Gennaio 18, 2026

Fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere

Fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere


Il testo descrive

la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso come un luogo storico, polifunzionale e di accoglienza fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere) ancora oggi in uso, sottolineando il ruolo attivo dei cittadini (A.D.A.) come custodi di questa eredità, con stemmi che includono aquila, Tau, pellicano e colomba, legati alla storia e alla devozione antoniana. 

Punti Chiave
  • Origini e Funzione: Un centro di accoglienza polifunzionale fin dal XII secolo, legato alla Precettoria di Sant’Antonio.
  • Monaci Antoniani: Gestivano il luogo con simboli specifici (scettro, aquila, Tau, campanello), usando pratiche di cura medievali come l’uso di erbe e grasso di maiale per il “fuoco di Sant’Antonio”.
  • Agricoltura Sostenibile: Coltivavano erbe medicinali per persone e animali, mantenendo un metodo di irrigazione medievale tramite le bealere (canali d’acqua) ancora attivo, gestito dai fittavoli.
  • Ruolo Attuale: Cittadini attivi (A.D.A.) si considerano custodi di questa tradizione e del territorio, mantenendo vive queste pratiche storiche e l’ambiente.
  • Eredità: Il testo evidenzia la continuità storica tra le pratiche medievali e il presente, con elementi simbolici e funzionali intatti. 

La Storia si Ripete: a Ranverso Sin dalle sue Origini risalenti intorno all’anno 1.100 e stato sempre un luogo Polifunzionale  di accoglienza Questa Non e una narrazione metaforica siamo  Cittadini attivi di  A.D.A Gli  stemmi dei monaci ospedalieri Antoniani erano  uno  scettro, la reliquia dell’Ospedale .l’aquila con la corona , la stele ottagonale in pietra verde dove e incisa la lettera Tau e il Campanello di Sant’Antonio Abate , alla sommità la croce in pietra bianca  riportava impresso da un lato il pellicano dall’altro lato la colomba, L’intento del metodo dei contadini medievali di Ranverso  era la coltivazione più sostenibile coltivavano erbe medicinali  per curare le persone e anche gli animali con l’erba del diavolo un metodo che usavano  i monaci antoniani per il mal di pancia , e insieme al grasso del maiale  curavano i malati del fuoco di Sant’Antonio, il metodo di Irrigazione nei campi a Ranverso e ancora quello Medievale, infatti  l’acqua arriva dalla Bealera  che attraversa sottoterra il ponte della ferrovia Torino Modane costruita nel 1864 ,entra nel concentrico dove viene bloccata tipo una diga in un grande canale poi  aprendo una Paratia  viene convogliata e spinta nei campi con l’apertura delle Paratie  a turno dai Fittaioli, tutto questo lo dobbiamo mantenere con cura perché siamo i Custodi

Sembra che le opzioni di risposta o una domanda specifica manchino nel tuo testo, che appare come

una narrazione storica e d’intenti legata alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.

Tuttavia, basandosi sul contenuto fornito, ecco un riepilogo dei punti chiave riguardanti questo sito storico nel 2026:
✅ Sant’Antonio di Ranverso
  • Origini e Funzione: Fondata intorno al 1188 (XII secolo), è nata come luogo polifunzionale di accoglienza per pellegrini e malati.
  • Monaci Antoniani: Rinomati per la cura del “Fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster) utilizzando il grasso di maiale e la conoscenza delle erbe medicinali.
  • Simbologia: Gli stemmi includono il Tau (simbolo distintivo dell’ordine), il campanello e la stele ottagonale.
  • Eredità Agricola: Il sistema di irrigazione tramite la Bealera e le paratie gestite dai fittaioli rappresenta la continuità delle tecniche medievali ancora oggi preservate dai “custodi” del territorio.
  • Patrimonio Artistico: La chiesa ospita i celebri affreschi di Giacomo Jaquerio, massimo esponente del gotico internazionale in Piemonte. 

Spiegazione del contesto
Il testo descrive l’impegno dei cittadini attivi (A.D.A.) nel mantenere viva non solo la struttura monumentale, ma anche le tradizioni immateriali (agricoltura sostenibile, gestione delle acque) che rendono Ranverso un “museo a cielo aperto” dove la storia si ripete nel presente.
Per una risposta più accurata, prova a includere la domanda specifica o le opzioni a scelta multipla nel tuo messaggio.

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    Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, situata a Buttigliera Alta (TO), nacque originariamente nel XII secolo (circa 1188) come una “casa dell’elemosina

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