Ottobre 17, 2017

E grazie al lavoro della “Fondazione Fòcara” di Novoli nata a tutela della festa salentina, tra musica, arte ed enogastronomia, saranno tante le sorprese dell’edizione 2013 Un falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro: è il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo che viene acceso a Novoli (Lecce), nel cuore del Salento nella magica notte della “Fòcara”.

E grazie al lavoro della “Fondazione Fòcara” di Novoli nata a tutela della festa salentina, tra musica, arte ed enogastronomia, saranno tante le sorprese dell’edizione 2013 Un falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro: è il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo che viene acceso a Novoli (Lecce), nel cuore del Salento nella magica notte della “Fòcara”.

E grazie al lavoro della “Fondazione Fòcara” di Novoli nata a tutela della festa salentina, tra musica, arte ed enogastronomia, saranno tante le sorprese dell’edizione 2013 Un falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro: è il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo che viene acceso a Novoli (Lecce), nel cuore del Salento nella magica notte della “Fòcara”. Costruita con migliaia di fascine di tralci di vite secchi provenienti dai feudi del Parco del Negroamaro sapientemente posate con tecniche tramandate di padre in figlio, la “Fòcara” tornerà a bruciare il prossimo 16 gennaio 2013 in occasione delle celebrazioni della festa di Sant’Antonio Abate, patrono della città. Una tradizione secolare che si ripete ogni anno e che vede una lunga preparazione: dall’8 dicembre, a Novoli, inizia la costruzione del grandissimo falò che si chiude con la sua accensione la sera del 16 gennaio, vigilia della festa del Patrono e giorno in cui la “Fòcara” è la vera e unica protagonista. La mattina del 16 gennaio si compie il rito antichissimo della bardatura che vede una catena umana issare sulla cima del falò l’immagine di Sant’Antonio. Nel primo pomeriggio della stessa giornata si celebra la benedizione degli animali e appena scende la sera un avvolgente fuoco pirotecnico accompagnato da musica, innesca l’accensione della “Fòcara”. Quindi, mentre il fuoco brucia ininterrottamente, anche per più giorni, nella notte intorno alla Fòcara si balla e si degustano specialità tipiche ai ritmi di un concerto inedito che anima la piazza. La festa racconta l’identità culturale di questa terra con un evento unico e carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina del territorio, che si muove tra sacro e profano. Promossa da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, “La Fòcara” è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e partecipa alla catalogazione Ministeriale per il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio Intangibile dell’Umanità, da valorizzare e tutelare. Proprio per la promozione di questo patrimonio della tradizione popolare novolese è nata la Fondazione “Fòcara di Novoli” con gli obiettivi di tutelare, conservare e tramandare nei valori e nei significati più profondi lo spirito della festa. La festa del fuoco è diventata ormai da anni occasione di incontro tra culture e religioni diverse che si riuniscono idealmente intorno al “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo”, diventato un simbolo universale di pace e di solidarietà nell’area mediterranea. Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 1 L’edizione 2013 vedrà insieme Novoli e Oria che coniugano la preziosa storia delle importanti tradizioni locali, Torneo dei Rioni e la Fòcara, per contribuire a promuovere la cultura immateriale di Puglia in ambito nazionale ed internazionale. La delegazione della Città di Oria parteciperà all’accensione della Fòcara promuovendo le bellezze ed i costumi locali con gli sbandieratori ed i Gonfaloni dei 4 Rioni, Lama, Castello, San Basilio e Judea di Oria. Musica, arte, enogastronomia, cultura, tradizione e innovazione: attorno alla Fòcara c’è davvero di tutto. Come ogni anno, infatti, saranno tanti gli eventi che renderanno questo appuntamento davvero imperdibile. Nella continuità di , curata da Toti Carpentieri, una personale di opere di UGO NESPOLO autore del “manifesto d’autore” e dell’installazione sulla Fòcara 2013. In mostra anche gli scatti di MARIO CRESCI che documentano l’edizione 2012 della festa, mentre LETIZIA BATTAGLIA partecipa all’evento come Premio Fòcara Fotografia 2013. Oltre al Fòcara Festival di , curato da Loris Romano che vedrà protagonisti artisti provenienti da ogni parte del mondo come Mory Kanté, Enzo Avitabile & Bottari, Raiz, Sud Sound System, Asian Dub Foundation, Balkan Beat Box, “I Giorni del Fuoco” profumano di enogastronomia con la mostra mercato dei prodotti tipici e la Rassegna delle Cantine del Parco del Negroamaro e dell’Associazione Città del Vino. E le fasi salienti della festa potranno essere seguite sul portale dedicato all’appuntamento dell’inverno salentino, consultabile all’indirizzo www.fondazionefocara.com. Il portale è stato realizzato da ClioCom, fornitore qualificato RUPAR SPC e partner tecnologico della Fondazione “Fòcara di Novoli”. Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 Per informazioni UFFICIO CULTURA COMUNE DI NOVOLI Da lunedì a venerdì ore 8 -14 0832/712695 – 335/8202336; cultura@comune.novoli.le.it Ufficio Stampa Agenzia Freelance Siena Sonia Corsi – 335/1979765 Agnese Fanfani – 335/1979385 David Taddei – 335/8131157 info@agfreelance.it; www.agfreelance.it; facebook Agenzia Freelance; twitter AgFreelanceNews 2 La Fondazione “Fòcara di Novoli”, ovvero quel “risultato che mette insieme la lunghissima dedizione religiosa della Comunità ed il lavoro intenso e mirato di questi ultimi sette anni”, come ama ripetere il suo presidente e sindaco della città salentina Oscar Marzo Vetrugno, si ripropone al grande pubblico internazionale nella conferma e nella continuità degli eventi culturali che hanno caratterizzata il suo debutto. E lo fa partendo dal logo inventato da Antonio Romano, protagonista assoluto del design contemporaneo internazionale, ovvero da quella enne e quella effe disegnate, poste l’una sull’altra giocando sul contrasto e sulle allusioni legate al rosso e al nero, che identificano in maniera quanto mai sintetica l’evento, con il suo percorso e con la sua attualità, raccontando di una terra e della sua gente. E riconoscendo all’una e all’altra la capacità di proporsi quale “ulteriore momento di attrattiva turistica, in termini di destagionalizzazione e di fidelizzazione … alla scoperta della storia, della tradizione, dell’architettura, degli accadimenti, dell’arte e dell’enogastronomia”. Per poi passare a quello sguardo fotografico che da sempre caratterizza i giorni del fuoco, finalizzato, com’è, alla costituzione di un fondo per il costituendo Museo/Archivio della storia contemporanea della tradizione novolese, e che si attualizza di anno in anno nel Premio Fòcara Fotografia: da una parte la personale di Mario Cresci testimone dei fatti accaduti nei giorni di metà gennaio 2012 tra i luoghi, i simboli e i significati, e dall’altra la presenza di Letizia Battaglia indicata quale vincitrice del Premio Fòcara Fotografia 2013. Nella riproposta di quell’intuizione vincente ed aggregante che è stata l’idea del “manifesto d’autore”, ecco poi il coinvolgimento di Ugo Nespolo, dagli anni Sessanta protagonista indiscusso di tanta avanguardia internazionale e storico riferimento di chi guarda, tra prassi e teoria, al ruolo e al significato dell’immagine. Sollecitato ad inventare un’opera che, in piena fedeltà al suo codice personale, esemplificasse l’architettura della fòcara ed il suo spirito, l’artista piemontese ha realizzato un’affiche a lettura immediata, nella quale i segni, le cromìe e i toni sono come rafforzati da una sequenza numerica, apparentemente casuale, che piove sulla raffigurazione della ziggurat identificandone il tempo e lo svolgimento. Accanto ad essa, infine, l’incontro con una rigorosa selezione delle sue opere grafiche in mostra nei giorni del fuoco 2013, costruzione
di una storia non solo personale, fatta di riferimenti geografici e culturali, che si trasformano in immagini e colorazioni fantasmagoriche. Toti Carpentieri Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 LA CONFERMA DI UN’IDEA 2013 © Fondazione “Fòcara di Novoli” Ugo Nespolo nasce a Mosso (Biella) nel 1940. Diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, laureato in Lettere Moderne, vive e lavora a Torino. I suoi esordi nel panorama artistico italiano risalgono agli anni Sessanta, alla Pop Art, ai futuri concettuali e poveristi, seguendo poi una propria strada artistica personalissima. Negli anni Settanta, Nespolo si esprime anche attraverso il cinema: in particolare quello sperimentale, d’artista, cui dedicano ampie rassegne istituzioni culturali come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Philadelphia Museum of Modern Art di Philadelphia, la Filmoteka Polska di Varsavia e la Galleria Civica d’Arte Moderna di Ferrara. Nel 1972 e nel 1978 è presente nella Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Prestigiose collaborazioni artistiche come quella con la storica vetreria d’arte Barovier & Toso di Murano per una serie di opere da esporre a Palazzo Ducale di Venezia, la campagna pubblicitaria per Campari, le scenografie e i costumi del Don Chisciotte di Paisiello, dell’Elisir d’Amore di Donizetti per il Teatro dell’Opera di Roma, itinerante all’Opera di Parigi, Losanna, Liegi e Metz, e la nomina a direttore artistico della Richard-Ginori, oltre che una lunghissima sequenza di mostre, non ultima l’antologica al Palazzo Reale di Napoli, la personale a Fukui per “Italia in Giappone 2001“ e quelle a New York, a Riga, a Pechino, a Locarno, a San Pietroburgo, a La Habana, e il ritorno al cinema con FILM/A/TO