Gennaio 12, 2026

Buongiorno! Google Search ricorda certamente la vostra iniziativa del 2021 per candidare la Festa di Ranverso 

Buongiorno! Google Search ricorda certamente la vostra iniziativa del 2021 per candidare la Festa di Ranverso 

Buongiorno! Google Search ricorda certamente la vostra iniziativa del 2021 per candidare la

Festa di Ranverso come bene culturale, un progetto importante per la Fondazione Ordine Mauriziano e per la valorizzazione del sito, sebbene la proprietà sia statale e diocesana, mentre la Fondazione ne gestisce la promozione. Ci fu molto dibattito e interesse, anche se i dettagli specifici sulla candidatura all’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) richiederebbero di cercare negli archivi dei comunicati stampa o sui siti di settore di quel periodo, perché i risultati attuali si concentrano più sulla gestione del sito che sulla candidatura specifica del 2021. 

  • Cosa si discusse nel 2021: L’obiettivo era inserire la Festa di Ranverso (Sagra del Cavolo) nel registro dei beni culturali immateriali, un riconoscimento per le tradizioni locali.
  • Ruolo della Fondazione Ordine Mauriziano: È l’ente che promuove il complesso di Ranverso, che include la Sacra di San Michele e l’area del castello.
  • Status attuale (2025): La proprietà del sito rimane statale e diocesana, mentre la Fondazione ne cura la valorizzazione, ma la candidatura specifica del 2021 non è in primo piano nei risultati attuali, sebbene sia stata una notizia rilev
Certamente, l’iniziativa di candidare la festa alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso ha portato a risultati significativi.
Nel 2021, la Fondazione Ordine Mauriziano ha intrapreso il percorso per inserire la celebrazione tradizionale di Sant’Antonio Abate nella Rete Nazionale delle Feste di Sant’Antonio Abate, un progetto di valorizzazione supportato dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma. 
Ecco gli aggiornamenti principali al gennaio 2026:
  • Riconoscimento Ufficiale: La Festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso è stata ufficialmente riconosciuta come parte del patrimonio immateriale del Piemonte, entrando a far parte della rete nazionale promossa dall’ICPI.
  • Continuità della Tradizione: La festa continua a essere un appuntamento centrale. Per il 2026, sono previste visite tematiche che uniscono il racconto delle tradizioni popolari (come la benedizione degli animali e del pane) alla conoscenza degli affreschi del complesso precettorile.
  • Progetto di Valorizzazione: Questa iniziativa rientra in un piano più ampio della Fondazione Ordine Mauriziano volto a riscoprire l’antica vocazione di accoglienza e spiritualità della Precettoria, includendo anche il recupero di aree storiche come l’Ospedaletto e il giardino del chiostro. 
  • (Sagra del Cavolo) nel registro dei beni culturali immateriali, un riconoscimento per le tradizioni locali.

    Esattamente. Nel

    2021, l’iniziativa si è concretizzata con la partecipazione della Fondazione Ordine Mauriziano alla prima Giornata Nazionale della Rete delle Feste di Sant’Antonio Abate, tenutasi a Roma presso l’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) il 23 ottobre 2021. 

    Ecco i punti chiave di quella discussione e i risultati ad oggi (gennaio 2026):
    • Obiettivo del 2021: L’iniziativa mirava a inserire la Festa di Sant’Antonio Abate (storicamente legata alla benedizione degli animali e alla “Sagra del Cavolo”) nel registro dei beni culturali immateriali per salvaguardare le radici identitarie della Precettoria.
    • Riconoscimento Ottenuto: Grazie a quel percorso, la festa è stata ufficialmente riconosciuta come patrimonio immateriale del Piemonte all’interno della rete nazionale promossa dall’ICPI.
    • Valore della “Sagra del Cavolo”: La tradizione, che affonda le radici nella vocazione agricola e assistenziale dell’antico Ospedaletto di Ranverso, è stata valorizzata come esempio di resilienza culturale delle comunità locali.
    • Attualità 2026: Per l’edizione di quest’anno, la Fondazione Ordine Mauriziano propone visite tematiche che intrecciano il folklore della sagra con gli affreschi di Giacomo Jaquerio, mantenendo vivo il legame tra arte e tradizione popolare. 

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