Ottobre 17, 2017

CENTRO STORICO DI NOVOLI Il toponimo deriva dall’originario nome del paese “Sancta Maria De Novis”,

CENTRO STORICO DI NOVOLI Il toponimo deriva dall’originario nome del paese “Sancta Maria De Novis”,

4. CENTRO STORICO DI NOVOLI Il toponimo deriva dall’originario nome del paese “Sancta Maria De Novis”, antico nome dell'attuale Chiesa Matrice dedicata a Sant'Andrea Apostolo. Qui si trasferirono gli abitanti del Casale medioevale di Porziano che era collocato nei pressi dell'attuale Chiesa rurale di San Nicola. Poche notizie si hanno su Novoli fino alla prima metà del 1500, quando il feudo fu affidato ai Mattei che edificarono il Palazzo Baronale. Nel 1712 i Carignani successero ai Mattei fino a quando nel 1806 vennero soppressi i diritti feudali. La popolazione da sempre si è dedicata all’agricoltura, affiancata in tempi recenti dal commercio e dall’industria. Il paesaggio rurale, costellato di vigneti, ben rappresenta la maggiore vocazione agricola dell’area, legata alla produzione vitivinicola. Lo stemma comunale infatti, di recentissima adozione, raffigura un tralcio d’uva posto in diagonale con tre grappoli pendenti. Ogni anno Novoli si popola di turisti in occasione della tradizionale Focara, un enorme falò che viene acceso il 16 gennaio durante i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate. 17 VI. Visite guidate al centro storico di Novoli Proloco Novoli: Via Roma 14/A Tel. 3207640413, 328 1694538 www.proloconovoli.it 1. Chiesa e Convento dei Padri Passionisti – NOVOLI Il complesso, chiaro esempio di monachesimo moderno, viene realizzato per ospitare la comunità passionista, voluta a Novoli dall'arciprete Oronzo De Matteis nella seconda metà del XIX secolo. Lo stile neogotico è particolarmente incisivo nella facciata che si apre nel portale inquadrato da un protiro, dalle guglie e dalla grande finestra circolare decorata con membrature ed intrecci di archi polilobati. L'interno (da notare l'immensa pala con raffigurato il Cuore immacolato di Maria) si presenta con un'unica navata, anche se tre arcate per lato danno l'impressione della presenza di navate laterali occupate da altari (importanti quelli laterali in marmo policromi originali) e confessionali (alcuni riprendono li linee architettoniche della chiesa). La costruzione avrà inizio nel 1887 e sarà seguita, alcuni anni dopo, dalla costruzione della chiesa dedicata al “Cuore Immacolato di Maria”. I numerosi interventi susseguitisi nel corso del tempo hanno modificato notevolmente la struttura della chiesa; si ricordano, in particolare, i restauri diretti dall'architetto Cino Mazzotta nel 1968 che modificarono il presbiterio e l'altare centrale e la recentissima opera di restauro del 2005. In quell'occasione, oltre ad importanti opere di consolidamento statico, è stata cambiata l'intera area absidale e sostituito l'altare disegnato dal professor Valeriano Tondo e realizzato dal maestro novolese Franco Spedicato, il quale fu consacrato solennemente da S.E. Arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi il 20 ottobre 2005. 450 m Percorrendo Via Sant’Antonio, dopo pochi metri, incontro sulla sinistra la Colonna Votiva Osanna e, subito dopo, la Chiesa di Sant’Antonio Abate. 2. Colonna Votiva Osanna – NOVOLI L'osanna si compone di vari elementi: su un basamento quadrato con gradini è collocato il piedistallo in calcestruzzo inglobato in un telaio di ferro che costituisce la base della colonna. Essa è un tozzo e robusto fusto in marmo con capitello composito molto elaborato. All'interno di una decorazione composta da foglie d' acanto, teste di cherubini e stemmi, trovano posto anche due figure sacre; vi sono raffigurati infatti Sant' Antonio Abate e la Madonna di Costantinopoli. Sul capitello è poggiato un masso in pietra riccamente scolpito con cherubini dagli sguardi adoranti, sormontato dalla croce trifogliata ed irraggiata. notizie storiche: La colonna venne eretta, secondo fonti locali, nel 1692 in onore dei protettori del paese: Sant' Antonio Abate e la Madonna di Costantinopoli. 