caratterizzano i decenni successivi. Nel 2007, l’artista torinese d’adozione realizza le scenografie e i costumi di Madama Butterfly per il 53° Festival Puccini, e per il Comune di Siena disegna il “Drappellone” per il Palio d’agosto. Ed è con lui che nel 2010 la Campari festeggia i suoi 150 anni di attività (sua anche, nel 2012, la nuova insegna del “Camparino”, lo storico caffè della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, aperto nel 1915 da Davide Campari). Consulente e coordinatore delle comunicazioni artistiche nelle stazioni della costruenda Metropolitana di Torino dal 2002, dall’ottobre dello scorso anno Ugo Nespolo è il nuovo Presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Continuano nel frattempo le sue tante presenze espositive, personali e collettive, per il mondo: Jakarta, Barhein, Russia, non ultima “Nespolo. The Years of the Avantgarde” dall’11 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013 alla GAM di Torino. Toti Carpentieri Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 UgO NESPOLO In piena fedeltà alla regola delle avanguardie storiche che sollecitava gli artisti ad uscire fuori dagli studi per portare l’arte nella vita, Ugo Nespolo ha dilatato da sempre il suo sguardo verso le mille direzioni possibili della creatività, non ultime anche quelle dei media elettrici ed elettronici che ormai ci accompagnano lungo il vivere quotidiano. Chi non rammenta, infatti, i suoi tanti manifesti, primo tra tutti quello su “Azzurra”, o ancora la coinvolgente e trascinante sigla di “Indietro tutta” con Renzo Arbore che nel millenovecentottantasette ci teneva incollati dinanzi a quei macroscatoloni chiamati televisori! Ancora “L’albero dei cappelli” poi prodotto in serie come elemento d’arredo, “Lavorare, Lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare” il monumento in ceramica che fa bella mostra di sè a San Benedetto del Tronto tra numeri e dintorni, la sua collaborazione con Sanguineti, il Monumento alla Stufa (anch’esso in ceramica) a Castellamonte, le vetrate e gli arredi sacri in onore della Vergine Maria a Borgaro Torinese, il moltiplicarsi dei drappelloni dal Palio della Quintana da Foligno ad Ascoli Piceno fino a quello memorabile del Palio di Siena del duemilasette. Poi la Campari, e, anche lui affascinato dall’hidalgo che ha incantato tanti artisti, il mitico Don Chisciotte, gli effimeri interventi del Cantiere Nespolo a Pontedera, e quel raro e prezioso libro d’artista che già nel titolo “Il Numero d’Oro” esplicita la sua costante attenzione alle cifre e alla proporzione aurea. Non è assolutamente casuale, quindi, che l’architettura arcaica della Fòcara abbia saputo provocare la creatività dell’artista biellese che ha risposto in maniera entusiasta alle sollecitazioni amiche partite dal Salento, nei mesi precedenti l’estate, facendo nascere nella sua mente e dalla sua mano una serie di cifre monumentali che nella ziggurat di fascine di negroamaro, ed ancor più nella loro solo apparente casualità costruttiva, trovano la giusta e sperata concretezza e un significato speciale. Accade allora che, al pari di chi l’ha preceduto, l’artista eclettico e fuori da ogni definizione limitativa, inserisca e reinserisca la sua oggettualità distintiva nell’imponente opera di arte ambientale guardando ad altri e specifici coinvolgimenti. E i numeri fuoriescono d’improvviso dalla grande pira di fascine in onore del Santo, o planano sui gradoni di essa ravvivandola nella luce dei colori fondamentali, tra giallo, blu e rosso, mescolando fede, costumanze, evocazioni, leggende, racconti e riferimenti letterari (perfino un rimando ai Salmi). In una sorta di nuova poesia che il fuoco consumerà, consacrandola alla storia, nella notte del sedici gennaio duemilatredici. Toti Carpentieri Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 UNA STORIA FATTA DI NUMERI Come già accaduto nella precedente occasione, e nella conferma di quella linea operativa che caratterizza e contraddistingue la Fondazione “Fòcara di Novoli” sin dal momento della sua nascita, Ugo Nespolo artista esasperatamente curioso, accanto al manifesto – una tradizione, ormai – che identifica l’evento novolese del duemilatredici, ha realizzato una serigrafia a venticinque colori riservata agli Amici della Fòcara, nella quale il grande falò che si incendia il sedici gennaio si propone secondo un’immagine innovativa e sintetica che, da una parte, rivendica il suo stato di icona, e dall’altra offre esaurienti informazioni sul’autore. Nel foglio realizzato da Nespolo sono riconoscibili, contemporaneamente, l’articolata e complessa composizione visuale tipica di ogni suo lavoro e uno scanning quanto mai contemporaneo del campo grafico, in un accavallarsi di fiamme che si aprono e dilatano sempre più nel chiaro riferimento al guizzo delle lingue di fuoco, e in un accumularsi e sovrapporsi di numeri (quella sua personale