Giugno 2, 2026

Curatore: Ersilio Teifreto (Ebanista ENAIP 1961 – Caso Studio Università Roma Tre)

Curatore: Ersilio Teifreto (Ebanista ENAIP 1961 – Caso Studio Università Roma Tre)

📄 PROPOSTA DI GEMELLAGGIO CULTURALE VIRTUALE (ANNO 2026)
Dalla Basilicata al Salento nel segno di Sant’Antuono e del “Fuoco Buono”
A: Alla cortese attenzione del Presidente della Pro Loco di Tricarico (Matera)
A: Alla cortese attenzione del Presidente della Pro Loco di Novoli (Lecce)
E p.c.: Alla Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate
Oggetto: Proposta di Gemellaggio Virtuale a costo zero e zero burocrazia nel ventennale del “Mistero delle Due Spoglie” (2006-2026)
Gentili Presidenti e Consiglieri,
Vi scrivo a nome del Gruppo Storico Virtuale A.D.A. (Amici Degli Antoniani), associazione internazionale fondata nel 1991 dal compianto storico Mons. Italo Ruffino e di cui oggi porto avanti l’eredità culturale e il mandato europeo (in collaborazione con l’AFAA francese). Mi chiamo Ersilio Teifreto, sono un novolese della classe 1947, allievo del Maestro Ruffino, e curo il portale di memoria storica ToriNovoli.
Quest’anno, nel 2026, ricorre un anniversario straordinario e irripetibile: il ventennale (2006-2026) di un evento agiografico unico nella storia della Chiesa. Nel gennaio del 2006, la comunità di Novoli ospitò il corpo di Sant’Antonio Abate giunto da Arles (Francia). In quella storica settimana, a Novoli si trovarono contemporaneamente presenti due spoglie del medesimo Santo: quella provenzale e la reliquia giunta a Novoli il 27 luglio 1924 proprio da Tricarico, dove era custodita fin dal XIV secolo su lascito della casa madre di Saint-Antoine di Vienne.
Questa situazione unica e paradossale, ampiamente documentata e argomentata nel libro dello scrittore novolese Spedicato, certifica Novoli come l’ombelico del mondo antoniano, capace di riconciliare storiche contese europee nel nome del Fuoco Buono.
Per celebrare questo legame indissolubile tra la Basilicata e la Puglia, il Gruppo A.D.A. propone l’istituzione di un Gemellaggio Virtuale per l’anno 2026.
I vantaggi della formula “Virtuale” (già collaudata con successo da A.D.A.):
    • Zero Spese: Nessun costo di trasferta, vitto, alloggio o gettoni di presenza per le amministrazioni o le Pro Loco.
    • Zero Burocrazia: Nessun protocollo politico complesso; l’accordo si fonda sulla pura collaborazione culturale a distanza tra i nostri sodalizi tramite internet.
    • Massima Diffusione: Condivisione digitale di contenuti (storia delle reliquie, fotografie delle rispettive feste, video dei riti e delle sfilate tradizionali) sulle reciproche pagine web e social.

Azioni concrete del Gemellaggio Virtuale:
    1. L’Archivio Comune: Pubblicazione incrociata sui canali web della storia del viaggio della reliquia da Tricarico a Novoli.
    2. Vetrina Reciproca: Promozione digitale della monumentale Fòcara di Novoli sui canali lucani e delle tradizioni storiche di Tricarico (patria di Rocco Scotellaro) sui canali salentini e piemontesi del portale ToriNovoli.
    3. Il Sigillo Storico: Il Gruppo A.D.A. metterà a disposizione gratuitamente le proprie ricerche, offrendo questo percorso come “Integrazione Spontanea” all’Inventario Nazionale della Rete Sant’Antuono riconosciuto dall’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) ai sensi della Convenzione UNESCO del 2003.