3. Chiesa di Sant’Antonio Abate – NOVOLI La facciata della chiesa, preceduta da una scalinata con annesso piazzale, presenta uno stile neoclassico scandito da quattro paraste con capitelli dorici sovrastate da un timpano triangolare nel mezzo del quale è presente un orologio donato nel 1930 dal rettore Don Carlo Pellegrino. La porta d'ingresso mostra i battenti in bronzo istoriati dai Fratelli Lani, così come gli ingressi delle due navate laterali che sono più basse ed arretrate. Sul lato sinistro, in posizione arretrata rispetto alla facciata, infine, vi è l'alto campanile edificato nel 1937 dall'architetto Cino Mazzotta che riprendere, nella massima semplicità, le linee architettoniche della facciata. L'interno, al quale si accede da un portale riparato da un piccolo tamburo in legno al di sopra del quale è posto l'organo e la cantoria, è costituito da una navata centrale e da due navate laterali con tre altari per parte. Gli altari, tutti in marmo, sono dedicati a San Luigi, alla Madonna di Pompei, al SS. Crocifisso (sul lato destro), ai Santi Medici, a Santa Lucia e alla Madonna Addolorata (sul lato sinistro). Le due navate si prolungano in due cappelle dedicate a Sant'Antonio Abate e al SS. Sacramento. La navata centrale è illuminata da sei finestroni con vetri policromi martellati, sostenuti da telai in ferro. Sul transetto risponde una cupola circolare con otto finestroni nel tiburio e otto finestrini nella lanterna, che danno luce all'edificio. notizie storiche: Il corpo originarie della chiesa è anteriore al 1640, anno in cui fu demolita l'angusta fabbrica precedente, per erigerne una nuova grazie alle offerte dei fedeli novolesi. Tale notizia si ricava 18 dagli archivi della Prima Visita Pastorale di Mons. Luigi Pappacoda, il quale nella ricognizione canonica del 18 maggio 1640 registra la chiesa dedicata al santo Patrono di Novoli come un "olim sacellum, nunc ampliatum" (piccolo tempietto). La nuova chiesa (che poi risulta essere l'attuale, soggetta a parecchie modifiche ed ingrandimenti, oltre che ad opere di restauro negli ultimi anni) fu aperta al pubblico culto nel 1662. Lo stato attuale risale ad un periodo compreso a fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX: l'impianto a tre navate, per esempio, il coro innalzato su disegno di Vincenzo Politi, l'altare del Crocefisso, l'altare maggiore in marmo (fatto arrivare da Napoli dal duca Felice Carignani) e la statua in cartapesta di Sant'Antonio Abate (collocata nell'omonima nicchia all'interno del cappellone in fondo alla navata sinistra) sono frutto dei lavori di modifica conclusi nel 1885. La chiesa divenne parrocchiale il 26 febbraio 1931. 400 m Proseguo in via Sant’Antonio e, prima di arrivare nella Piazza Principale, giro a sinistra e incontro il Teatro Comunale e il Palazzo Baronale 4. Teatro Comunale – NOVOLI Nato come teatro popolare nella prima metà del XIX secolo, sarà il risultato del crescente interesse della comunità di Novoli per le rappresentazioni teatrali. L'edificio, edificato a ridosso del palazzo comunale, viene inaugurato nel 1891 dalla compagnia Almirante. Diviene, nel Salento, primo e unico esempio di edificio ad emiciclo con ordini di due palchi in legno e un palcoscenico con 4 camerini per gli attori. Pareti e soffitto riccamente decorati da artisti del tempo. 5. Palazzo Baronale – NOVOLI Il palazzo, che si affaccia sulla piazza principale del paese, presenta una imponente facciata caratterizzata dall'ingresso ad arco sul quale poggiano nove mensole, forse parte di un balcone non più esistente. Al piano superiore si aprono una serie di finestre con coronamento a timpano, anch'esse poggianti su mensole. L'androne, voltato a stella, immette in un ampio cortile caratterizzato da un portale bugnato e da una balaustra in pietra. All'interno del castello sono rimasti, agli angoli di una sala, alcuni stemmi di famiglie che vi hanno soggiornato: Della Torre, Pepoli,
Malvezzi. Il quarto è andato perduto. Notizie storiche: Edificato agli inizi del XVI secolo dai baroni Mattei, l'edificio divenne sede di una ricca biblioteca ad opera di Alessandro Mattei II, noto come "grande umanista e mecenate", il quale ospitò nel Palazzo Baronale il filosofo e medico di Leverano Girolamo Marciano, che si servì della Biblioteca del Conte ("ricchissima di tanti libri che non ha pari nella provincia") per completare la sua "Descrizione di Terra d'Otranto". Verso la metà del Seicento il palazzo fu ampliato e modificato, mentre le ultime trasformazioni furono volute dall'ultimo dei discendenti del Casato Mattei (il pronipote Alessandro III) che fece costruire nel 1700 una passeggiata scoperta nel cortile e la fontana opera di Giuseppe Cino (tuttora visibile all'interno del palazzo, al piano superiore). 100 m Dal Palazzo Baronale proseguo nuovamente verso la Piazza Principale, dove incontro la Chiesa Madre dedicata a Sant’Andrea Apostolo. 