Ottobre 17, 2017

Digital Corporate Communication? Potrete scoprirlo oggi a Torino alla Libreria Feltrinelli di Stazione Porta Nuova nello Spazio Eventi

Digital Corporate Communication? Potrete scoprirlo oggi a Torino alla Libreria Feltrinelli di Stazione Porta Nuova nello Spazio Eventi

ITALIA – Cosa è il dialogo4punto0? E la Digital Corporate Communication? Potrete scoprirlo oggi a Torino alla Libreria Feltrinelli di Stazione Porta Nuova nello Spazio Eventi al 1° piano, in occasione del Salone del libro. Il mio incontro con gli autori vi darà qualche anticipazione.

Ho intervistato Eleonora Dafne Arnese per approfondire le nuove dinamiche della Comunicazione di impresa nel mondo web contemporaneo, dopo esser stata alla presentazione a Roma del libro Digital Corporate Communicational al Teatro Flavio a Roma. Qui mi sono chiesta perché, per trattare un tema così “virtuale” non si sia deciso di fare uno streaming web. L’abbiamo seguito quindi dal vivo, superando tutti gli ostacoli che la sede offriva, in quanto vicino al Colosseo sarà anche molto poetico, ma irraggiungibile per le solite difficoltà della capitale come chiusura del centro storico, inaccessibilità per traffico, per non parlare del parcheggio poi…Ma ne è valsa la pena, perché da questo incontro è nato un dialogo molto formativo che va ben oltre la pubblicazione di un buon libro!

Quindi l’ho chiesto all’autrice. Com’è nata la scelta di un luogo per la presentazione cosi “antico” come il teatro ed i relatori sul palco, anziché privilegiare un palcoscenico virtuale?

La location del Teatro Flavio di Roma è stata scelta dall’organizzazione che ha accolto l’iniziativa di presentare il volume Digital Corporate Communication, coinvolgendo più voci insieme a noi autori, che riuscissero a dare più visioni del mondo del Web, per un reale #dialogo4punto0.

Ma veniamo a noi, il dibattito è stato formativo mostrando i vari aspetti della cultura con i diversi approcci dei relatori. Diversi anagraficamente e culturalmente, ma che hanno offerto diversi spunti di riflessione proponendo questo dialogo4punto0.

Mauro Pecchenino ha aperto il dibattito raccontando la sua “generazione di mezzo”. L’età di chi oggi deve ricominciare e riconfrontarsi quotidianamente con la velocità del mondo digital mentre, fino ad una ventina di anni fa, chi raggiungeva gli anta poteva iniziare a tirare i remi in barca e pensare solo all’avvicinarsi della pensione….

“Ora bisogna correre quanto la tecnologia, se non si è aggiornati, la professionalità muore. La nostra capacità di dialogo si è totalmente modificata e trasformata”.

Ripercorrendo momenti della sua carriera ha citato un periodo in particolare: “Ho fatto dei corsi negli anni in provincia di Belluno ai figli degli imprenditori. E mi domandavo come avessero costruito questo successo aziendale. Il passaggio generazionale era stato creato con il supporto di manager e, grazie a queste forze nuove, riuscivano ad aggiornarsi ed essere al passo con i tempi, fino a precorrerli. Questo era capire per tempo il corso del marketing ed i suoi obiettivi.

Invece chi provava a rimanere attivo sfruttando l’ereditarietà aziendale senza investire nella comunicazione, e nell’evolversi della tecnologia e metodologia che correva veloce, vedeva la sua azienda morire pian piano”.

Dafne nel suo intervento traccia il cambiamento epocale nelle nostre professioni di comunicatore, ufficio stampa e relazioni pubbliche. Ma la prima domanda è ovviamente:

Ma a Dafne abbiamo voluto chiedere degli approfondimenti rispetto al suo intervento.

In che consiste il cambiamento epocale nelle nostre professioni di comunicatore, ufficio stampa e relazioni pubbliche?

