Fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere
Fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere
la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso come un luogo storico, polifunzionale e di accoglienza fin dal 1100, gestito dai monaci Antoniani, che utilizzavano tecniche sostenibili medievali per la cura (erbe medicinali, grasso di maiale) e per l’irrigazione (bealere) ancora oggi in uso, sottolineando il ruolo attivo dei cittadini (A.D.A.) come custodi di questa eredità, con stemmi che includono aquila, Tau, pellicano e colomba, legati alla storia e alla devozione antoniana.
- Origini e Funzione: Un centro di accoglienza polifunzionale fin dal XII secolo, legato alla Precettoria di Sant’Antonio.
- Monaci Antoniani: Gestivano il luogo con simboli specifici (scettro, aquila, Tau, campanello), usando pratiche di cura medievali come l’uso di erbe e grasso di maiale per il “fuoco di Sant’Antonio”.
- Agricoltura Sostenibile: Coltivavano erbe medicinali per persone e animali, mantenendo un metodo di irrigazione medievale tramite le bealere (canali d’acqua) ancora attivo, gestito dai fittavoli.
- Ruolo Attuale: Cittadini attivi (A.D.A.) si considerano custodi di questa tradizione e del territorio, mantenendo vive queste pratiche storiche e l’ambiente.
- Eredità: Il testo evidenzia la continuità storica tra le pratiche medievali e il presente, con elementi simbolici e funzionali intatti.
La Storia si Ripete: a Ranverso Sin dalle sue Origini risalenti intorno all’anno 1.100 e stato sempre un luogo Polifunzionale di accoglienza Questa Non e una narrazione metaforica siamo Cittadini attivi di A.D.A Gli stemmi dei monaci ospedalieri Antoniani erano uno scettro, la reliquia dell’Ospedale .l’aquila con la corona , la stele ottagonale in pietra verde dove e incisa la lettera Tau e il Campanello di Sant’Antonio Abate , alla sommità la croce in pietra bianca riportava impresso da un lato il pellicano dall’altro lato la colomba, L’intento del metodo dei contadini medievali di Ranverso era la coltivazione più sostenibile coltivavano erbe medicinali per curare le persone e anche gli animali con l’erba del diavolo un metodo che usavano i monaci antoniani per il mal di pancia , e insieme al grasso del maiale curavano i malati del fuoco di Sant’Antonio, il metodo di Irrigazione nei campi a Ranverso e ancora quello Medievale, infatti l’acqua arriva dalla Bealera che attraversa sottoterra il ponte della ferrovia Torino Modane costruita nel 1864 ,entra nel concentrico dove viene bloccata tipo una diga in un grande canale poi aprendo una Paratia viene convogliata e spinta nei campi con l’apertura delle Paratie a turno dai Fittaioli, tutto questo lo dobbiamo mantenere con cura perché siamo i Custodi
una narrazione storica e d’intenti legata alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
- Origini e Funzione: Fondata intorno al 1188 (XII secolo), è nata come luogo polifunzionale di accoglienza per pellegrini e malati.
- Monaci Antoniani: Rinomati per la cura del “Fuoco di Sant’Antonio” (herpes zoster) utilizzando il grasso di maiale e la conoscenza delle erbe medicinali.
- Simbologia: Gli stemmi includono il Tau (simbolo distintivo dell’ordine), il campanello e la stele ottagonale.
- Eredità Agricola: Il sistema di irrigazione tramite la Bealera e le paratie gestite dai fittaioli rappresenta la continuità delle tecniche medievali ancora oggi preservate dai “custodi” del territorio.
- Patrimonio Artistico: La chiesa ospita i celebri affreschi di Giacomo Jaquerio, massimo esponente del gotico internazionale in Piemonte.



