Maggio 28, 2024

Come doveva presentarsi il Presbiterio di Ranverso

Come doveva presentarsi il Presbiterio di Ranverso

Come doveva presentarsi il Presbiterio di Ranverso

 

News dal Blog Esegetico ToriNovoli

Oggetto:

Come doveva presentarsi il Presbiterio fatto costruire tra  il 1.470 fino al 1.496 da Jean De Montchenu a forma Poligonale c’erano già tutti gli affreschi di Giacomo Jaquerio ma non era ancora presente la Statua in legno di Sant’Antonio Abate Patrono  di Ranverso-

Nel 1406 da Giacomo Jaquerio, che ha lasciato la propria firma al di sotto dell’affresco raffigurante la Madonna in trono sito nel presbiterio.

Jaquerio fu attivo nella prima metà del Quattrocento ed è annoverato come il più importante promotore del gotico internazionale in Piemonte.

Alla sua mano si devono anche Cristo di pietà e le Storie di Sant’Antonio abate sulla parete destra del presbiterio, la Madonna in trono sulla parete sinistra, le Storie di San Biagio nella navata laterale destra.

Vero e proprio capolavoro del maestro è però il ciclo della Passione, affrescato nella sacrestia, nel quale Jaquerio unisce elementi del gotico fiorito ad espressioni di intenso realismo.

Successivamente dopo qualche anno fu posta una statua sull’altare maggiore della Chiesa Precettoriale/ o Abbaziale di Sant’Antonio di Ranverso – Raffigurante l’Abate araconeta scolpita in legno di noce e dipinta da un’artista anonimo della Francia Orientale  verso la  fine del XIV secolo in legno di noce  misura cm 163 x 36,5 x47,5.

Registrata nel Codice sulla Tutela dei Beni Culturali di Torino COND.LGS 22.01. numero 42 e S-M-I., Parte II.

Novembre 14, 2022

Jean De Montchenu Ranverso Il 22 Aprile 1470 Nominato Da Papa Paolo II Abate Commendatario Della Commenda Di Ranverso.

 

Da da qualche anno la statua è ritornata nel suo luogo originale: un’opera d’arte Unica nel suo genere, è stata costruita completamente con scalpello e martello, la parte  posteriore della statua  è vava, solo gli addetti accedono da un piccola porticina.   

Nel  presbiterio dell’Abbazia di Ranverso  è collocata la statua di Sant’Antonio Abate del fuoco e protettore del borgo, in legno di noce  dipinto di colore scuro; il Santo, che indossa l’abito dell’Ordine Antoniano, con la mano destra regge il bastone con la Tau, mentre nella sinistra tiene il libro con la regola di Sant’Agostino, vicino alla cancellata, ai piedi del Santo compare un cinghiale  rappresentato in dimensioni ridotte, Antonio Abate: nella mano destra regge il bastone del pellegrino e la campanella, nella sinistra la Regola di S. Agostino; sulla spalla sinistra del saio è applicata la lettera Tau azzurra.

Alle spalle del Santo, sulla parete decorata con un velario, si notano le tracce di più strati di intonaco, stesi e affrescati nel corso del Medioevo.

Il Presbiterio è la parte più rialzata della Chiesa, alle spalle del Presbiterio è posizionato l’Abside poligonale, 

inoltre nell’Abbazia di Ranverso oltre la Statua nel Presbiterio completamente affrescato e illuminato da luce naturale,troviamo l’Altare Maggiore ,  dalle 2 porte laterali si accede   alla sacrestia dove si può ammirare La salita sul Calvario di Giacomo Jaquerio,e molti altri simboli, e affreschi importanti.

Il Presbiterio è un Termine Liturgico:
È il luogo riservato ai ministri (diaconi, presbiteri e vescovi) e ministranti (chierichetti, suddiaconi e accoliti) nelle funzioni religiose.

È posto davanti ai banchi in modo che i fedeli possano vedere tutto ciò che succede durante le funzioni.

Al centro c’è un altare, una tavola, staccato dalla parete che può essere mobile (legno) oppure fisso (marmo cementato nel pavimento).

Il piano della tavola (che si chiama MENSA) deve essere rettangolare e sufficientemente lungo per appoggiare oltre i vasi sacri e il calice anche un leggio da tavolo con il libro. L’altare può essere rialzato rispetto al resto del presbiterio.

A lato c’è la SEDE che è il luogo da dove il presidente presiede le funzioni (ad esempio il prete che dice Messa). La sede non deve mai avere forma di trono ma è una semplice sedia o poltrona ma molto sobria (tipo le sedie imbottite che si usavano una volta per intenderci).

Il vescovo titolare della diocesi (il gran capo per capirci) invece presiede dalla CATTEDRA che è una sedia a parte come la sede ma un po’ più decorata e riservata al vescovo.

Davanti alla sede c’è un leggio che sostiene i libri eucologici (eucologico vuol dire libro con le preghiere) come messali, rituali, pontificali e libro della liturgia delle ore.

Di solito davanti alla cattedra non c’è il leggio perché i libri li tengono in mano i chierichetti e i diaconi (anche perché il vescovo non celebra tutti i giorni in pompa magna dalla cattedra!).

Dall’altro lato del presbiterio opposto alla sede c’è l’AMBONE dove si legge la Bibbia durante le funzioni.

È un leggio ma più importante di quello della sede e quindi più grosso e riccamente decorato.

Dietro o di lato all’altare c’è il TABERNACOLO che è una scatola non trasparente di materiale pregiato e decorata e chiusa a chiave che contiene le pissidi (i calici per contenere le ostie) con le ostie consacrate avanzate.

Vicino al tabernacolo se è pieno erano accesi i ceri, oppure  c’è accesa almeno una lampada rossa o bianca. In un angolo del presbiterio c’è la CREDENZA cioè il luogo dove si appoggiano i vasi sacri vuoti e asciutti ed eventualmente gli olii santi e le tovaglie.

Prima del Concilio Vaticano invece il presbiterio era uguale ma con questi cambiamenti.

L’altare è attaccato alla parete quindi non ci si può girare attorno.

Deve essere molto lungo perché non c’è l’ambone né la sede. Al loro posto ci sono al lato destro dell’altare dove viene proclamato il Vangelo il cosiddetto CORNU EVANGELII mentre a destra il cosiddetto CORNU EPISTOLAE dove si legge il resto della Bibbia e il prete lo usa come fosse la sede.

Il TABERNACOLO è sopra l’altare al centro.

Al posto dell’ambone a ridosso del bordo del presbiterio che separa il presbiterio dal resto della chiesa c’è la balaustra ricoperta da una tovaglia che sarebbe una specie di corrimano largo.

È il luogo dove i fedeli si inginocchiano per ricevere la comunione inginocchiati uno di fianco all’altro.

Sopra l’altare visto che è attaccato alla parete il resto della parete può essere decorato con una pala d’altare o con le candele .

La PALA è un quadro di legno attaccato sopra l’altare mentre le candele vengono accese per la Messa Alta o pontificale o solenne e possono essere a seconda del rito tre a destra e tre a sinistra, cinque a dx e a sx, sei a sx e a dx oppure sette a sinistra e sette a destra.

Fonte/ToriNovoli di Teifreto Ersilio

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