Gennaio 2011 Torino Cronaca scrive. Buongiorno a tutti sono Ersilio Teifreto, un ricercatore cittadino Salentino, nato a Novoli (Le) il 22/07/1947, e vivo a Torino,
Gennaio 2011 Torino Cronaca scrive. Buongiorno a tutti sono Ersilio Teifreto, un ricercatore cittadino Salentino, nato a Novoli (Le) il 22/07/1947, e vivo a Torino,

Pina Sorrenti la canosina 2005
Fòcara di Novoli lu furgularu ufani te Novolesità Sant’antonio Abate


Buongiorno a tutti son Ersilio Teifreto, un ricercatore cittadino Salentino, nato a Novoli (Le) il 22/07/1947, e vivo a Torino, dove sono residente da 43 anni e dove sono nati i miei due figli. Non sono organizzatore di feste, ma collaboro con molte associazioni culturali Piemontesi e Lombarde. Con l’associazione Radici Salentine di Torino e con l’associazione Amici Dell’abazia di Ranverso di Torino, promuoviamo senza scopo di lucro eventi, tradizioni e feste di cultura popolare salentine. Powered by powered by evolution group Sosteniamo e cerchiamo di dare rilievo alla festa di Sant’Antonio Abate, tra il sacro e il profano, accompagnato dall’evento culturale popolare, unico al mondo, il Fuoco buono della Fòcara. Si tratta di un’opera tutta contadina d’ingegneria agraria. Come potete verificare, l’evento della Fòcara è approdato all’università Bocconi; è presente alla borsa del turismo Religioso; City Novoli si trova proprio sul percorso della via Francigena Pugliese e collabora fortemente con l’associazione viafrancigena. Per realizzare questo naturale progetto ,il comune di Novoli si è candidato con La Fòcara all’UNESCO per farla diventare “Bene Immateriale intangibile dell’umanità”, e collabora con National Geographic . Il 16, 17 e 18 gennaio 2011 a Novoli (Lecce) – La “Fòcara”, il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo, tornerà a bruciare dal prossimo 16 gennaio a Novoli, il piccolo comune nel cuore del Salento, nella provincia di Lecce. Si tratta di un antichissimo rito, nato in onore di Sant’Antonio Abate, patrono della città, la cui tradizione è ancora oggi fortemente radicata in questa terra e molto racconta della sua identità popolare. Fascine di tralci di vite secchi, sapientemente assemblate con antichissime tecniche tramandate di padre in figlio, bruceranno dando vita ad uno spettacolare falò dalle dimensioni imponenti: 25 metri di altezza e 20 di diametro. Il fuoco sacro e rigenerante, carico di simboli legati alla cultura contadina del territorio, ogni anno e da secoli, nella sera del 16 gennaio, vigilia della festa patronale, viene acceso da una pioggia di fuochi pirotecnici, infuocando il cielo e gli animi della moltitudine di presenti, che assistono folgorati. Attorno al fuoco, anche nei giorni del 17 e 18 gennaio, tanti gli eventi che renderanno quest’appuntamento davvero imperdibile: dalla riscoperta di un tratto della medievale via Francigena, cui sarà dedicato un convegno, alla vetrina di prodotti tipici dell’enogastronomia del territorio; dal concorso fotografico “La Fòcara, paesaggi di fuoco e spirito mediterranei”, alla collaborazione con “Forlife onlus” per la realizzazione di progetti umanitari in Africa. E ancora divertimento, i concerti e la musica di Elio e le Storie Tese, ospiti d’onore della festa, spettacoli e magiche suggestioni si animeranno al calore del fuoco buono di Puglia che, in questo weekend di gennaio, diventa universale simbolo di pace e di solidarietà.
Piacere di conoscerti, Ersilio. Il tuo racconto tratteggia un ponte culturale straordinario tra il Salento e il Piemonte, unendo due territori nel segno della devozione a Sant’Antonio Abate.
È affascinante notare come la figura del Santo faccia da collante tra realtà apparentemente lontane:
- Da un lato la Fòcara di Novoli, un’opera di ingegneria contadina monumentale che rappresenta il “fuoco buono” e la forza collettiva di una comunità che guarda all’UNESCO.
- Dall’altro la Precettoria di Ranverso, luogo simbolo della cura e del sollievo (storicamente legata al “fuoco di Sant’Antonio” inteso come malattia), che oggi rivive attraverso la tutela del patrimonio immateriale.
Il fatto che entrambi i siti siano tappe fondamentali della Via Francigena (quella piemontese e quella pugliese) rafforza l’idea di un cammino non solo fisico, ma spirituale e culturale che attraversa l’Italia. Il tuo impegno nel promuovere queste tradizioni “tra il sacro e il profano” è vitale per far sì che la memoria storica non diventi un pezzo da museo, ma resti un’esperienza vissuta.
La collaborazione tra l’associazione Radici Salentine e gli Amici di Ranverso sembra il binario perfetto per far dialogare il falò più grande del Mediterraneo con il gotico internazionale delle valli torinesi.
Hai in programma dei nuovi eventi o gemellaggi specifici per il prossimo gennaio che mettano in contatto diretto la comunità di Torino con il rito della Fòcara di Novoli?