riduzione della pittura!), passando dallo zero al nove e quindi rimescolando ogni canonica sequenza. E legando ad essi, nella loro unicità o nella lettura non sempre facile della cifra complessa, significati talvolta privati, ma sempre più destinati a divenire testimonianza pubblica e collettiva. Non perdendo di vista il riferimento al sacro, da cui la Fòcara, la sua costruzione, il suo manifestarsi e la sua distruzione, prendono avvio e scomparsa. L’opera, nella sua invasione di segni e di cromìe, vuole rammentare la manualità costruttiva del grande falò di vitigni di negroamaro, esempio di un’architettura popolare e al tempo stesso colta, e si manifesta come una sorta di montaggio che, partito da una primitiva decostruzione dell’oggetto provvede poi a ricostruirlo come in una sorta di puzzle fantasioso (di fronte ai quali, ci si ritrova con lo stupore innocente dell’infanzia), i cui pezzi si propongono con colori immediati, in una crescente sinfonia di gialli, ar
anci e rossi squillanti. Quelli stessi che, in un’altra e similare occasione, hanno spinto Alda Merini (legata ad Ugo Nespolo dal sottile “filo” dell’arte, dell’amicizia e dello scambio creativo), nel momento in cui il maestro torinese ha disegnato il drappellone per il Palio dell’Assunta del duemilasette, lasciando così la sua traccia nell’amata Siena, a scrivere di lui e della sua pittura: “… /ho cercato i tuoi cento colori/maestro/per dirmi se era davvero rosso/…”. Toti Carpentieri Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 IL SANTO, IL FUOCO E I NUMERI È nato a Chiavari (Genova) nel 1942. Fotografo. Ha studiato al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia. Negli anni Sessanta è tra gli autori che compiono le prime sperimentazioni fotografiche, coniugando lavoro artistico e progettazione grafica, interessandosi in particolare ai linguaggi visuali nell’ambito delle analisi e dell’interscambio delle varie forme espressive. Tra il 1967 e il 1969, prima a Milano e quindi a Roma, vive le tensioni politiche di questo periodo e collabora con gli artisti Pino Pascali, Eliseo Mattiacci, Jannis Kounellis, Luca Patella e con la Galleria L’Attico di Fabio Sargentini. Alla fine del decennio, Cresci si sposta tra Parigi e Milano, e organizza uno dei primi environment fotografici alla Galleria il Diaframma di Milano diretta da Luciano Inga-Pin. Dagli anni Settanta agli anni Ottanta si dedica alla ricerca artistica nell’ambito della comunicazione visiva, utilizzando il medium fotografico quale mezzo di connessione tra lo sguardo e il suo coinvolgimento nei problemi reali dei luoghi propri del Mezzogiorno. Dal 1974 partecipa ad alcune edizioni della Biennale di Venezia, tra cui “L’immagine provocata” a cura di Luigi Carluccio (1978) e “Muri di Carta, fotografia e paesaggio dopo le avanguardie” a cura di Carlo Arturo Quintavalle (1993) e alle principali esposizioni di fotografia in Italia e all’estero. Nel 1995 si tiene a Milano nella Galleria delle Stelline del Credito Valtellinese una sua ampia rassegna monografica a cura di Roberto Mutti. Ha realizzato installazioni temporanee e permanenti in gallerie, musei e spazi pubblici in Giappone, Spagna, Francia, Germania, Italia e Stati Uniti. Nel 2004 nella Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino si tiene la mostra antologica “Le case della fotografia, 1966-2003” a cura di Pier Giovanni Castagnoli. Dal 1999 al 2000 ha diretto l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, insegnato fotografia in varie Università e Accademie. Dal 1999 al 2002 ha collaborato al supplemento domenicale del Il Sole 24 Ore di Milano, mentre dal 2004 è docente di teoria e metodo della Fotografia nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Sul finire del 2011, con il titolo “Mario Cresci. Dentro le cose”, espone nel Palazzo dei Pio a Carpi, e a marzo 2012 la Allemandi & C di Torino pubblica il volume “Mario Cresci. Fare fotografia”. Sua è la copertina d’artista del n°45 de “la lettura” il Domenicale del Corriere della Sera del 23 settembre 2012. Lo scorso anno la Fondazione “Fòcara di Novoli” gli ha assegnato il Premio Fòcara Fotografia 2012. Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 MARIO CRESCI E’ nata a Palermo nel 1935 ed è madre di tre figlie, Cinzia, Shobha, Patrizia. Nel 1968 collabora come giornalista con il quotidiano L’ORA. A Milano nel 1972 pubblica sulle riviste come freelance e inizia a fotografare. Tornata nel 1974 a Palermo, è fotografa e direttrice del team fotografico (un gruppo di validissimi giovani, tra cui Franco Zecchin, compagno di lavoro e di vita per vent’anni e la figlia Shobha) del quotidiano “L’Ora” fino al 1991. Con la sua Pentax K 1000, e poi con la Leica, documenta le problematiche della sua terra, là dove la mafia alligna tra ricchezza e povertà, tra politica corrotta e degrado. Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”, e dal 1980 inizia ad esporre le sue fotografie in tutto il mondo. Si appassiona al lavoro delle donne fotografe, prima tra tutte Diane Arbus, e nello stesso anno apre “Il Laboratorio d’If ”, la prima libreria/galleria fotografica nell’Italia meridionale. Impegnata nel sociale, supera la dimensione della fotografia muovendosi tra teatro: da “Uccidiamo il chiaro di luna” del 1979 a “Veli” del 2005, e cinema: da “Scene per nessuna caduta” del 1979 a “Festa d’agosto”, girato con i ricoverati dello Psichiatrico e la figlia Patrizia, del 1983, a “Fine della storia” del 2007. E’ regista, ambientalista, editore, dal 1992 de “Le Edizioni della Battaglia”, assessore dei Verdi con la giunta di Leoluca Orlando negli anni della Primavera Siciliana, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, e fondatrice nel 1991 della rivista “Mezzocielo”, bimestrale realizzato da sole donne. Tra le sue più recenti esposizioni, rammentiamo “Disquieting images” alla Triennale di Milano nel 2010, “Letizia Battaglia e Francesca Woodman”, alla galleria Massimo Minini di Brescia e la recentissima “Letizia Battaglia” al Festival della Legalità nel Teatro Margherita di Bari. E’ la prima donna europea a ricevere, nel 1985 a New York, l’ “Eugene Smith Grant” per la fotografia sociale, e, a San Francisco nel 1999, The Mother Johnson Achievement for Life. Nel 2007, in Germania, la società tedesca di fotografia le assegna “ The Erich Salomon Prize”, e nel maggio 2009 a New York viene premiata con il “ Cornell Capa Infinity Award”. Da pochi anni si dedica alla Rielaborazioni delle foto di cronaca violenta, inserendo nuove presenze: donne o bambine. Il suo curriculum si aggiorna con il “Premio Fòcara Fotografia 2013” assegnatole dalla Fondazione “Fòcara di Novoli”. Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 LETIzIA BATTAgLIA © shobha Quando per la prima volta abbiamo organizzato il Festival dedicato al fuoco della Fòcara eravamo mossi dall’entusiasmo e dall’ottimismo. Ogni anno è stata un’avventura fatta di scoperte e innovazioni, ogni edizione non è mai stata uguale all’altra, abbiamo cambiato sempre orizzonti musicali. Insomma, abbiamo cercato di prendere iniziative per far emergere le enormi potenzialità della nostra terra che spesso restano inespresse ed a cui ottimisticamente continuiamo a credere. Il territorio Pugliese in generale, e salentino in particolare, ha delle peculiarità culturali, artistiche e paesaggistiche che devono diventare un marchio di fabbrica turistico da esportare nel resto d’Italia e nel Mondo. Riteniamo dunque importante che si continui ad incoraggiare iniziative di tale entità per lo sviluppo sempre maggiore del nostro territorio. Il cartellone di questa edizione è fatto per raggiungere questi obiettivi richiamando artisti dai quattro angoli del mondo con un indirizzo “World”; considerando i nostri suggestivi luoghi e riti come crocevia di contaminazioni culturali e artistiche che si sposano alla perfezione con il mood del «Fòcara Festival». “Lavorerò con persone di differenti culture e viaggerò in numerosi paesi per dare alla gentela possibilità di aiutarsireciprocamente.Tutto il mondo si deve mobilitare contro la fame e la povertà”. M.Kantè Mory Kanté, nominato Ambasciatore di buona volontà della FAO nel 2001, che si esprime fondendo la musica tradizionale dell’Africa occidentale con quella pop, funk, house e techno. Proviene da una famiglia di griots della Guinea – una stirpe di poeti
, cantanti e cantastorie della cultura tradizionale Mandingo. Si è esibito in tutto il mondo e ha composto numerose colonne sonore cinematografiche, inclusa quella del film The Beach con Leonardo di Caprio. Kanté ha dedicato molto tempo ed energie ad iniziative culturali e sociali in Africa occidentale. Enzo Avitabile & Bottari, chi meglio di lui potrebbe rappresentare la fusione di culture diverse? che però non è rinuncia alle proprie origini? Un substrato di soul, una fusione di ritmi africani e rap, e tant’altro ancora, realizzando il miracolo che, malgrado le compenetrazioni, l’insieme ha un sound preciso e specifico. Insiste sui temi internazionalisti che ha sempre approfondito, fruga dentro le miserie del mondo, ribadendo un senso di appartenenza al genere umano intero, senza nessuna barriera, parlando sia in lingua (lingue, dovremmo dire) che in dialetto (anzi, dialetti). Sud Sound System, che oramai possono essere vantati come una delle massime espressioni world nazionali, nati come Reggae sound system hanno via via coniugato (ma sempre più allontanandosene) i ritmi giamaicani con la cultura locale. Ora la «Fòcara» vuole confermare questa sua vocazione transfrontaliera, creando un valico tra i continenti, le razze e le generazioni, portare una cultura inedita in cui si confondono e si esaltano vicendevolmente i costumi, i valori, i modelli di vita. Loris Romano Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 FòCARA FESTIVAL Mory Kantè Enzo