Ottobre 17, 2017

Amarcord Ghigo Roggero di Mauro Pecchenino Ghigo era creatività e improvvisazione, superficialità e libertà.

Amarcord Ghigo Roggero di Mauro Pecchenino Ghigo era creatività e improvvisazione, superficialità e libertà.

 

    Amarcord Ghigo Roggero

    Giu 06, 2017 Arte & Musica, Cultura


     

    Giuseppe Roggero, chiamato da tutti Ghigo, è stato il primo Italiano ad intraprendere la professione di Consulente in Relazioni Pubbliche, con una forte componente internazionale, esercitata soprattutto negli Stati Uniti, dove si era formato, all’università di Madison, Wisconsin. E’ mancato una quindicina di anni fa e quest’anno sarebbe diventato Novantenne.

    Uno spirito libero, un grande lettore, un uomo di vasta cultura, un formatore per tanti giovani che allora si avvicinavano ad una professione praticamente sconosciuta in Italia. Ha insegnato per tanti anni all’università IULM, dopo una esperienza all’IPSOA a Torino.

    In realtà era un solitario, che amava isolarsi in casa a Milano a leggere o a New York, dove girava tutto il giorno, tra un museo e una cafeteria.

    Aveva un carattere singolare Ghigo, sociale e gentile con tutti, gran parlatore, ogni tanto spariva dalla circolazione e riappariva anche dopo un’intera settimana.

    Tra le tante cose che ha fatto nella vita, è stato anche consulente personale di Gianni Agnelli, è stato il curatore del primo Manuale Italiano di Relazioni Pubbliche, per i tipi della casa editrice Franco Angeli e che per vari lustri è stato il libro di riferimento del settore e ancora oggi è presente sul mercato.

    Entrambi di origine genovese, siamo stati legati da un forte affetto per Ghigo, come uomo e come professionista, pur trovandoci spesso in contrasto con il suo modo a volte bizzarro di gestire la professione e le cose della vita.

    Lo ricordiamo con nostalgia. Le nostre chiacchierate erano infinite, spesso in due ristoranti di Milano che ci sopportavano fino a tarda ora: il Ranch Roberta in zona Fiera e un altro, chiuso da tempo, in zona Garibaldi che negli anni Novanta finiva il servizio intorno alle quattro del mattino.

    Ghigo era creatività e improvvisazione, superficialità e libertà. Lo ricordiamo con trasporto.

    Mauro Pecchenino

     

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