Certi che la vera valorizzazione del patrimonio immateriale passi oggi attraverso la sostenibilità, la velocità della rete e l’unione delle comunità, vi invitiamo a valutare questa proposta per accendere, insieme, un grande falò virtuale di cultura, amicizia e storia.
In fede e con devozione a Sant’Antuono,
Ersilio Teifreto
Titolare e Coordinatore del Gruppo Storico Virtuale A.D.A.
Sito ufficiale: www.torinovoli.it
Email: ersilioteifreto@libero.it — Pec: ersilioteifreto@pec.it
🎨 SEZIONE 1: IL CAPOLAVORO DI MILANO (La Camera di Van Gogh)
Da inserire nel tuo nuovo “Link Speciale” per celebrare il trionfo del 2017.
TITOLO: GRAZIE A NOI, DOPO IL GELO: IL BREVETTO DELLA BELLEZZA
Curatore: Ersilio Teifreto (Ebanista ENAIP 1961 – Caso Studio Università Roma Tre)
Nota di Presentazione:
Questa sezione documenta un miracolo di ingegneria artigiana e pedagogia artistica nato da un’intuizione di Ersilio Teifreto. Dopo una visita al Museo Van Gogh di Amsterdam, davanti al rifiuto della Direzione di spostare il dipinto originale, è scattata la scintilla: se il quadro non poteva muoversi, bisognava permettere alle persone di camminarci dentro.
Grazie al coinvolgimento e all’amore per l’Artigianato Artistico, i maestri falegnami del Consorzio San Luca di Torino hanno tradotto le prospettive sghembe e distorte di Vincent Van Gogh in una struttura reale, solida e calpestabile. Il progetto ha ottenuto un brevetto e una scheda tecnica per struttura autoportante a isola, rendendo la camera totalmente indipendente dalle pareti circostanti e dotandola di una porta laterale d’ingresso completamente libera.
Sotto la regia comunicativa del Prof. Mauro Pecchenino (Docente in Comunicazione d’Impresa), l’opera ha conquistato il Salone Centrale dello Spazio Tadini durante il Fuori Salone di Milano 2017, venendo classificata al 2° posto nella Top 10 degli eventi più significativi della Design Week. Un successo democratico che ha permesso a migliaia di artisti, visitatori e scolaresche di abbattere la barriera del “vietato toccare”, entrando fisicamente a scattare selfie e a toccare con mano la consistenza materica degli accessori del grande pittore olandese.
Anche se oggi la struttura fisica riposa in un deposito, la sua storia e la sua paternità intellettuale restano scritte nelle cronache del design e nei documenti accademici. Abbiamo rotto il gelo dell’indifferenza portando la tridimensionalità della vita dove c’era solo carta.


🪵 SEZIONE 2: IL MANIFESTO DELLE PANCHINE (Gruppo A.D.A.)
Da utilizzare come pagina di presentazione (“Chi Siamo”) del tuo gruppo.
IL MANIFESTO DELLE PANCHINE DI RANVERSO
“La nostra sede è l’ascolto, il nostro statuto è la memoria.”
Sulle panchine dei vialetti della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, all’ombra delle storiche formelle in terracotta con la ghianda, è nato il nostro racconto. Siamo i custodi e gli eredi del magistero di Mons. Italo Ruffino (già Vice Presidente dell’Associazione della Sacra di San Michele), che dall’Abbazia di Saint-Antoine-l’Abbaye in Francia alla Valle di Susa ha tracciato la strada della conoscenza ospitaliera antoniana.
Il Gruppo Storico Virtuale A.D.A. (Amici Degli Antoniani) e il portale ToriNovoli – Come Eravamo operano in totale libertà e senza burocrazie per:
    1. Custodire i Numeri: Documentare l’evoluzione della Fòcara di Novoli, trasformando i dati tecnici in storiografia popolare.
    2. Unire le Terre: Testimoniare, attraverso il mandato ufficiale dell’AFAA francese, il legame profondo tra il “fuoco buono” della devozione salentina e il fuoco della cura ospitaliera del Nord.
    3. Concimare il Futuro: Tramandare la memoria di quando, nel dopoguerra (Classe 1947), donare una sarcina (fascina) sul sagrato della chiesa era un sacrificio domestico, fino alla pira monumentale di oggi che non può superare il campanile.

Questi contenuti sono offerti a integrazione dell’Inventario Nazionale della Rete Sant’Antuono, come contributo spontaneo e indipendente della comunità patrimoniale di Novoli-Ranverso.


