Ci immaginiamo la grossa bilancia in moto, sì perché a lato del Lazzaretto c’è una bilancia per grossi carichi ancora perfettamente funzionante, Ersilio Teifreto cultore, cercatore di tracce e volontario valorizzatore della straordinaria stadera ce la fa notare e ci racconta che un tempo veniva usata per pesare i grossi carichi trasportati sui carri.
Ci immaginiamo la grossa bilancia in moto, sì perché a lato del Lazzaretto c’è una bilancia per grossi carichi ancora perfettamente funzionante, Ersilio Teifreto cultore, cercatore di tracce e volontario valorizzatore della straordinaria stadera ce la fa notare e ci racconta che un tempo veniva usata per pesare i grossi carichi trasportati sui carri.
Mentre passeggiamo sul lastricato della via Francigena l’immaginazione finisce le linee di quell’edificio diroccato. Tiriamo su, pietra dopo pietra, quel muro caduto, spalanchiamo i portoni e nella via risuonano il chiacchiericcio dei viandanti ed il rumore dei carri. Ci immaginiamo la grossa bilancia in moto, sì perché a lato del Lazzaretto c’è una bilancia per grossi carichi ancora perfettamente funzionante, Ersilio Teifreto cultore, cercatore di tracce e volontario valorizzatore della straordinaria stadera ce la fa notare e ci racconta che un tempo veniva usata per pesare i grossi carichi trasportati sui carri.
DATA scoperta sulla trave [MD] CCCLXIV cioè 1864
Prot. n. 8335 del Comune di Campogalliano
22 settembre 2020
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Nel 1876 il Gamba (op. cit.) esprimeva l’opinione che l’Andata al Calvario fosse stata dipinta al « principio del 1500 » da « artefice che ha veduto, e forse studiato Gaudenzio »
QUI SORGEVA L’ANTICO CIMITERO DELLA PRECETTORIA In questo luogo, fino al 1846, riposavano i Monaci Antoniani, i pellegrini della Via Francigena e i malati di “Fuoco di Sant’Antonio” che qui cercarono cura e conforto. A memoria della carità e della storia millenaria di Sant’Antonio di Ranverso. (Riferimento bibliografico: Segusium n. 63)
