Dicembre 8, 2022

Dopo due anni tornerà la festa di Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso.Il richiamo della festa con la benedizione degli animali e mezzi da lavoro è forte devoti e cittadini arrivano da ogni luogo, tra gli Organizzatori le due Amministrazioni comunali, Fondazione Ordine Mauriziano con AFOM, le Proloco locali, FederColtivatori, la Parrocchia e i devoti volontari.

Dopo due anni tornerà la festa di Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso.Il richiamo della festa con la benedizione degli animali e mezzi da lavoro è forte devoti e cittadini arrivano da ogni luogo, tra gli Organizzatori le due Amministrazioni comunali, Fondazione Ordine Mauriziano con AFOM, le Proloco locali, FederColtivatori, la Parrocchia e i devoti volontari.

 

 

Benedizione degli animali e dei mezzi agricoli nella graziosa piazzetta del borgo speciale di Ranverso

 

 

 

VIDEO 2017 RANVERSO

 

Il Sacerdote benedice le persone e gli animali direttamente in campagna

Ranverso in festa con i Comuni di Buttigliera Alta e Rosta,.

Denominazione Italiana Festa Patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso.

Il richiamo della festa è forte devoti e cittadini arrivano da ogni luogo, tra gli Organizzatori le due Amministrazioni comunali, Fondazione Ordine Mauriziano con AFOM, le Proloco locali, FederColtivatori, la Parrocchia e il Gruppo Virtuale ASAR amici Sant’Antonio Abate di Ranverso. La festa sotto il simbolo della croce Tau adottata dall’Ordine degli Ospedalieri Antoniani Viennesi nel 2021 ha ricevuto un riconoscimento a livello Nazionale e registrata come bene immateriale negli archivi dei Beni Culturali di Roma presso ICPI- Istituto Centrale Patrimonio Immateriale. Il comitato festa già nel mese di Dicembre inizia i preparativi, la festa si svolge la Domenica prima del 17 Gennaio o quella subito dopo in pieno periodo Invernale. Nel 2005 il rito antico della festa che risale al 1530 poi da molti anni dimenticato è stato

 

 

ripristinato presso la Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso il santo e invocato come patrono dei contadini e protettore degli animali domestici. La festa inizia già alle prime luci dell’alba con l’arrivo dei trattori, poi degli animali tutto si svolge rispettando alcune antiche consuetudini. Una parentesi: il mese di Ottobre 2022 per la Commenda di Ranverso e stato un giorno speciale abbiamo ricevuto in forma ufficiale la visita degli amici Antoniani della Casa Madre di tutti i luoghi Ospedalieri Antoniani con Sede a Saint Antoine l’Abbaye sotto l’egida guida del Presidente Christian Maurel e suoi collaboratori dell’Associazione Francese AFAA -Les Amis Des Antonins.

Scettro della Croce Tau simbolo di Monaci Ospedalieri Antoniani veniva portato in processione ,foto datata all’interno della biglietteria di Ranverso

 

Maialino al guinzaglio


Alle ore 10.30 davanti al masso errante di fronte alla Chiesa Precettoriale si radunano i trattori da lavoro e gli animali. Quindi alle ore 11.00 viene celebrata la Santa messa, durante la quale avviene la benedizione dei pani ( e dolci a forma di animali) segue la lettura della preghiera del contadino di Ranverso in versione nuova 2022. Al termine della funzione alcune persone in costumi d’epoca e abiti monastici provvedono alla distribuzione dei pani benedetti. Segue nella graziosa piazzetta e nei vialetti della Precettoria la sfilata dei trattori e degli animali, per la benedizione solenne. Il pranzo conviviale, organizzato dai coltivatori diretti di Buttigliera Alta e Rosta, conclude la manifestazione.

Capitelli nel nartece il cane che porta il pane a San Rocco
Ingresso alla Chiesa con cancellata senza il sagrato
Ingresso ospedale
L’Ospedale Medievale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la donazione dei terreni nel 1188 da parte di Amedeo III di Savoia per costruire Ranverso che già nel 1098 comprendeva un Ospedale, Chiesa e Convento furono chiamati i monaci Ospedalieri Antoniani di Vienne con sede nell’Isere della Francia in un luogo chiamato la Motte Aux Bois, dove nel secolo XI furono trasportate le reliquie di Sant’Antonio Abate provenienti da Costantinopoli ; originandosi così il primo insediamento Antoniano, Ranverso può vantare in Italia di essere la primogènita della casa madre di Vienne.