Il mondo del Marketing e della Comunicazione d’impresa tout court, in tutte le sue declinazioni, dalla Pubblicità alle Relazioni Pubbliche, fino alle Promozioni, Sponsorizzazioni e Direct Marketing, con l’avvento del Web 2.0 hanno vissuto un’evoluzione epocale che ha fondamentalmente tracciato un vero e proprio “faccia a faccia” con il consumatore contemporaneo, molto più informato rispetto a un tempo, interattivo e capace altresì di produrre flussi di informazioni (e quindi di comunicazione!) intorno all’azienda e al brand. La parola d’ordine infatti è interattività. Per questa ragione, gran parte delle aziende, da 10 anni a questa parte, hanno iniziato a ridisegnare la propria filosofia, che se un tempo era di tipo organization-centric, oggi è sempre più network-centric, dove i capisaldi, insieme all’interattività, sono connessione, condivisione, etica e socialità. Questo nuovo profilo delle imprese che operano anche nel mercato digitale, ha consentito la nascita di nuove professioni 2.0, come il Social Media Manager, il Content Curator, il SEO Specialist, il Web Designer, l’E-Reputation Manager, fino al Mobile Application Developer o al Digital PR, per citarne solo alcuni.

Da qui siamo dunque arrivati al dialogo4punto0. Ma perché dovremmo leggere Digital Corporate Communication? E perché ritieni che questo libro offra una dinamica di stesura originale?

Questo libro edito da Franco Angeli e scritto a quattro mani con Mauro Pecchenino, è un saggio che sin dal principio ha voluto posizionarsi non come manuale “how to…” ma come volume che presentasse uno scenario non solo di comunicazione d’impresa, ma anche antropologico e sociologico. La sfida è stata anche un po’ ribaltare l’ordine classico che solitamente si ritrova in questa tipologia di testi. Nei capitoli infatti, si parte con dei casi aziendali digitali di successo (principalmente italiani, ma non solo), si entra poi nel merito delle leve di Comunicazione Digital fino alle leve tradizionali, base imprescindibile per operare in questo mondo!

Quali casi citate nel libro?

Nel libro Digital Corporate Communication tanti sono i casi aziendali digitali che abbiamo voluto raccontare andando poi a sviscerare la leva di comunicazione utilizzata dall’azienda. Fra tutti senz’altro mi sento di citare il caso Meet The Media Guru, fondato nel 2005 da un’idea di Maria Grazia Mattei e oggi realtà emblematica nell’ambito di Digital Event interattivi e immersivi, reali e virtuali insieme che hanno formato una comunità attiva e attenta ai temi della Cultura Digitale. Interessante anche il caso di Scatto Italiano, realtà imprenditoriale fondata nel 2014 da due giovani designer pugliesi, che ha saputo lavorare su dinamiche di comunicazione digitale di tipo pull sui Social Network, svelando solo al momento del lancio il vero progetto legato alla produzione personalizzata di biciclette, con l’utilizzo del Digital Direct Marketing unito ad una shopping experience online piacevole e fruibile insieme ad un efficientissimo Customer care post-vendita. Singolare anche il caso CheckBonus, app gratuita nata nel 2014 anche lei dal fondatore e CEO Pierluigi Casolari, basata sulle Digital Promotion e un sistema di geolocalizzazione dell’utente a cui vengono personalizzate offerte e sconti sui punti vendita vicini, al fine di offrire convenienza al consumatore ma fidelizzazione anche per il negozio affiliato.

Nella presentazione hai citato l’importanza della “esperienza”. Cosa intendi con il concetto di esperienza?