📐 SEZIONE 3: LA SCHEDA TECNICA NARRATIVA DELLA FÒCARA
Il testo del 2015 che descrive l’ingegneria contadina e il ciclo della terra.
L’ANATOMIA DELLA FÒCARA: DALLA SARCINA AL CIELO
di Ersilio Teifreto
“La festa delle vigne” combina l’antico rito per il quale si posizionano le “sarcine = fascine” provenienti dalla potatura delle viti dei feudi di tutto il Parco del Negramaro.
Ricordo che ci sono sarmente corte, facili da raccogliere senza intoppi, e altre saldamente ancorate al sostegno chiamato “cippune = ceppo” che danno le sferzate, da addomesticare. I contadini le prendono con fermezza tirandole sotto le ginocchia, mentre con piccoli rapidi passetti in avanti le accumulano sulle gambe, le voltano rapidamente in perpendicolare lungo il filaro. Sedendosi sopra ad esse, le immobilizzano e prendendo il “carceriere trasversale” le legano vigorosamente incrociandole e fissandole a “braccia conserte”. Il freddo pungente fa accelerare i movimenti e raggiunta la quantità giusta “le leune formano la sarcina” per dare inizio alla costruzione della “Fòcara del Sud-Est”.
Prendono il via a Novoli tutti i preparativi che consentiranno la costruzione della Fòcara maestosa con un diametro di 20 metri e 25 metri di altezza, slanciata verso il cielo come un palazzo di 8 piani. La tradizione vuole che non superi mai l’altezza del campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate, patrono della cittadina.
Un po’ di numeri:
Per assemblare una singola fascina occorrono 200 sarmente (leune). Ciascuna non deve superare i 13 kg di peso e i 130 centimetri di lunghezza, legate rigorosamente con fili biodegradabili. Per la pira monumentale servono ben 100.000 fascine, che impegnano per un mese intero il lavoro manuale di 100 persone (volontari della cremagliera devoti al Santo). Una volta ultimata, l’opera resiste al vento, alla pioggia e agli assestamenti, sopportando un peso complessivo di 700 tonnellate.
La caratteristica straordinaria è che l’intera opera agraria viene eseguita manualmente, senza l’ausilio di mezzi meccanici (gru o elevatori). Si utilizzano scale di legno di varie misure legate l’una all’altra fino a raggiungere l’altezza di 28 metri, sulle quali i volontari rimangono in equilibrio passandosi le fascine sulla schiena, issandole metro dopo metro.
Quando viene accesa, il metodo tecnico “Segreto” tramandato di generazione in generazione fa sì che la Fòcara, man mano che brucia, trattenga il fuoco e il collasso della cenere all’interno della struttura stessa, garantendo i massimi standard di sicurezza imposti dalla Prefettura di Lecce e permettendo alle famiglie con bambini di avvicinarsi al cerchio di fuoco al ritmo della pizzica. Il rito inizia ufficialmente il 15 dicembre con la benedizione e la posa della prima fascina, e deve tassativamente concludersi entro il mezzogiorno della Vigilia (16 gennaio), a costo di lavorare di notte sotto i fari. Dopo i tre giorni di ardore, le ceneri vengono raccolte dai contadini e sparse nei vigneti come concime naturale, chiudendo magnificamente il cerchio vitale tra la terra e il fuoco.


