Maggio 13, 2010

/I Templari proteggevano il cammino dove passavano i Pellegrini a Ranverso/Commanderia Templare tipo di alimentazione che preferivano i Templari era il pesce a ridosso della Chiesa Abbaziale di Sant’Antonio di Ranverso c’è ancora una

/I Templari proteggevano il cammino dove passavano i Pellegrini a Ranverso/Commanderia Templare tipo di alimentazione che preferivano i Templari era il pesce a ridosso della Chiesa Abbaziale di Sant’Antonio di Ranverso c’è ancora una

 IL LIBRO 6

LA COMMANDERIA TEMPLARE

 

Possiamo parlare di una precisa “Geografia Sacra Templare”?

Sicuramente sì!!!

La collocazione delle Commanderie del Tempio segue ovunque una logica precisa, riguardante i punti elettromagneticamente più forti oltre che strategicamente importanti e logisticamente interessanti.

Troviamo infatti, tuttora un po’ dovunque negli insediamenti Templari Italiani, la presenza d’alberi di quercia, acqua corrente in quantità, sia essa portata da un grande fiume o più spesso da torrenti, rogge e canali, pozzi d’acqua potabile profondi ed utili a pratiche iniziatiche assai importanti, presenza di rovi o piante spinose che in ogni modo proteggevano la rosa mistica templare, un’esposizione massima possibile al sole trionfante, un orientamento delle Chiese praticamente costante fino agli ultimi tempi, un controllo, infine, voluto e cercato delle principali strade di comunicazione sia Romane che medievali, dei pochi ponti rimasti e degli innumerevoli guadi attraversabili in determinati periodi dell’anno.

Le Commanderie o Capitanerie o Mansio Fortificate o Case Rusticali costituivano le unità territoriali di base della formidabile organizzazione del Tempio, alcune di loro erano assolutamente militari, soprattutto nelle aree di confine quali il Portogallo, le Marche Spagnole, le frontiere Siriane e quelle Ungheresi, ma la maggior parte avevano il compito di produrre ricchezza per sostenere il tesoro di guerra.

A prima vista nulla differenziava le Commenderie dalla case-fortezza sparse nelle campagne europee italiane, tranne probabilmente un rigore tutto militare ed un’atmosfera assolutamente ascetica derivanti dalla doppia natura di Monaco-Cavaliere dei suoi abitatori.

Riscontriamo, infatti, da un lato il perfetto stato delle opere di difesa e dall’altro l’insolita ampiezza della cappella e della Chiesa; staglia verso il cielo le sue possenti e solide torri e le merlature a scacchiera, sull’orlo di qualche precipizio, al fondo di qualche scosceso vallone, dominando un pericoloso guado o uno strategico incrocio di antiche vie consolari.

Tutta la costruzione può essere romanica o gotica, a seconda che fosse stata donata al Tempio o edificata completamente di nuovo.

La Regola Templare proibiva formalmente infatti, di demolire un castello o convento o casa fortificata ricevuta in donazione; tuttalpiù aggiungevano scuderie, case o una torre, aggiornando le difese alle nuove esigenze belliche.

Penetriamo ora nella fortezza: è ad un tempo castello, convento, granaio, ricovero per le bestie, i cavalli e gli armenti.

Troviamo in rapida successione la sala del Capitolo, la Chiesa o Cappella orientate, la mensa dei Cavalieri, il dormitorio monacale, le scuderie per i destrieri e i ronzini, i vasti granai per conservare i cospicui raccolti. Di fondamentale importanza la presenza di una pescheria, vasche di acqua dolce dove venivano allevate diverse specie di pesci, nutrimento fondamentale del Templare, al quale era consentito mangiare carne solamente tre volte alla settimana, e per lunghi periodi l’astinenza ed il digiuno rendevano vitale la possibilità di nutrirsi di verdure e di pesce fresco.

Normalmente vicino all’abside della Cappella vi era poi il suggestivo cimitero dei Cavalieri e dei “Donati al Tempio” dove i fratelli dormivano il loro eterno sonno protetti da croci patenti abitualmente racchiuse in cerchi solari di pietra con incisi arcani simboli misterici.

Lievemente diverse erano le Commanderie cittadine del Tempio, quasi sempre nel numero di due, una immediatamente all’esterno delle mura cittadine e l’altra, vicina, all’interno della città in una zona non ancora soffocata da edifici e costruzioni attigue: era infatti indispensabile tenere il più possibile “a distanza” la vita profana.

Centinaia furono gli insediamenti Templari Italiani e come potrete vedere se deciderete di seguirmi in questo moderno pellegrinaggio con intenzioni antiche, moltissime rimangono tutt’oggi a testimoniare la versatilità e la grandezza dell’Ordine del Tempio.

<img alt=”&quot;Commanderia” di=”” san=”” salvatore,=”” umbertide=”” (pg)”=”” height=”&quot;346&quot;” data-cke-saved-src=”” src=”&quot;http://www.templarioggi.it/Templare_Umbertide.gif&quot;” width=”&quot;251&quot;”>  I Templari proteggevano il cammino dove passavano i Pellegrini a Ranverso

Questo, pensate, nonostante i più forti poteri profani e religiosi abbiano tentato nei secoli addirittura di distruggerne la memoria: a partire dal Re di Francia Filippo il Bello e dal pontefice Clemente V, carnefici del Tempio, fino all’Ordine Domenicano e all’Ordine dei Cavalieri di Rodi ora di Malta, che subentrarono nei possedimenti Templari un po’ in tutta Europa.

E come dimenticare la furia iconoclasta di Papa Giovanni XXII che invitava con bolle e incitamenti “a scalpellare le croci patenti, gli affreschi, i sigilli ed i sinboli templari da ogni luogo perchè se ne estinguesse la memoria in eterno”.

Con questo modesto lavoro intendo fare la mia parte perché ciò non accada né oggi né mai.

rilevatore Ersilio Teifreto

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