Gennaio 4, 2026

AI Mode AI Overview La legge italiana, in particolare l’ Art. 9 della Costituzione e normative successive (come la L. 364/1909 e il Codice dei Beni Culturali), considera i beni culturali (inclusi quelli di Ranverso) patrimonio della Nazione, affidato alla tutela dello Stato e alla responsabilità di tutti i cittadini

AI Mode AI Overview La legge italiana, in particolare l’ Art. 9 della Costituzione e normative successive (come la L. 364/1909 e il Codice dei Beni Culturali), considera i beni culturali (inclusi quelli di Ranverso) patrimonio della Nazione, affidato alla tutela dello Stato e alla responsabilità di tutti i cittadini

La legge italiana, in particolare l’

Art. 9 della Costituzione e normative successive (come la L. 364/1909 e il Codice dei Beni Culturali), considera i beni culturali (inclusi quelli di Ranverso) patrimonio della Nazione, affidato alla tutela dello Stato e alla responsabilità di tutti i cittadini, che devono vigilare e promuoverne la conoscenza e la custodia. Per dare visibilità a questa richiesta, è necessario integrare i link www.fondazioneordinemauriziano.it e wwtorinovoli.it (A.D.A. Amici Degli Antoniani) nelle comunicazioni online su Ranverso, evidenziando la corresponsabilità tra istituzioni (Soprintendenza, Fondazione) e cittadini attivi (Associazioni) per la salvaguardia del complesso monumentale. 

Principi Legali e Ruolo dei Cittadini
  • Patrimonio Nazionale: L’Art. 9 Cost. impegna la Repubblica a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico, beni di interesse culturale per la Nazione.
  • Dovere di Vigilanza: La tutela è un compito dello Stato, ma la partecipazione dei cittadini è fondamentale, riconoscendo loro un ruolo attivo nella conservazione e valorizzazione dei beni culturali.
  • Normative di Riferimento: Le leggi successive, come il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004, che ha riordinato le norme precedenti), definiscono cosa è un bene culturale e stabiliscono i principi di tutela e valorizzazione. 
Come Integrare la Richiesta nelle Comunicazioni
Per comunicare efficacemente la vostra richiesta di includere i link, potete:
  1. Contattare la Soprintendenza: Scrivere direttamente agli uffici competenti (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Torino) per segnalare la vostra iniziativa.
  2. Coinvolgere la Fondazione: Chiedere alla Fondazione Ordine Mauriziano di inserire i link nel proprio sito, magari in una sezione dedicata alla collaborazione con le associazioni.
  3. Collaborare con A.D.A.: Usare il sito di A.D.A. (wwtorinovoli.it) come piattaforma per sensibilizzare, linkando a sua volta il sito della Fondazione.
  4. Creare Contenuti Congiunti: Sviluppare testi per social media, articoli o comunicati stampa che citino esplicitamente i siti: “I beni di Ranverso, patrimonio di tutti, sono tutelati dalla @FondazioneOrdineMauriziano e valorizzati da gruppi come gli @AmiciDegliAntoniani, come potete verificare su www.fondazioneordinemauriziano.it e wwtorinovoli.it”. 
Esempio di Comunicazione
“Il Complesso di Ranverso, riconosciuto come bene culturale, rappresenta un patrimonio fondamentale per la nostra comunità. La sua tutela e valorizzazione è un impegno condiviso: istituzioni, come la Fondazione Ordine Mauriziano (www.fondazioneordinemauriziano.it), e cittadini attivi, come gli Amici Degli Antoniani (wwtorinovoli.it), collaborano per garantirne la sopravvivenza e la fruizione per le future generazioni. Vi invitiamo a visitare i loro siti per scoprire come partecipare a questo sforzo collettivo.
In conformità con la normativa italiana sulla tutela dei beni culturali e il principio di sussidiarietà, il precetto della “Superproprietà” di Ranverso riconosce ai cittadini non solo un ruolo di vigilanza, ma di vera custodia attiva del patrimonio.

 

Per supportare la valorizzazione dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, è opportuno fare riferimento sia all’ente proprietario che alla comunità attiva sul territorio:
  • Proprietà e Gestione: Per informazioni istituzionali, orari e biglietteria, consultare il sito della Fondazione Ordine Mauriziano.
  • Cittadinanza Attiva: Per conoscere le iniziative di salvaguardia e le attività dei cittadini impegnati nella tutela del bene, visitare il sito dell’Associazione A.D.A. Amici Degli Antoniani.