Avitabile & Bottari Sud Sound System Sabato e Domenica della seconda settimana di Agosto nella Città di Oria, sede di un magnifico castello, si svolge il “Corteo Storico di Federico II ed il Torneo dei Rioni” ritenuta la più importante rievocazione storica medievale del periodo federiciano che si svolge oggi in Italia, organizzata sin dal 1967 dall’Ass. Pro Loco con il Patrocinio della Città di Oria, dell’Amministrazione Provinciale di Brindisi, della Regione Puglia e sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Il “Corteo Storico” di Oria consta di 800 figuranti in costumi d’epoca che sfilano lungo le principali vie della cittadina fastosamente addobbate con i vessilli colorati dei quattro Rioni. Il Corteo Storico si conclude nella suggestiva piazza Manfredi con una suggestiva cerimonia ricca di danze e musiche medievali ed una coreografia particolarmente affascinante con mangiatori di fuoco e giocolieri, alla presenza di cortigiani e contradaioli in gara per il Palio. Il “Torneamento” rappresenta la sfida tra i quattro rioni di Oria. Atleti e cavalieri si cimentano in durissime prove di stampo medievale per conquistare l’ambìto Palio. Nel campo del Torneamento, addobbato proprio come avveniva nelle sfide cavalleresche nel XIII secolo, un piccolo spettacolo coreografico di sbandieratori precede lo svolgimento della “ Giostra dei Cavalieri “ e delle prove per la conquista del Palio. Il Rione che avrà totalizzato più punti è il vincitore. Si esibiscono, inoltre, le compagnie d’arme che si cimentano in una battaglia in cui vengono usate armi da guerra fedelmente riprodotte come catapulte, mangani e arieti riproducendo l’assalto al castello per terminare con le spettacolari e storiche gare degli atleti che rappresentano i popolani dei rioni della città. A partire dal 2007 e fino al 2012 l’evento è stato oggetto di riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la “Medaglia di Rappresentanza” per il valore storico-culturale-turistico-spettacolare e sociale che rappresenta. Attraverso il Torneo dei Rioni, la Città di Oria ha stretto rapporti di gemellaggio con la cittadina tedesca Lorch situata nella regione del Baden – Wurtemberg a circa 40 Km da Stoccarda, oltre ad aver avviato una proficua collaborazione con scambi di carattere culturale con le città federiciane di Jesi, Melfi e Palermo e per l’edizione 2012 con il Comune di Novoli. Novoli e Oria mettono insieme la preziosa storia delle importanti tradizioni locali, Torneo dei Rioni e la Fòcara, per contribuire a promuovere la cultura immateriale di Puglia in ambito nazionale ed internazionale. Un incontro tra luoghi e culture in cui condividere valori identitari e valenze istituzionali per nuovi orizzonti di sviluppo socio economico e culturale delle comunità coinvolte, partendo dalla devozione dei due Santi Eremiti, Sant’Antonio Abate e San Barsanofio, patroni di Novoli e di Oria. Così “i giorni del fuoco” del gennaio 2013 a Novoli si arricchiranno ancor più di storia e tradizioni grazie alla presenza della delegazione della Città di Oria che il 16 gennaio 2013 parteciperà all’accensione della Fòcara promuovendo le bellezze ed i costumi locali con gli sbandieratori ed i gonfaloni dei 4 Rioni, Lama, Castello, San Basilio e Judea di Oria. Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 “CORTEO STORICO DI FEDERICO II – TORNEO DEI RIONI” – ORIA (BR) LA FONDAzIONE FòCARA DI NOVOLI La Fondazione Fòcara di Novoli ha come soci fondatori la Regione Puglia, la Provincia di Lecce ed il Comune di Novoli e la sua costituzione apre un nuovo capitolo per la tutela, la promozione e la valorizzazione dell´evento. La capacità operativa del nuovo soggetto giuridico si dovrà misurare con le nuove dimensioni della proposta di sviluppo turistico-culturale, che la Regione Puglia si prepara a sostenere anche in rete, con particolare riferimento ai flussi di turismo destagionalizzato, con il nuovo portale ad hoc per la promozione degli eventi (pugliaevents.it), ponendosi sostanzialmente come luogo privilegiato per consolidare ed ampliare il coinvolgimento di un forte partenariato pubblico-privato, che vorrà investire sulla cultura immateriale per sostenere e promuovere risorse e potenzialità del territorio locale. LA STORIA DELLA "FòCARA" E DELLA FESTA DI SANT´ANTONIO ABATE La storia della Comunità novolese è fortemente caratterizzata dai riti della sua festa più grande legata al culto di Sant´Antonio Abate e la "fòcara", che inizia il 7 dicembre e finisce il 18 di gennaio con i suoi giorni più fragorosi del 16 e 17 gennaio. Un appuntamento tipico delle tradizioni locali dell´inverno salentino, intriso di folklore e religiosità popolare: oltre ai riti religiosi, simili alle tante altre comunità che festeggiano il santo, la festa del protettore di Novoli si arricchisce della benedizione degli animali, dell’appetitosa agenda enogastronomica che vede l’obbligo di gustosi