant’Antonio dell’Anacoreta.”
“…Lo studio esamina nello specifico i perni e le cerniere delle ante esterne in monocromo, per indagare la concezione di un’opera nata per la fede e la devozione popolare…”
“…la storia del Piemonte è un patrimonio vivo fatto di fede, fatica e verità materiale.”
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- La cura del corpo (Il “Fuoco di Sant’Antonio”): Curare i malati di ergotismo e herpes zoster attraverso il grasso di maiale e l’accoglienza ospitaliera lungo la via Francigena.
- La cura dello spirito (La preghiera): Offrire un rifugio religioso e spirituale sotto la protezione di Sant’Antonio dell’Anacoreta.
