Aprile 29, 2026

C’E UN’ALTRA  SCHEDA TECNICA  REDATTA DA ERSILIO TEIFRETO DELLA CAMERA DI VINCENT VAN GOGH PREVEDE IL SISTEMA AUTOPORTANTE PERFEZIONATO DURANTE LA MESSA IN MOSTRA NELLO CHOW ROOM DI DEL CENTRO DELLA CAMERETTA DI TORINO

C’E UN’ALTRA  SCHEDA TECNICA  REDATTA DA ERSILIO TEIFRETO DELLA CAMERA DI VINCENT VAN GOGH PREVEDE IL SISTEMA AUTOPORTANTE PERFEZIONATO DURANTE LA MESSA IN MOSTRA NELLO CHOW ROOM DI DEL CENTRO DELLA CAMERETTA DI TORINO

 

LA STANZA DI VAN GOGH Seguendo le indicazioni della lettera di Van Gogh all’amico Paul Gauguin (ottobre 1888)* abbiamo interpretato una delle tre versioni a olio della “Camera di Arles”. La prospettiva che risulta dalla realizzazione della stanza, è puramente visiva in base ad un punto di vista centrale dell’immagine. Per quello che riguarda gli elementi appesi alle pareti la scelta è andata “all’autoritratto” (interpretato a tecnica mista tempera-acrilico) al “ritratto della madre” (interpretato ad affresco su tavola) e alle “rocce con quercia” (interpretato a mosaico in paste vitree). Ipotizzando che i due disegni nella parte inferiore della parete destra siano molto probabilmente delle stampe giapponesi, sono stati interpretati e realizzati ad acquarello. La finestra di fondo, realizzata in legno e vetro decorato, è stata interpretata come una grande “applique” e – come le sedie, il tavolino, lo specchio, l’appendiabiti – decorati con resine acriliche pigmentate con terre e ossidi di origine francese e applicate in maniera da simulare il più possibile l’effetto delle pennellate dell’artista. Il letto è stato ricostruito in legno massello, le dimensioni rispecchiano gli spazi visivi dell’opera, ma il letto risulta comunque utilizzabile. Il letto è realizzato in arte povera con legno di abete nazionale, spazzolato nel senso della vena per sottolinearne la fibra e dare l’effetto del materiale antico. Le tavole sono state sgrossate a mano e per gli incastri si è utilizzata la tecnica denominata “a tenone”. Una mano leggera di colore e una patina di finitura conferiscono al manufatto delle ombreggiature naturali che richiamano le pennellate del dipinto. Per la realizzazione delle pareti si sono usati telai in legno su cui sono montate delle tele decorate con resine acriliche, carbonati e pigmenti (terre e ossidi di produzione francese) il tutto con trattamento ignifugo. Il pavimento è costituito da elementi componibili, superficialmente lavorati con resine acriliche e pigmenti (terre e ossidi di produzione francese), uno degli elementi è realizzato con resine per pavimenti a base di calce, resina PV e pigmenti, il tutto con inserti a piastrelle in seminato di calce in tono con i colori del pavimento. Davide Bianco Ideatore e project leader Tutto il Consorzio ha lavorato in equipe per la realizzazione dell’opera ma, oltre a Davide Bianco (che ne ha seguito l’esecuzione ed in particolare le opere pittoriche), hanno fornito il loro fondamentale contributo tecnico alla realizzazione: Andrea Besana (mosaici e pavimenti), Luca Cassano (opere lignee), Marco Massazza (opere pittoriche), Carla Tricerri (vetro artistico). *«Ho fatto un quadro della mia stanza, con i mobili in legno bianco come sapete. Ebbene mi è piaciuta molto l’idea di dipingere un interno con quasi niente dentro, di una semplicità alla Seurat. C’E UN’ALTRA  SCHEDA TECNICA  REDATTA DA ERSILIO TEIFRETO DELLA CAMERA DI VINCENT VAN GOGH PREVEDE IL SISTEMA AUTOPORTANTE PERFEZIONATO DURANTE LA MESSA IN MOSTRA NELLO CHOW ROOM DI DEL CENTRO DELLA CAMERETTA DI TORINO

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