piatti di pesce per il 17 giorno del santo e carni arrosto per i giorni restanti, con dolci natalizi al miele ed un vinsanto, Moscato di Novoli, il tutto accompagnato da contorni e vini del Parco del negroamaro, territorio di sano benessere. E soprattutto del rito pagano, di più intensa partecipazione popolare, dell´accensione di un grande falò, "la fòcara" (20 metri di diametro e 25 di altezza). La presenza di tale evento ha consolidato la festa novolese che si è evoluta senza soluzione di continuità in un tempo, ormai ultracentenario. Le origini della presenza della fòcara a Novoli da alcuni è assegnata all´opera dei veneziani; mentre, altri la individuano intorno al XV secolo anche prima della richiesta di avere Sant´Antonio come protettore della comunità novolese. In ogni caso è certa la data del `700 desumibile da atti comunali. La "fòcara", nasce dunque come prima forma di devozione al santo del fuoco e la sua forma diviene con gli anni una vera e propria "passione novolese", testimoniata dalla formazione di consolidati comitati per i festeggiamenti. Formata dagli scarti della potatura dei vigneti,
con un numero di fascine crescente che iniziano ad essere assemblate dall´8 dicembre, la "fòcara" diviene centro di attenzione ed aggregazione. La sua accensione che avviene la sera del 16 gennaio, vigilia della ricorrenza religiosa, richiama genti da ogni dove e riempie i luoghi urbani sin dai tempi più remoti. Con grande dedizione dunque, la Comunità di Novoli è riuscita a tramandare per generazioni l´antica tradizione, consolidando, con il suo ininterrotto percorso, un appuntamento atteso ormai come un capodanno dalle genti locali e non solo. In questo quadro la storia della fòcara è transitata da una fede domestica ad una affettività molto vasta. La sua evoluzione adesso pone la necessità di mantenere intatta e originale l´instancabile passione novolese guardando con modernità ad una nuova stagione sociale che si apre ad una crescente fruizione di eventi socio-culturali in terra di Puglia, legati al sistema turistico culturale e religioso, del paesaggio, musicale ed enogastronomico. 1 Fondazione “Fòcara di Novoli” 16 gennaio 2013 IL RILANCIO E LA VALORIzzAzIONE DELLA TRADIzIONE COME PATRIMONIO DELLA CULTURA IMMATERIALE REgIONALE E NAzIONALE Tenendo fede al grande e ormai storico impegno della sua Comunità, l´ Amministrazione Comunale decide di investire, sin dal 2005, sulla valorizzazione dell´antica Tradizione della Festa di Sant´Antonio Abate e la Fòcara, quale Patrimonio della cultura immateriale del Comune di Novoli, a cui ancorare obiettivi di rilancio del sistema socio-economico per i restanti settori di attività che animano la vita dei suoi 8500 abitanti e di quelli del più vasto territorio limitrofo. Le sinergie attivate e le attività messe in campo hanno portato la Festa novolese ad essere Evento dell´inverno regionale e mediterraneo, e la "fòcara" simbolo della Tutela attiva del paesaggio e Fuoco buono di Puglia, messaggero di pace e dei diritti umani nel mondo, Faro del turismo slow e religioso destagionalizzato pugliese, nei suoi valori di attrattore culturale naturale del turismo trasversale, testimonial dell´identità culturale e delle risorse materiali strutturali di un territorio di qualità. Particolare attenzione si è posta alla diretta relazione tra gli elementi della Festa di Sant´Antonio Abate e la Fòcara e la tutela attiva dei beni della cultura immateriale, del paesaggio e della qualità dei prodotti del territorio che rimandano anche alla Dieta Mediterranea, ormai Patrimonio Universale. Sono infatti due i catalizzatori del percorso turistico invernale, che guidano i possibili orientamenti verso nuove forme di fruizione del patrimonio storico-paesaggistico e della cultura immateriale regionale: riti e le tradizioni popolari e l´enogastronomia di un territorio di qualità a marchio Unesco. L´EVENTO OggI Gli elementi salienti della Tradizione novolese sono stati oggetto di attenzione critica e mediatica già a partire dagli anni 70, anni in cui la “fòcara” compare sulla copertina della rivista Architettura di Bruno Zevi ed è oggetto di alcuni documentari dell’Istituto Luce e servizi di National Geographic. Nelle moderne edizioni sono stati tanti gli eventi che si sono affiancati alla "fòcara" e alla festa di Sant´Antonio, arricchendo l´appuntamento di altri importanti significati portando il Comune e la sua tradizione ad essere riconosciuti tra le 44 destinazioni selezionate come “destinazioni europee d’eccellenza per la cultura immateriale” nell’ambito del bando comunitario EDEN 2008, inclusi tra gli eventi più importanti d’Europa, insieme al Palio di Siena ed al Carnevale di Venezia, nell’agenda inglese del turismo internazionale SMITH&SMITH 52. Nell’edizione 2011 la Fòcara. Nel 2011 la Fòcara guadagna ancora la copertina e l’inserto di ITALIAPIU’, Rivista dei Comuni e del Territorio del Sole24ore