Ottobre 12, 2017

Gritella

Gritella

Editrice Artistica Piemontese, Savigliano 2001

Lungo la strada che da Torino conduce a Susa, al piede della collina tra Rivoli e Avigliana si colloca la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, uno dei più significativi complessi monumentali del Medioevo in Piemonte, espressione magniloquente dell’arte gotica comprendente la chiesa, il monastero e l’ospedaletto.

Gli edifici sorti a cavaliere dell’antica via Francigena erano rifugio sicuro, negli anni compresi tra il XIII e il XVI secolo, per il pellegrini che percorrevano la Strada di Francia raggiungendo i valichi alpini.

In quei secoli difficili del Medioevo il luogo diede conforto ad una delle più dolorose malattie endemiche esplose nel XII secolo, l’ergotismo detto volgarmente “Fuoco di Sant’Antonio”.
La Precettoria fu fondata dai frati ospedalieri antoniani provenienti dal Delfinato, conventuali che vestivano un saio nero adorno di una croce in panno azzurro a forma di stampella, la Tau, segno mistico e taumaturgico.

La chiesa romanica primitiva e l’ospedaletto furono più volte rimaneggiati e ampliati sino a raggiungere le eleganti forme attuali, comprendenti la sontuosa facciata adorna di tre eleganti ghimberghe che incorniciano i portali in cui sono incastonate centinaia di formelle in terracotta policroma.

Il prezioso decorativismo gotico si esalta all’interno del tempio con i grandi cicli decorativi di Giacomo Jaquerio stemperati nell’atmosfera dolce del paesaggio in cui si inserisce oggi il misticismo di un’architettura rigenerata da un restauro meticoloso e impegnativo che il libro illustra e racconta nelle sue sfaccettature più intime.

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