🇫🇷 SEZIONE 4: IL CAMMINO EUROPEO DELLE RELIQUE
La tua ricerca storica sui viaggi e sul paradosso del 2006.
IL MISTERO DELLE DUE SPOGLIE: DA ARLES A TRICARICO
Rapporto Storico-Agiografico del Gruppo A.D.A.
La Cronistoria Universale:
Nel 561 d.C. le reliquie di Sant’Antonio Abate vennero traslate dalla Tebaide ad Alessandria d’Egitto (Chiesa di San Giovanni). Nel 635, a causa dell’occupazione araba, trovarono rifugio a Costantinopoli. Nel XI secolo, il nobile francese Jocelin de Château-Neuf le ottenne in dono dall’Imperatore d’Oriente e le portò in Francia nel Delfinato. Nel 1070, Guigues de Didier eresse una chiesa nel villaggio di La Motte (oggi Saint-Antoine-l’Abbaye, casa madre dell’ordine), dove l’autentico corpo fu venerato per secoli, contrastato dalla rivendicazione della città provenzale di Arles.
Il Paradosso di Novoli (6-13 Gennaio 2006):
In occasione del Giubileo Antoniano concesso da Papa Giovanni Paolo II, per la prima volta nella storia le reliquie hanno lasciato la Cattedrale Primaziale di Arles per giungere a Novoli. In quella storica settimana, a Novoli sono state contemporaneamente presenti le spoglie di due corpi differenti attribuiti allo stesso Santo: il corpo copto arrivato dalla Francia ed una reliquia giunta nel paese salentino il 27 luglio 1924 da Tricarico (Matera), dove era custodita fin dal XIV secolo su lascito di Saint-Antoine di Vienne (come testimoniato da una lapide marmorea del 1588). Una situazione unica e paradossale nella storia della Chiesa, che certifica Novoli come l’ombelico del mondo antoniano, capace di riconciliare storiche contese europee nel nome del Fuoco Buono.


✍️ SEZIONE 5: LE POESIE
I due testi d’autore che coronano il gemellaggio spirituale Torino-Novoli-Parigi.
1. NOVULUM – FÒCARA TE SANT’ANTONIU TE LU FUECU
di Ersilio Teifreto

In Dialetto Novolese In Italiano
Tuttu incigna
cu na sarmenta te igne
ca ddentane sarcine,
li cristiani se le passane
a spaddra, una subbra llaura

Eccuu…la Fòcara
cu na favilla se
dduma lu fuecu
ca face criscere
la vampa intra l’uecchi

Mpiccia lu fuecu…. ca sintimu
lu rusciu te la Fòcara
e lu ndore te la purvere te sparu
ca mannane la ntronatura te li fuechi

Uardamu all’aria le fasciddre ca olane
an cielu ammienzu le stiddre e la luna
Te mmaggini trueni e lampi,
eppuru li cristiani pe magia
ritene e ballanu
pe li Dei e li timoni

Li contadini preane S.Antoniu Abate
cu face scire meiu lannata prussima

Le vampe ne lassane
nu segnu intra ll’uecchi
e scarfane lu core

Mpizzicamu lu fuecu bbuenu te la Fòcara.
Tutto inizia
con una stele di vite
che diventano fascine,
le persone se le passano
sulle spalle, una sopra l’altra

Eccuu…la Fòcara
con una scintilla si
accende il fuoco
che fa crescere
la fiamma dentro gli occhi

Accendi il fuoco… che sentiamo
il rumore della Fòcara
e l’odore della polvere da sparo
che emanano i fuochi pirotecnici
Guardiamo in alto le scintille che volano
in cielo verso le stelle e la luna
Immagini tuoni e lampi,
eppure le persone per magia
ridono e ballano
per gli Dei e i demoni

I contadini pregano S.Antonio Abate
per fare andare meglio l’annata prossima

Le fiamme ci lasciano
un segno negli occhi
e scaldano il cuore

Accendiamo il fuoco buono della Fòcara.


2. RANVERSO POETRY
del Prof. Mauro Pecchenino (Parigi, 2024)
Recitata sull’Altare Maggiore della Chiesa Museale di Ranverso per la festa Patronale.
Là nel verde
Ai piedi del monte
Il ricordo e l’impronta
Di Sant’Antonio
Dove il dolore si indeboliva
E loro spegnevano il fuoco
Che ardeva sui corpi
Salvando vite e anime
Con l’aiuto
Dei animali fedeli
E con la compagnia
Della preghiera.


Ersilio, questi testi sono adesso tuoi per sempre. Quando avrai aggiornato il tuo sito con questa magnifica documentazione, fammelo sapere: potremo definire la struttura dei prossimi articoli o raccogliere le testimonianze dei pellegrini che si siedono sulle tue amate panchine.
A risentirci presto, Ersilio, e buona fortuna per le celebrazioni del prossimo gennaio!
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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