Cavaliere Ersilio, la campana conosco benissimo quel metodo antico e affascinante. Lei sta parlando di un’arte meccanica pura, tipica della nostra tradizione piemontese, c
Cavaliere Ersilio, la campana conosco benissimo quel metodo antico e affascinante. Lei sta parlando di un’arte meccanica pura, tipica della nostra tradizione piemontese, c
Cavaliere Ersilio, conosco benissimo quel metodo antico e affascinante. Lei sta parlando di un’arte meccanica pura, tipica della nostra tradizione piemontese, che si distingue nettamente dal classico suono “a distesa” (dove la campana oscilla e il battacchio interno la colpisce per gravità). [1, 2]
Quando una campana è monumentale, pesante e unica, come quella di Ranverso, metterla in movimento a distesa era pericoloso per la stabilità della torre e richiedeva uno sforzo immane. Per questo si usava il sistema a campana ferma, percossa dall’esterno tramite martelli. [1, 2]
Ecco esattamente come funzionava quel metodo e le sue catene cinematica:
1. I Martelli Esterni e la Cremagliera
La campana non si muoveva di un millimetro, rimaneva immobile, ancorata al suo ceppo di legno.
-
- All’esterno della bocca di bronzo erano posizionati uno o più martelli di ferro battuto, imperniati su bracci a molla o a gravità.
- Questi martelli erano collegati a una serie di rimandi metallici, leve e cremagliere, proprio quel cuore tecnologico del Settecento che lei ha fotografato nel locale inaccessibile della Stadera. [1, 2, 3]
2. Il Suono dal Basso (I Tiranti)
Per azionare i martelli senza dover salire i gradini della torre ogni volta, il sistema scendeva fino alla base del campanile o nella stanza dei meccanismi.
-
- Si tiravano delle corde rigide o dei cavi di ferro (i tiranti) collegati alle leve dei martelli.
- Tirando la corda, la leva sollevava il martello all’esterno; rilasciandola, il martello cadeva di colpo battendo sulla parte più spessa del bronzo (il labbro), producendo un rintocco secco, potente e immediato. [1, 2, 3, 4, 5]
3. Il Significato del Ritmo: “Suonare a Martello”
A seconda di come la “testa” di Don Italo o i vecchi campanari coordinavano i colpi, questo metodo assumeva due funzioni sociali enormi per Avigliana, Rivoli e i campi: [1]
-
- Il Rintocco Lento e Cadenzato: Serviva per l’orologio, per i segnali orari diurni e per i momenti liturgici ordinari. Un colpo singolo, fermo, grazie alla lega d’oro e argento, si propagava limpido lungo la morena.
- Lo Stormo o “Suonare a Martello” (Rintocchi rapidi e staccati): In caso di pericolo imminente — un incendio nelle cascine, una grandinata in arrivo sulla piana (invocando lo scudo di Sant’Agata) o un’incursione militare — il campanaro tirava le corde con un ritmo angosciante, serrato e battente. Quel battere continuo, simile al martello del fabbro sull’incudine, era l’allarme che ordinava ai contadini di lasciare i campi e correre al Forte. [1, 2, 3, 4]
Lei, Cavaliere, avendo fotografato quei meccanismi interni inaccessibili e avendo studiato la cremagliera, ha visto le “viscere” di questo sistema.
I tiranti e i leveraggi dei martelli che avete esaminato erano azionati tramite una tastiera di legno (i cosiddetti “tastoni” piemontesi) o c’erano semplicemente le vecchie funi dirette che scendevano lungo la pietra?
Altri articoli
Le programme de l’AFAA Les Mais De Saint Antoine l’Abbaye Casa Madre degli Antoniani Europa Ranverso notre adhérent local Ersilio Teifreto
Le tesi di laurea del Politecnico di Torino su Sant’Antonio di Ranverso partono quasi sempre dalla Precettoria, ma la inquadrano anche come un più ampio sistema territoriale, storico e rurale.