Nel Pronao della Chiesa Precettoriale si può ammirare l’affresco della Caravella che trasportò le reliquie . Molto presto a Ranverso si diffuse il culto per il Santo del fuoco le persone accorrevano in pellegrinaggio pregando il Santo per ottenere la grazia ed essere guariti dai monaci che curavano il fuoco di Sant’Antonio.

Il trasporto delle reliquie

Sull’altare maggiore di Ranverso è visibile la statua in legno di Sant’Antonio Abate che risale alla fine del secolo XIV, nel presbiterio troviamo il gigantesco polittico della natività di Defendente Ferrari del 1.530 che racchiude sette episodi della vita del Santo eremita.

 

 

 

 

Il concentrico della Precettoria appare come una fortezza dell’XI secolo raccolta tra antiche mura di cinta che dalla via francigena si diramano fino all’antico ospedale, conserva in ogni scorcio testimonianze dei suoi 900 anni di storia. Nel mese di Gennaio 2013 avvenne il gemellaggio virtuale tra la cittadina di Novoli (LE) paese della Fòcara dove sono nato e Ranverso accomunati dallo stesso Culto per il Santo eremita, ottenendo anche l’approvazione degli amici come il Maestro Mons.Italo Ruffino, la Signora Teresa Ponzetto e l’Artista Ugo Nespolo, inoltre tramite la presentazione del luogo da parte di ricercatori e studiosi locali fu insignito da ToriNovoli come Borgo Antoniano con la facciata architettonica dell’Ospedale Medievale unico al Mondo ancora visibile.

 

 

Gemellaggio virtuale tra Ranverso e Novoli nel 2013


Nel 1999 Don Italo Ruffino archivista metropolitano e studioso della Storia Ospedaliera Antoniana organizzò a Ranverso un Convegno Nazionale sugli Antoniani in Europa.
Papa Callisto II il 20 Marzo 1119 ritornando a Roma da un concilio in Francia passando da Ranverso consacrò la piccola chiesa primitiva bassa a capanna con una sola campata eretta su un ex pilone votivo dedicato a San Biagio, mentre i Savoia nelle donazioni misero il vincolo la Chiesa fosse costruita per i monaci gli infermi dedicata a Sant’Antonio Abate Patrono di Ranverso


Non tutti gli studiosi concordano sulla data della fondazione di Ranverso. Alcuni, e tra di loro Placido Bacco, fanno risalire la nascita del nucleo originario al conte Umberto III di Savoia, intorno all’anno 1098. Siamo negli anni in cui in questa zona, tra Avigliana e Rivoli, imperversava un’epidemia di “fuoco sacro” ed è verosimile la storia che vede una marchesa di Avigliana impegnata a chiedere al marito, di recente tornato da una crociata, di intercedere presso il gran Maestro dell’Ordine, Gastone dei Gastoni, per ottenere l’invio di frati infermieri Antoniani per fondare un Ospedale che alleviasse le sofferenze della popolazione residente, in grandissima parte formata da poveri e miserabili contadini.

 

 


Per la realizzazione venne scelto un territorio detto Rivus inversus, perché in tale luogo scorreva un rio denominato Rio Inverso, dal termine piemontese “invers”, che equivale a dire situato a nord, oggi il Rio è chiamato Bealera, così come il complesso degli edifici è addossato a una piccola collina esposta al nord, da cui derivò la dizione di Sant’Antonio d’Inverso, diventata successivamente Ranverso.

Il borgo speciale di Ranverso si trova al centro dell’anfiteatro della Collina Morenica tra Rivoli e Avigliana proprio sotto il Monte misterioso del Musinè ed il Monte Pirchiriano della Sacra di San Michele all’imbocco della Valle di Susa, all’origine era il concentrico con la Precettoria e l’Ospedale così era chiamato dagli Antoniani fino al 1770 quando gli Ospedalieri Antoniani cessarono perchè il fuoco sacro veniva curato regolarmente.