Conoscere gli strumenti e saperli usare sono i due aspetti basilari per lavorare nel mondo della Comunicazione d’impresa in generale e nella Digital Corporate Communication, nello specifico. Essere solo dei “bravi tecnici” non basta. L’esperienza unita alla conoscenza consente di ridurre i rischi per chi come me fa consulenza alle imprese. Non solo. Consente altresì di delineare scenari e tendenze utili per fare le scelte giuste, creando un flusso di comunicazione e reputazione positive intorno all’azienda e al brand.

Perché sostieni che l’Italia sia “anni luce” distante dagli altri stati più digital?

L’Italia, purtroppo, nelle classifiche internazionali in campo Digital si colloca quasi sempre in posizioni imbarazzanti. Basti pensare, ad esempio, alle straordinarie opportunità che offre il commercio online. Ad oggi in Italia, solo poco più del 5% delle PMI beneficia dei vantaggi dell’e-commerce, tanto che il nostro Paese si classifica al 32° posto su 36 Paesi.

Qual è il paese straniero con il quale collabori più stabilmente? L’Inghilterra? Ci racconti differenze attitudinali e professionali tra il nostro paese e quelli con cui collabori?

Ormai da anni collaboro con aziende e agenzie PR internazionali, principalmente britanniche. Amo il mio lavoro e pratico la professione da più di 6 anni, anche con piccole e medie imprese italiane. Molteplici sono le differenze che ho riscontrato, tutte essenzialmente legate alla cultura aziendale e al modo di fare impresa. Fiducia, preparazione, aggiornamento continuo e professionalità sono gli aspetti che all’estero più che in Italia, mi sono stati riconosciuti con più onestà e meritocrazia.

Qual’é il vero cambiamento degli scenari digitali di pari passo con la tecnologia? Se ci puoi anticipare qualche tematica affrontata nel libro…

Sarei presuntuosa se tracciassi il futuro scenario digitale in maniera puntuale e precisa, cosa che nemmeno i più grandi studiosi riescono tutt’oggi a fare. Senz’altro però la digitalizzazione odierna, sempre più invadente, profonda e impattante, di persone e aziende, sta delineando una nuova modalità di offerta di beni, servizi e comunicazione sempre più “tailor made” e quindi personalizzata in tempo reale (quasi) sulle esigenze del consumatore/internauta. I Big Data e le loro implementazioni nell’Internet of Things ne sono esempio tangibile, oggi.

Tu asserisci che bisogna “Fornire gli strumenti per imparare ad utilizzare questi strumenti ….”. La legge della conoscenza prevale come sempre, giusto?

Assolutamente sì, come già affermato nella mia risposta precedente.

Ci dai qualche anticipazione su questi strumenti che illustrate nel libro?

In che modo ne parlate?

A distanza di non molti mesi dalla pubblicazione del libro Digital Corporate Communication, mi rendo conto che molto è già cambiato e sta cambiando sotto i nostri occhi. La velocità evolutiva del Digital Space è imprescindibile. Infatti il “dipinto digitale” che abbiamo fatto insieme a Mauro Pecchenino, ha un taglio sociologico, antropologico e professionale insieme. Racconta case history digitali di successo, illustra tutte le leve della Comunicazione d’impresa online e offline, offrendo al lettore un excursus su strumenti e tecniche all’insegna della conoscenza, della curiosità, della riflessione ma anche dell’apertura e sperimentazione di un mondo (il Web) che cambia alla velocità della luce!

Ci saranno altre presentazioni del libro a breve?

Sì certo! Le due prossime presentazioni di Milano saranno il 18 maggio al Ristorante Trippa (a cui seguirà una degustazione) e durante il Salone Internazionale del Libro a Torino il 22 maggio alla Libreria Feltrinelli di  Stazione Porta Nuova nello Spazio Eventi al 1° piano.

Vi aspetto!

E dato che alla presentazione l’intervento di Sergio Bellucci mostrava una visione quanto meno “originale”, ho voluto poi approfondire separatamente anche con lui l’argomento. Se volete sapere cosa è emerso dalla chiacchierata con Bellucci leggete QUI.

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