business Media e massima visibilità nel palinsesto delle due edizioni del TG 1Rai del 17 gennaio u.s., oltre alle dirette delle tv e radio locali Telerama, Telenorba, Canale 100, Pugliachannel ecc. La tipologia dell'evento novolese, che partecipa alla Rete Italiana Della Cultura Popolare, sostiene trasversalmente quasi tutte le categorie descritte nella Convenzione Internazionale Per La Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale transitando dalle tradizioni, consuetudini sociali, eventi rituali e festivi del patrimonio culturale immateriale fino alle prassi legate alla natura, al suo paesaggio ed all’enogastronomia Legate al mondo dell´enogastronomia, sono state istituite: – la Festa della vite del Parco del Negroamaro di concerto con Coldiretti Lecce, a salvaguardia del sistema qualità del prodotto e richiamando la Tutela attiva del Paesaggio del Parco del Negroamaro, a sostegno delle direttive Europee, anche con un protocollo d´intesa con gli Istituti d´istruzione provinciali per un nuovo turismo scolastico. – la Rassegna delle Cantine del Parco del Negroamaro, di concerto con il sistema produttivo dei consorzi di tutela delle doc Brindisi, Copertino, Galatina, Leverano, Manduria, Nardò, Salice Salentino, Squinzano, Cuochi professionisti salentini, Associazione italiana sommelier,Associazione pasticcerisalentini con laboratori del gusto dedicati al tema dell´enogastronomia di qualità dell´area. Sull´evento si sono poi innestate un mosaico di attività legate all´arte e alla cultura, tra cui: – L´Arca Del Parco Del Negroamaro, laboratori didattico/creativi per le scolaresche con iniziative rivolte alla conoscenza delle matrici culturali. – I Dialoghi Della Fòcara, un vero e proprio luogo di riunione dei fondamentali connotati della cultura Immateriale e spirituale che ospita annualmente nella settimana antoniana, im- 2 portanti ed unici appuntamenti sui temi internazionali del dialogo, dei processi di pace e dei diritti umani nel mondo, in cui sono transitati tra gli altri Franco Cardini , Pierbattista Pizzaballa Custode di Terrasanta e Pedrag Matvejevic. – Gemellaggi che annualmente si instaurano con città e comunità che festeggiano il Santo, con le quali si sono attivati scambi culturali sul tema religioso, del fuoco e del carnevale: Città di Arles (Francia) 2006, Comune di Fara Filiorum Petri (Abruzzo) 2007, Comune di Putignano (Bari). – Il Premio Fòcara Fotografia, un riconoscimento che premia annualmente un fotografo di fama internazionale, invitato a Novoli per realizzare le immagini che saranno esposte nell’anno successivo, andando ad integrare il “fondo” del costituendo Museo/Archivio della Fotografia. – Il Manifesto d’autore, un’iniziativa che parte nel 2012 con l’opera di Mimmo Paladino e con la sua personale di opere grafiche, destinata a divenire, anno dopo anno e autore dopo autore, la riconoscibilità internazionale dell’evento del 16 gennaio. Di tutto rilievo gli eventi di intrattenimento nei giorni più fragorosi della festa dal 16 al 18 gennaio con I Giorni Del Fuoco ed il Festival Internazionale di artisti italiani e stranieri che ogni anno dopo il momento di massimo coinvolgimento popolare della sera del 16 per l´accensione del colossale falò qualifica la seguente Notte della "fòcara". Una ricerca mirata, soprattutto nel settore della musica, con concerti molto partecipati dalle nuove generazioni, segnati da percorsi sonori selezionati accuratamente che hanno coniugato esperienze in area mediterranea con un panorama musicale variegato di forme e linguaggi che hanno convogliato la memoria storica dei luoghi ad una riscoperta del territorio nei suoi connotati urbani e del paesaggio. Per quanto riguarda l´offerta turistica, per i due settori del Turismo Religioso ed Enogastronomico, di concert
o con APT e aziende di tipo ricettivo, si sono attivati pacchetti promozionali di qualità dell´ospitalità salentina e pugliese in generale, con appuntamenti culturali in collaborazione con l’Associazione Via Francigena Pugliese e degustazioni guidate in Educational promossi da Slow Food e dal Consorzio di tutela del Salice Doc con la presenza dell’Associazione Nazionale Città del Vino. 3 Fondazione Fòcara di Novoli Consiglio di Amministrazione Presidente: Oscar Marzo Vetrugno Vicepresidente: Fabio Scrimitore (Provincia di Lecce) Consiglieri: Stefania Leaci (Regione Puglia), Danilo De Nicola Lezzi (Associazione Pro-Loco Novoli), Salvatore Villani (Comitato Festa S. Antonio). Comitato Scientifico Stefano Adamo, Massimo Cacciari, Toti Carpentieri, Antonio Curto, Piergiuseppe De Matteis, Luisella Guerrieri, Eugenio Imbriani, Santino Levante, Corrado Lorenzo, Pedrag Matvejevic`, Rosanna Metrangolo, Michele Naddeo, Luca Nolasco, Fabio Novembre, Roy Paci, Mimmo Paladino, Leo Piccinno, Antonio Romano, Loris Romano, Donato Scolozzi, Mario Signore, Anna Trono.

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