 

 

Stadera per grossi pesi datata 1863

Per Ranverso iniziò una nuova epoca i beni passarono all’ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro e diventò rurale costruirono altre cascine e la Stadera i contadini ripresero il nome di Abbazia , oggi viene chiamato con due nomi diversi: Precettoria / Abbazia, da devoti vogliamo ricordare che tutto il tenimento può essere chiamato Precettoria ,invece riferendoci al luogo sacro con funzioni diverse dall’Ospedale dobbiamo chiamarlo con il suo vero nome: la Chiesa Abbaziale di Sant’Antonio di Ranverso altrimenti non e chiaro alle Guide ed ai visitatori.

Cascine abbandonate
Croce dei Santissimi Maurizio e Lazzaro custodi dell’Abbazia


Ranverso era un luogo di passaggio per pellegrini, commercianti, soldati qui trovavano una Chiesa per pregare chiedendo una grazia per la guarigione, ricevevano ristoro e cure, il territorio è ubicato nella splendida cornice dell’Anfiteatro della Collina Morenica, ancora oggi è meta di poeti e scrittori, artisti, pittori e viaggiatori, che qui trovarono ispirazione e armonia. Tra questi il Regista Dario Argento che ha girato le scene del film la Terza Madre e il Prof Universitario Mauro Pecchenino studioso della comunicazione integrata.
Il borgo Medievale Sant’Antonio Abate di Ranverso è un luogo speciale nato nel 1098 e comprende una chiesa, l’ospedale le cascine, un ex cimitero, il monastero, la bealera, il chiostro il giardino, Ex Voti con i miracoli della guerra sul Carso, un ciclo della vita di Sant’Antonio e, tutto intorno, una processione di fedeli che portano offerte a Sant’Antonio. Eseguito da G. Jaquerio nel XV secolo, questo affresco è particolarmente significativo. Le prime strutture, la chiesa e l’ospedale, furono costruite dall’Ordine degli Antoniani che provenivano dalla Francia Motte San Didier per accogliere e fornire assistenza ai Pellegrini che partendo da Canterbury si recavano a Gerusalemme e, passando dalla Francia, varcavano il Moncenisio per dirigersi verso Susa e seguendo per Avigliana facevano sosta a Ranverso. Visitando questo luogo entrerete in un museo a cielo aperto, la Chiesa è tutta affrescata dal celebre pittore Torinese Giacomo Jaquerio e si può ammirare la vita di Sant’Antonio Abate, la salita sul calvario, sull’altare maggiore in fondo al Presbiterio si può visitare il maestoso Polittico di Defendente Ferrari donato dal comune di Moncalieri per grazia ricevuta da Sant’Antonio Abate per aver salvato la città dalla peste, nel pronao tanti capitelli di volti umani e fregi, è ancora visibile l’affresco della caravella con le reliquie del Santo Anacoreta,.


Lapide marmorea posta nel Nartece della primitiva Chiesa di Ranverso in ricordo di Alfredo D’Andrade.
L’antica Chiesa dei Frati Antoniani attraverso le fortunose vicende dei tempi ricostrutta e alterata ritrovò le linee della sua prima architettura e i fregi preziosi dei dipinti che attestano l’arte piemontese per sollecitudine di Paolo Boselliche volle associare nell’ Ordine Maurizianola pietà e l’assistenza ospitaliera col rispetto e con l’amore per le tradizioni artistiche Italiane affidando i restauri agli artisti valorosi conservatori dei monumenti insigni Alfredo D’Andrate – Cesare Bertea MCMXIII – MCMXXII

La targa marmorea di D’Andrate, la targa storica in legno che riporta scritto: Ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro custodi dell’Abbazia, le guglie, i pinnacoli, simboli con tracce del passaggio dei templari, massi erratici dell’era glaciale, cascine, lettera Tau a croce ripetuta da per tutto, la meridiana, una stadera, le decorazioni in cotto, il primo antico ospedale, la via Francigena su questo percorso parallelo è stata tracciata l’Autostrada per il Frejus e la ferrovia Alta velocità Torino Parigi, si può passeggiare nei vialetti, chiacchierare nella graziosa piazzetta. I viali alberati, le panchine. L’Abbazia oggi ha un aspetto in stile gotico Internazionale Francese, all’interno la Statua in legno di Sant’Antonio Abate fu costruita da un artista ebanista; ai suoi piedi, un caso unico, compare invece del maialino un piccolo cinghiale nero, affreschi ben conservati, la stele ottagonale misteriosa posta sul masso erratico all’ingresso della Chiesa sormontata da una croce di marmo bianca con l’incisione di un pellicano e una colomba, pietre miliari che segnano i Km per Roma etc… Il borgo di Ranverso si trova a pochi km da Torino nelle vicinanze della maestosa Abbazia della Sacra di San Michele sotto il monte misterioso del Musinè, proprio sulla strada della Peschiera, via degli Abbay/Via delle Gallie, strada antica di Francia e via Francigena dei nostri tempi.

