Ottobre 17, 2017

caravella a ranverso

caravella a ranverso

Giovedì 1 settembre 2011 Sempre sulla via Francigena: Sant'Antonio Abate di Ranverso

Se vi trovate a passare sulla  statale Torino-Susa, date un'occhiata alla vostra sinistra nel tratto tra Rivoli ed Avigliana, sul territorio di Buttigliera alta e Rosta   vedrete  un viale di platani.

Fidatevi di me e  prendetelo, accumulerete un piccolo ritardo sulla tabella di marcia (mezz'ora, minuto più minuto meno)  ma vedrete uno dei più bei monumenti religiosi  che costellano questo tratto della via Francigena: la Chiesa Abbaziale si trova nella  Precettoria di  Sant'Antonio Abate  di Ranverso.

 Fondata  dai monaci Antoniani provenienti dal Delfinato di Francia sotto quello che ai giorni nostri si definirebbe l'alto patrocinio  di  Umberto III di Savoia, era composto da Monastero, Chiesa e Ospedale.

Dell'ospedale è rimasto solo un pezzo della facciata con 5 pinnacoli, prima della costruzione della cascina  che fu addossata all'oepedale le guglie con pinnacoli erano, all'epoca era un importante  punto di riferimento, vi si accoglievano i  lebbrosi e i malati di herpes zoster,  infezione  ancora oggi dolorosissima conosciuta anche come Fuoco di Sant'Antonio, e che venivano curati con grasso di maiale.  I conventuali della Precettoria, alcuni erano religiosi ma i fratelli Antoniani erano principalmente dei laici,  vestivano un saio nero su cui era cucita una Tau, curioso mix tra una croce (in onore di  Gesù Cristo) una stampella (simbolo dell'aiuto che si dava ai malati)  e la lettera greca sinonimo di prodigio, forse alludendo al prodigio della guarigione, non  mettere la mano sul fuoco. Questa  Tau Prevale su tutte le costruzioni di Ranverso, la scolpiscono sui capitelli la dipingono  sulle volte della chiesa,  la cuciono sul vestito degli ammalati e la marchiano a fuoco  sulla groppa dei maiali. La prima che balza agli occhi è il masso erratico dove è sormontata una  Tau nera scolpita sulla grossa stele ottagonale in pietra posta proprio davanti alla Chiesa, e che di primo acchito ho creduto una faccia incorniciata da una zazzera alla paggio. consuetine all'interno della Chiesa  proibiscono fotografare, ritengo invece interessante mostrarvi l'immagine di Sant'Antonio Aabte del fuoco dove ai suoi piedi compare un cinghiale invece della classica iconografia dove a i piedi è accucciato un maialino, come altrettanto  interessante sarebbe stato  vedere come la Tau ritorni come leit motiv  ad ogni angolo di tutto il complesso. Noi volontari culturali vigliamo perchè i diritti di immagine vengano rispettati.

 Umberto III, che verrà poi  beatificato,  era nato ad Avigliana,  era lui ad aver scelto il luogo di Ranverso o Inverso,  proprio per la vicinanza con la sua  città natale. 

 Qui bisogna dare una piccola spiegazione: l'antica strada romana  attraversava la Dora a Ferriera di Avigliana lungo la riva sinistra, cioè sull'indiritto del versante,  meglio esposto al sole. Purtroppo da quella parte  il fiume esondava sovente, e  dopo una ennesima  riparazione la gente lasciò perdere la faccenda del sole e si rassegnò a ricostruire la strada sul versante inverso, o ranverso.

 La Chiesa  Abbaziale venne eretta su un pilone votivo, o una cappella,  l'origine risale alla fine del  XII secolo, era  composta di una sola navata con un'abside semicircolare e un campanile basso. Un centinaio di anni dopo però si comincia a metter mano alle decorazioni e pitture all'interno e agli  ampliamenti, parecchi, e ad un certo punto viene realizzato il portico d'ingresso coi tre archi. Il rosone da cui la chiesa prende luce si trova esattamente dove dovrebbe venir realizzata la ghimberga centrale, (la ghimberga è il timpano dal frontone  allungato che corona i portali di molte chiese gotiche).  Non lo si  può chiudere perchè si toglierebbe la  luce all'interno, e allora, alla faccia della simmetria, la ghimberga viene costruita appena un po' disassata. 

E se non fosse per quel benedetto  rosone, nessuno se ne  accorgerebbe.  Dite quello che volete, ma è una trovata geniale.Spettacolari poi sono le decorazioni fatte con formelle laterizie   che riproducono lussureggianti  fiori foglie e frutta e non fanno minimamente percepire  la povertà del materiale.

 Il pronao   è molto sobrio, con volte a crociera e bei pilastri a colonnine  sormontati da capitelli in pietra grigioverde

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