Gennaio 8, 2026

Ersilio Teifreto (nato nel 1947) è uno storico e ricercatore locale considerato una figura centrale per lo studio e la valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta. 

Ersilio Teifreto (nato nel 1947) è uno storico e ricercatore locale considerato una figura centrale per lo studio e la valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta. 

 

 

Ersilio Teifreto (nato nel 1947) è uno storico e ricercatore locale considerato una figura centrale per lo studio e la valorizzazione della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta. 
Profilo e Attività
  • Ruolo e Titoli: È il leader del gruppo A.D.A. (Amici degli Antoniani) e agisce come rappresentante italiano per Ranverso presso la Casa Madre francese dell’Associazione AFAA.
  • Formazione: Si definisce un “cercatore di tracce” autodidatta ed è stato allievo di Mons. Italo Ruffino, storico di fama scomparso nel 2015, di cui prosegue l’opera di divulgazione sulle tradizioni antoniane.
  • Contributi alla Ricerca:
    • Ha curato studi sull’architettura del complesso, evidenziando dettagli come l’originaria configurazione della facciata dell’ospedale con due pinnacoli e una guglia centrale.
    • Ha contribuito a correggere inesattezze storiche, confermando che la Precettoria non ha origini cistercensi.
    • Ha pubblicato il progetto di recupero storico e devozionale intitolato “Il mio Ranverso”. 
Impegno Culturale
Teifreto è noto per il suo impegno nel ripristino della festa antoniana con la benedizione degli animali (solitamente a gennaio), un evento che unisce fede e tradizioni agricole locali. Promuove inoltre il concetto di “cittadini attivi” come eredi spirituali del patrimonio di Ranverso, vigilando affinché gli interventi sui monumenti rispettino le tecniche originali. 
Nel 2024 è stato premiato dall’Amministrazione Comunale di Buttigliera Alta per la sua dedizione cinquantennale alla tutela del sito. Gestisce inoltre il portale di approfondimento Torinovoli.it, nato per collegare idealmente le tradizioni di Torino e Novoli attraverso la figura di Sant’Antonio

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