 


L’Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Antonio di Viennois si sviluppò rapidamente a Ranverso si insediarono in un complesso già esistente.
La caratteristica principale di questo piccolo borgo, è quella di essere stato abbandonato in epoca recente per motivi di sicurezza delle cascine, ed oggi, frastagliato dal tempo, presenta tutte le caratteristiche di un paese del mitico Far West.
Ranverso dopo la soppressione degli Antoniani il 1776 ma non della festa quando la proprietà fu assegnata con dei vincoli di Cult all’Ordine dei S.S Maurizio e Lazzaro di fatto diventarono custodi dell’Abbazia, il primo nucleo di Ranverso risale al 1098 composto dalla Chiesa primitiva nel 1883 diventata Monumento Nazionale.

 


L’Ordine per sviluppare l’agricoltura fece costruire delle cascine che insieme ai terreni vennero assegnati ai contadini che si insediarono. Diverse famiglie dei paesi vicini si stabilirono nel borgo di Ranverso per lavorare i campi ed il piccolo borgo, raggiunse i 200 abitanti circa che vivevano in piena autonomia, c’era il Forno, la fontana che erogava l’acqua tramite una pompa azionata con manovelle e ruota di ferro.
A Ranverso nel 1997 continua la tradizione dell’allevamento di maiali allo scopo di ottenere valvole cardiache per trapianto. Di certo si sa che sarà l’Ordine Mauriziano a mettere a disposizione terreni e strutture sanitarie per la creazione di questo allevamento. Una ipotesi piuttosto insistente sembra dare Sant’Antonio di Ranverso (dopo Rivoli) come luogo ideale: in questa struttura esistono dipinti che ricordano che gli antenati usavano il grasso di maiale per curare alcune malattie.
L’ultima famiglia di Fittaioli ha lasciato Ranverso nel Gennaio 2021 con tanta nostalgia per la loro casa nella cascina Bassa di Ranverso dove sono cresciuti 4 figli, ed è stata salutata con gli applausi da noi volontari, giornalmente passavano nei vialetti del borgo speciale di Sant’Antonio di Ranverso per portare le mucche al pascolo era sempre un momento di gioia tra la curiosità dei visitatori che s’immaginavano di vivere in un luogo medievale, la cascina era attrezzata per l’allevamento di bovini e suini gestita dalla famiglia e sistemata in una”corte” chiusa da mura e percorsa dal canale della bealera, la famiglia mancherà molto ai frequentatori del borgo che durante la giornata avvertono la loro assenza, la cascina bassa era l’ultima cascina ancora abitata nel concentrico della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso.
Nel 2017 la gestione del Museo di arte religiosa della biglietteria e l’accoglienza dei visitatori con guide specializzate è stata affidata all’Associazione ArteMista, da allora ininterrottamente è stato creato un portale web per la comunicazione e l’organizzazione di numerosissimi eventi, You Tube, nel 2020 e stata preparata una mostra nella cappella della Chiesa per l’Artista e Incisore Michele Roggino.
Sant’Antonio di Ranverso e camminata in maschera lungo la via Francigena alla scoperta della simbologia degli animali. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso per Carnevale unisce la tradizione sacra a quella profana, l’arte e la cura attraverso un percorso iniziato il 23 gennaio, nel giorno di Sant’Antonio Abate dedicato per tradizione alla benedizione degli animali, che si conclude il 27 febbraio con una visita guidata, dalla 14.30, alla scoperta dei temi del Carnevale nel Medioevo alla Precettoria e una camminata in maschera, alle 16.00, lungo un tratto della via Francigena.
Le maschere, ispirate agli animali e alla natura, sono state realizzate nel corso del laboratorio online di creazione contemporanea e arteterapia, a cura di Serena Fumero ed Elena Maria Olivero, organizzato dai servizi didattici di Ranverso.
Il 27 Marzo 2022 il Borgo speciale Medievale di Ranverso e stato invaso da persone in Costumi Medievali per: (Una Giornata di Primavera nel Medioevo con banchi e simboli dell’epoca) i nostri complimenti per la comunicazione studiata dalla Referente Storica Medievalista Serena Fumero un grazie all’Accademia Novalia per avere stampato l’Audio Guida da distribuire ai visitatori, il luogo di Ranverso finalmente viene conosciuto anche dai Piemontesi e dai Torinesi.
