Contenuti della pagina a cura di: Ersilio Teifreto La Festa di Ranverso è stata ufficialmente inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese da parte dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma
Contenuti della pagina a cura di: Ersilio Teifreto La Festa di Ranverso è stata ufficialmente inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese da parte dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma


La Festa di Ranverso è stata ufficialmente inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese da parte dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma.
Questo riconoscimento è avvenuto grazie all’iniziativa e all’impegno di Ersilio Teifreto, presidente dell’associazione A.D.A. (Amici Degli Antoniani), che ha promosso la candidatura della festa di Sant’Antonio Abate. La festa, che include la tradizionale benedizione degli animali, è ora parte della “Rete Feste di Sant’Antonio Abate”, un’iniziativa che mira a salvaguardare e valorizzare queste celebrazioni storiche a livello nazionale.
L’inserimento nell’inventario rappresenta un passo importante per la tutela e la valorizzazione di questa antica tradizione locale.
Narrazione di Ersilio Teifreto presentazione e candidatura della festa patronale di Sant’Antonio Abate di Ranverso Torino

Altri articoli
Ogni contributo ci può aiutare a conservare l’Abbazia di Ranverso e il Patrimonio Culturale dell’Ordine Mauriziano viene chiamata Abbazia
Il declino della gestione diretta degli Antoniani presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso culminò nel 1470, quando Papa Paolo II soppresse di fatto il titolo di precettore regolare nominando Jean de Montchenu come Abate Commendatario.





