Novembre 29, 2020

Cesare Bertea scrive dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso. Un’altra perdita fece il Senato della Repubblica colla morte del commendatore avvocato Cesare Bertea, avvenuta il 13 scorso gennaio in Pinerolo sua patria.

Cesare Bertea scrive dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso. Un’altra perdita fece il Senato della Repubblica colla morte del commendatore avvocato Cesare Bertea, avvenuta il 13 scorso gennaio in Pinerolo sua patria.

Senato della Repubblica
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Atti Parlamentari – CommemorazioneGiacomo Durando, Presidente

Mi permetta ora il Senato che io gli parli delle gravissime perdite che il Senato ha fatto durante questo scorcio di ferie.
Dirò dei singoli membri rapitici dalla morte, per ordine cronologico. […]
Un’altra perdita fece il Senato colla morte del commendatore avvocato Cesare Bertea, avvenuta il 13 scorso gennaio in Pinerolo sua patria.
Addottoratosi in legge e dedicatosi alla carriera forense salì meritatamente in fama di valente giureconsulto. I sentimenti nobili e liberali da lui professati rivelarono bentosto ai suoi conterranei l’uomo degno di rappresentarli nel Parlamento. Ed egli venne di fatto chiamato a quell’onore per cinque consecutive legislature, dalla settima fino all’undecima nella quale per considerazioni d’indole affatto privata rassegnò volontariamente il mandato. Nella sua vita parlamentare prese parte attiva ai più interessanti lavori della Camera, nella quale godendo di molta estimazione coprì per parecchie sessioni il posto di segretario della presidenza.
Venuta la sinistra al potere, essa non poteva dimenticare i servigi resi dal Bertea al suo partito in cui esso aveva sempre militato, e lo nominò senatore. se quivi non fece più che rare apparizioni lo si deve agli incommodi di salute da cui venne di poi travagliato.
All’infuori della sfera parlamentare, egli occupò i più alti posti nelle amministrazioni locali. Fu per molti anni presidente del Consiglio provinciale di Torino. Portò dappertutto l’opera sua assidua ed intelligente.
La bontà e generosità dell’animo suo si rivela nell’atto di sua ultima volontà col quale esso fece larga parte del suo cospicuo patrimonio ad opere di beneficenza e di utilità pubblica. Per l’integrità di carattere e il suo ingegno arguto si era cattivata la stima e la benevolenza di coloro che avevano occasione di avvicinarlo, ai quali come a noi tutti lascia di sé vivo desiderio.

Senato del Regno, Atti parlamentariDiscussioni, 8 febbraio 1886.

Ringraziamenti: Dott. G. Casagrande, direttore della Biblioteca civica “Alliaudi”
Dottoressa Patrizia Gotti – Provincia di Torino

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