6. Chiesa Madre di Sant’Andrea Apostolo – NOVOLI Ubicata in Piazza Aldo Moro, la chiesa Madre di Novoli è conosciuta con il nome di “Santa Maria de Nove”. L'edificio presenta una facciata rinascimentale a due ordini raccordati da volute laterali sormontate da angeli ed è scandita da lesene. Il portale d'ingresso è racchiuso tra due colonne corinzie con capitelli su cui è scolpita l'aquila ad ali spiegate, motivo che riprende lo stemma dei Mattei, ed è sovrastato da una cornice all'intero della quale è situata la statua della Vergine tra due angeli. Sopra la statua della Madonna è poi presente un finestrone mistilineo. Sulla sinistra della facciata, infine, in posizione arretrata, si erge il campanile innalzato nella seconda metà del Settecento, la cui trabeazione è interrotta, così come altri campanili del territorio salentino. Internamente la struttura della chiesa si presenta a croce latina con un'unica navata a due campate sormontate da volte ed un transetto, raccordati tra loro con una cupola centrale. Si possono ammirare gli altari in pietra leccese, tra cui si ricordano l’altare dedicato a Gesù 19 Crocifisso, quello della Madonna del Rosario, della Madonna del Carmine e quello dedicato all’Addolorata. La chiesa conserva inoltre diverse opere d'arte, come le tele del XVIII secolo, un altorilievo in cartapesta raffigurante il Battesimo di Cristo, il fonte battesimale e la statua lignea del Cristo morto. notizie storiche: La chiesa parrocchiale, che nei registri parrocchiali viene sempre indicata come chiesa matrice o parrocchiale "Terrae Sanctae Mariae de Novis", è dedicata a Sant'Andrea Apostolo e fu eretta nella seconda metà del 1500, quando a Novoli si avvertì il bisogno di erigere un luogo di culto più grande ed accogliente della Chiesa dell'Immacolata. La chiesa attuale viene edificata nel secondo Settecento, su quella preesistente risalente al XVI secolo, e ampliata a più riprese nel 1833 fino agli anni Sessanta del Novecento. 150 m Voltando a sinistra in via Moline, proseguo dritto fino ad arrivare alla Cappella di San Luigi. 7. Cappella di San Luigi- – NOVOLI La cappella ha evidentemente subito dei restauri che non consentono una lettura dei suoi caratteri originari. Essa presenta una semplice facciata sulla quale spicca un piccolo campanile a vela. 550 m Uscendo dalla Cappella di San Luigi, giro in via San Vito. Alla fine della strada volto a destra in via Madonna del Pane e incontro l’omonima chiesa. 8. Chiesa della Madonna del Pane – NOVOLI Ad unica navata e con tre altari nel suo impianto originario, attualmente la chiesa si articola in tre navate coperte con volta a stella e custodisce l'antica immagine della Vergine sull'altare maggiore. Nel transetto sinistro, l’altare in marmi policromi con la statua in cartapesta della Madonna del Pane, opera di Luigi Guacci, risalente agli anni Trenta del Novecento e realizzata in seguito alla distruzione dell’antica statua in un incendio nel 1929. La facciata è animata dalla decorazione del portale con volute nel fregio e grande finestra con cornice mistilinea impreziosita da motivi decorativi antropo-zoomorfi. L’impianto è ubicato lungo la via per Veglie. notizie storiche: Note storiche: La chiesa, originariamente dedicata alla Madonna di Costantinopoli, celebra l'immagine bizantina della Madonna alla quale si lega l’evento miracoloso del 1707, anno in cui la comunità di Novoli viene salvata da un’epidemia di peste grazie al pane offerto dalla Madonna alla popolana Giovanna. Di fronte alla chiesa, il pozzo che la tradizione lega all’evento miracoloso. Il culto della Madonna del Pane si diffonde maggiormente nel corso dell'Ottocento culminando con l'intitolazione della chiesa nel 1853. 550 m Tornando indietro su via Madonna del Pane, trovo sulla sinistra la Cappella di San Biagio e, a seguire, su via Lecce, alcuni esempi di case a corte e la Pinacoteca Comunale. 9. Cappella di San Biagio – NOVOLI La cappella presenta una semplice facciata scandita da quattro lesene che corrono verticalmente accanto al portale sormontato da una piccola architrave. Al di sopra di esso vi è un piccolo rosone che filtra la luce all'interno. Degno di nota è il coronamento a dentelli che separa l'ordine inferiore da quello superiore. 10 – 11. Case a corte su via Lecce – NOVOLI La via che conduce a Lecce è caratterizzata da numerose case a corte, testimonianza della più antica forma abitativa del paese. 20 VII. Visita alla Pinacoteca Comunale di Novoli Pinacoteca comunale Via Lecce, c/o Centro Culturale Vincenzo Tarantini – Novoli Tel. 0832 714399 80 m Tornando in dietro verso la Piazza Principale, incontro la Chiesa di San Salvatore. 