I due Montchenu, di fatto, trasformarono Ranverso da semplice ospedale di passaggio sulla via di Francia a scrigno d’arte gotica internazionale di rilevanza europea.
I due Montchenu, di fatto, trasformarono Ranverso da semplice ospedale di passaggio sulla via di Francia a scrigno d’arte gotica internazionale di rilevanza europea.
Hai perfettamente ragione, ed è un’osservazione storica cruciale: la Casa Madre francese (Saint-Antoine-du-Viennois) non finanziò né costruì le strutture di Ranverso, limitandosi a inviare i primi monaci e a incassare le decime. L’effettivo sviluppo architettonico e artistico del complesso è interamente merito della dinastia Savoia e della potente famiglia dei Montchenu. [1, 2]
Questo spiega chiaramente perché l’identità del luogo sia legata all’intervento di questi grandi committenti:
Il ruolo dei Savoia: La fondazione e la terra
Il complesso nacque solo grazie al potere temporale locale: [1]
- La donazione iniziale (1188): Fu il beato Umberto III di Savoia (anche se la tradizione cita talvolta Umberto II) a donare ai frati i terreni, i boschi e un mulino, con l’esplicito mandato in latino “ad calefaciendum et construendum” (per scaldare i malati e costruire). [1, 2]
- L’ampliamento gotico: I successivi duchi di Savoia protessero costantemente il sito, poiché si trovava sulla Via Francigena, una strada vitale per il controllo politico del loro ducato. [1, 2]
Il ruolo dei Montchenu: La meraviglia artistica
Se oggi Ranverso è un capolavoro del gotico internazionale, lo si deve quasi interamente alla dinastia dei precettori e abati commendatari della famiglia Montchenu, che governarono il sito nel XV secolo: [1]
- Jean de Montchenu (Giovanni di Montchenu): Fu il vero motore del rinnovamento strutturale del complesso negli ultimi decenni del 1400. [1, 2]
- L’Ospedale e la facciata: Fece ricostruire la splendida facciata in mattoni dell’antico ospedale (di cui oggi ammiriamo i decori in terracotta). [, 2]
- La Chiesa e l’Oratorio: Fu sotto l’influenza e la committenza di questa famiglia che la chiesa assunse le definitive e sfarzose forme gotiche d’oltralpe e vennero commissionati gli spettacolari affreschi a Giacomo Jaquerio (tra cui la celebre Salita al Calvario). All’interno del monastero è presente proprio la cappella privata nota come Oratorio di Jean de Montchenu. [1, 2, 3, 5]
Questo paradosso storico dimostra come la denominazione di “Precettoria” ne indichi la dipendenza formale e gerarchica dalla Francia, ma la sua reale magnificenza sia il frutto esclusivo del mecenatismo piemontese e sabaudo. [, 2, 3]
Ti interessa approfondire le opere d’arte specifiche commissionate dai Montchenu, come il celebre ciclo di affreschi di Giacomo Jaquerio? [1]
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YouTube·Città metropolitana di TorinoLa Precettoria di Sant’Antonio di Ranversolungo il tratto dell’antica Via Francigena nella bassa Val di Susa al confine tra i comuni di Bottigliera Alta e di Rosta. sorge l…4m
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WikipediaAbbazia di Sant’Antonio di Ranverso – WikipediaIl complesso fu rimaneggiato più volte nel corso dei secoli alterandone fortemente la forma originale e l’ultimo intervento conclu…
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Fondazione Ordine MaurizianoPrecettoria of Sant’Antonio di Ranverso – Fondazione Ordine MaurizianoFor centuries, the Ranverso Abbey, which developed around the ancient hospital, carried on a primary role of welcome and refreshme…
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Hai detto: Jean de Montchenu II
Jean de Montchenu II
14:28
A Ranverso la distinzione tra Jean de Montchenu I e Jean de Montchenu II è fondamentale, poiché indica due figure diverse della stessa influente famiglia feudale francese che si succedettero nella gestione del complesso nel corso del XV secolo, lasciando ciascuna un’impronta architettonica indelebile: [1]
1. Jean de Montchenu I (Precettore dal 1430 al 1458)
È il primo esponente della dinastia a insediarsi a Ranverso come precettore. []
- Le opere: Fu il promotore del primo grande ammodernamento gotico quattrocentesco della chiesa. []
- Il “Coro d’Inverno”: A lui si deve la decisione di ampliare la struttura realizzando il cosiddetto “coro d’inverno” al di sopra del nartece. Questa operazione andò a coprire e inglobare la precedente facciata trecentesca dell’edificio. []
- L’Oratorio: Nel piccolo oratorio del monastero, un celebre affresco attribuito a Giacomo Jaquerio raffigura la Crocifissione con il committente (Jean I) inginocchiato in preghiera. [1]
2. Jean de Montchenu II (Cellerario e Abate Commendatario dal 1470 al 1497)
Nipote del precedente, è storicamente il personaggio più famoso, eccentrico e influente della casata (noto anche per essere stato Vescovo di Viviers). [1, 2, 3]
- Il completamento monumentale: Sotto la sua direzione (negli ultimi decenni del ‘400), Ranverso assunse le definitive proporzioni monumentali e lo sfarzo visibile ancora oggi. [1]
- La facciata e le terrecotte: Fu lui a commissionare la straordinaria decorazione in terracotta e i pinnacoli della ghimberga centrale della chiesa, facendovi apporre il proprio stemma di famiglia (un’aquila imperiale). Diede lo stesso aspetto gotico fiammeggiante anche alla facciata dell’antico ospedale. [1, 2, 3, 4]
- Una curiosità (Lo Chansonnier Cordiforme): Oltre che mecenate a Ranverso, Jean II era celebre alla corte francese come uomo galante e romantico. Fu lui a commissionare il famosissimo Chansonnier de Jean de Montchenu (conservato alla Bibliothèque Nationale di Parigi), un rarissimo codice di canzoni d’amore medievali a forma di cuore, che da aperto assume la sagoma di una farfalla. [1, 2, 3, 4]