Una buona notizia Martedì 29 Gennaio 2022 per una riqualificazione di Ranverso abbiamo ricevuto la visita del Presidente della Regione Piemonte Sig. Ciro disponibile con i Fondi PNRR.
Dopo la perdita del Maestro Monsignor Italo Ruffino avvenuta nel 2015 noi volontari abbiamo ripristinato un gemellaggio virtuale e ripreso i contatti con l’Associazione della Casa Madre (Les Amis Des Antonins) pe uno scambio di visite, di ricerche e tradizioni legate al Patrono Sant’Antonio Abate.
Nel mese di Luglio 2021 Ranverso accomunata con altre comunità Italiane per le tradizioni e feste dedicate a Sant’Antonio Abate e stata inclusa come prima Chiesa costruita in Italia e la prima ad avere accolto il Culto per il Santo del deserto, nel mese di Ottobre 2021 sempre L’associazione https://reteitaliana.santantuono.it ha presentato alla Soprintendenza di Roma le comunità aderenti classificando la Festa di Ranverso come Bene Immateriale. Orgoglio di noi volontari, crediamo nella possibilità di uno sviluppo del turismo oltre che estivo, anche destagionalizzato nel periodo invernale valorizzando le tradizioni come la Festa della benedizione degli animali gemellata con https://reteitaliana.santantuono.it uno spettacolo che si festeggia il 17 gennaio, divulgando queste feste invernali possiamo contribuire a fare desiderare ai turisti di visitare Ranverso 12 mesi all’anno. Visitare il sito ToriNovoli può essere per i giovani una testimonianza del pensiero di vita di coloro che li hanno preceduti.
Ranverso sin dall’origine e stata sempre a contatto con gli animali nel mese di Febbraio 2022 e stato selezionato come Borgo Dog dal portale Nazionale www.Borghidog.it Oggi una parte del borgo può essere visitata accompagnati dai propri amici a quattro zampe, percorrere privatamente i sentieri francigeni si incontrano pietre miliari e massi erratici che si diramano nelle colline, tra boschi, rive e bealere. Il Comune di Buttigliera ha posizionato dei cestini per la raccolta delle deiezioni dei nostri accompagnatori pelosi; inoltre una fontana per ristorare i cani dopo una passeggiata, i volontari non fanno mancare le ciotole di acqua fresca pulita.
Nel Pronao della Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso Monumento Nazionale troviamo tre capitelli in pietra locale di colore verde raffiguranti una Pecora, la Mucca e il cane di San Rocco con il pane in bocca, invece all’interno della nella Chiesa troviamo affrescati il maialino, gli animali della fattoria, ma non solo: il leone di San Girolamo, gli animali selvatici di San Biagio. Un percorso illustrato per conoscere il luogo e perché no, la storia e l’iconografia dei principali santi giocando. Da sempre naturalmente in questo luogo speciale gli animali si sentono a casa perche protetti da Sant’Antonio Abate, inoltre a Gennaio in occasione della festa dedicata al Santo eremita si svolge sul Sagrato la Benedizione degli animali, e sulla graziosa piazzetta la benedizione dei mezzi agricoli.

 

Nella prima metà del XV secolo non vennero eseguiti ulteriori ampliamenti, però vennero compiute importanti opere di decorazione, mentre nell’ultimo quarto del secolo, per volere di Jean de Montchenu IIvescovo di Viviers, nominato nel 1470 da papa Paolo II Abate commendatario e cellerario di Ranverso , la chiesa venne nuovamente allungata verso oriente con la costruzione dell’abside poligonale; contemporaneamente vennero demolite le volte del presbiterio e della campata a fianco del campanile per essere ricostruite ad un’altezza superiore e in relazione con la volta dell’abside. Nello stesso periodo venne realizzato il chiostro e la ricca decorazione dei due portali in laterizio delle facciate della chiesa e dell’ospedale.

 

 

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