12. Chiesa di San Salvatore – NOVOLI La chiesa di San Salvatore, venne edificata negli anni Trenta del XVI secolo per volere del gesuita Bernardino Realino su un'antica struttura bizantina dedicata alla Madonna Allattante, il cui affresco, scoperto nel 1999 dietro l'altare maggiore della chiesa, data la presenza di un primo insediamento cultuale all'inizio del X sec. Il tempio ha un'insolita pianta ottagonale e reca sul portale di ingresso un’iscrizione latina sormontata da una croce ("Hoc sacellum/Salvatori et Maria/Gratiarum […]/Dicatum"). Sui lati, monofore con vetrate colorate e colonne lisce che scandiscono le otto facce del tempietto. Sul muro esterno a sinistra dell'ingresso si intravede, poi, una croce detta "l'orologio te li 'ntichi" poiché secondo un'antica tradizione è una meridiana ideata forse da Frate Lorenzo di S. Maria de Novis, noto come l'autore di una carta geografica di Terra d'Otranto andata perduta. L’interno è caratterizzato da una copertura con “volta a ombrello”, che rimanda alla soluzione adottata nell'abside della Basilica di Santa Croce a Lecce; proprio la caratteristica volta della chiesa fa ipotizzare che l'edificio venne realizzato dalla scuola dell'architetto-scultore leccese Gabriele Riccardi. La chiesa custodisce l’altare barocco risalente al 1704, firmato dallo scultore leccese Giuseppe Cino, in cui l’icona centrale raffigurante la Vergine che allatta il Bambino è incorniciata da due colonne tortili riccamente decorate; un’iscrizione ricorda il nome del committente e la data. notizie storiche: Il tempietto viene realizzato alla fine del XVI secolo su commissione del conte Filippo Mattei che, negli stessi anni, faceva costruire a Lecce la chiesetta di Santa Elisabetta (originariamente Chiesa Nuova). Nel 1714 fu acquistata dai Carignani insieme agli atri beni dei Mattei. 80 m Percorrendo la stradina che costeggia la chiesa di San Salvatore, vico Mazzotti, arrivo alla Cappella dell’Immacolata. 13. Cappella dell’Immacola
ta- NOVOLI La cappella presenta una semplice facciata a capanna, sulla quale spicca un campanile a vela sormontato da una piccola croce. Sul portale rettangolare poggiano due mensole che reggono il rosone; su di esso è inciso il monogramma di Maria Vergine. L'interno, a navata unica con copertura a volta a crociera, comprende un'abside semicircolare, separata dall'aula da una balaustra in marmo bicromo, che conserva un importantissimo affresco bizantino dei primi decenni del XIV secolo, un'icona della Vergine Odegitricia rinvenuta nella Cappella della Mater Dei (come veniva chiamata anticamente) nel 1865, immagine tra l'altro raffigurata per alcuni periodi di tempo sullo stemma cittadino. L'affresco, collocato cronologicamente nei primi decenni del XIV secolo, rappresenta la Madonna con il Bambino con ai lati i monogrammi in lingua greca MP e OY ai lati del volto di Maria, e IC e XC a destra della figura del Bambino (il sovrintendente, architetto Riccardo Mola, lo definì "di pregevole valore"). Resti di un altro affresco bizantino, con la Vergine ed un angelo, probabilmente raffiguravano l'Annunciazione. Secondo l'interpretazione iconografica e teologica, tali immagini rappresenterebbero la "Madonna del Risorto", detta "della Cutùra" nel dialetto locale. La venerazione della Vergine con questo titolo è diffusa anche in altre località salentine dove era praticato il culto greco-bizantino. Infine, la chiesa conserva, sulle pareti del presbiterio, altri quattro affreschi, del 1618. Anticamente essa era dotata di coemeterium sotterraneo, cioè un sepolcro che custodiva i corpi dei monaci. notizie storiche: La cappella è la più antica chiesa di Novoli nonché la prima chiesa parrocchiale, in quanto tale prima della costruzione della chiesa dedicata a Sant'Andrea Apostolo. 21 220 m Uscendo dalla Cappella dell’Immacolata vado in via Guerrieri e incontro la Cappella di San Giuseppe. 14. Cappella di San Giuseppe – NOVOLI La cappella, che si sviluppa su due ordini e termina con un fastigio, presenta un semplice portale inquadrato da lesene e affiancato da due pannelli maiolicati. Anche l' ordine superiore è caratterizzato da semplici lesene con capitelli decorati e da una piccola finestra che filtra la luce verso l'interno. Accanto al fastigio, con il quale termina la facciata, trovano spazio due piccole volute laterali. 6

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