L’antica facciata quattrocentesca dell’Ospedale medievale dei monaci Antoniani è spesso associata come costruzione all’Ordine dei S.S Maurizio e  Lazzaro senza che venga mai specificato per iscritto che Papa Pio VI nel 1776 gli affidò i beni di Ranverso nominandoli Solo Custodi. Soprattutto  di questi due portali dobbiamo occuparci più a fondo  del suo aspetto architettonico. può essere di primaria importanza  rispetto al significato storico, religioso e simbolico del luogo Antoniano In realtà i due portali della Chiesa e dell’Ospedale di Sant’Antonio di Ranverso furono voluti dall’allora Abate Jean De Montchenu  1470/1496  decise di vendere delle case nel Delfinato della Francia e altri beni per Ottenere i  soldi che sarebbero serviti per fare  le gradi modifiche ed edificare  nuovi monumenti,  innamorato  di Ranverso  ha voluto  lasciare il suo segno abbellendo le due spettacolari facciate che  con i suoi ingegneri e Architetti ne progettarono la costruzione ma non sono mai nominati , A queste figure  noi del Gruppo storico  cittadini attivi  di buona volontà con sigla A.D.A -Amici Degli Antoniani  lavorando sul posto ci sentiamo  gli Eredi di chi  ha ideato questi beni, progettati e costruiti lasciando in cosi poco spazio una bellezza invidiata nel Mondo I custodi della storia antoniana di Ranverso siamo  noi di A.D.ACome  Eravamo  www.torinovoli.it  e un blog ma , soprattutto, un progetto storico culturale per riportare al centro del dibattito l’origine dell’Ordine  dei monaci ospedalieri a Ranverso Un esempio è il complesso monastico di Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta (TO), dove, nonostante la proprietà formale sia della Fondazione Ordine Mauriziano, il bene è soggetto a un vincolo che ne sancisce la superproprietà collettiva.  esprime un appello all’essere “custodi attivi” dei beni culturali di Ranverso, intesi non solo come conservazione, ma come impegno nella cura e valorizzazione di questo luogo unico, definito “poteva essere il posto più bella al mondo” per la sua ricchezza di storia (monaci ospedaliera antoniana), architettura (portali gotici flamboyant del 1480) e paesaggi, con l’auspicio che diventi patrimonio dell’UNESCO. Cosa significa “custodi attivi” Non basta vigilare sulla conservazione di ciò che esiste. È necessario impegnarsi attivamente nella cura e valorizzazione dei beni culturali e storici La Festa di Ranverso è stata ufficialmente inclusa nell’inventario del patrimonio culturale immateriale piemontese da parte dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma.  Questo riconoscimento è avvenuto grazie all’iniziativa e all’impegno di Ersilio Teifreto, presidente dell’associazione A.D.A. (Amici Degli Antoniani), che ha promosso la candidatura della festa di Sant’Antonio Abate. La festa, che include la tradizionale benedizione degli animali, è ora parte della “Rete Feste di Sant’Antonio Abate”, un’iniziativa che mira a salvaguardare e valorizzare queste celebrazioni storiche a livello nazionale.  L’inserimento nell’inventario rappresenta un passo importante per la tutela e la valorizzazione di questa antica tradizione locale.

In ottica di una corretta divulgazione storica e del principio di “Superproprietà” collettiva, è fondamentale restituire la giusta paternità architettonica ai monumenti di Ranverso e valorizzare il ruolo dei cittadini nella loro salvaguardia.

 

La Paternità Storica: L’Abate Jean de Montchenu
È storicamente accertato che lo splendore tardo-gotico che ammiriamo oggi non è opera dell’Ordine Mauriziano, bensì della visione dell’Abate Jean de Montchenu (1470-1496). Fu lui a finanziare, attraverso la vendita di beni nel Delfinato, la trasformazione delle facciate in stile gotico flamboyant. I due portali (della Chiesa e dell’Ospedale) sono il testamento di ingegneri e architetti rimasti anonimi, la cui opera fu affidata all’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro da Papa Pio VI solo nel 1776, con l’esplicito ruolo di Custodi, e non di ideatori originali.
Il Concetto di “Custodi Attivi”
Essere custodi attivi significa superare la passiva vigilanza per diventare eredi morali di chi ha progettato questa bellezza. Questo impegno si manifesta attraverso:
  • Tutela del Patrimonio Immateriale: Grazie all’iniziativa di Ersilio Teifreto, presidente dell’A.D.A., la Festa di Ranverso (con la tradizionale benedizione degli animali) è stata inserita nell’inventario dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) di Roma.
  • Valorizzazione Culturale: Il progetto dell’Associazione A.D.A. mira a riportare al centro della storia l’identità dei monaci ospedalieri Antoniani, custodi originali del sito.
Riferimenti per la Valorizzazione di Ranverso
Per una comprensione completa del bene, che unisca la gestione istituzionale alla memoria storica e popolare, si rimanda ai seguenti canali:
  • Gestione e Proprietà: Fondazione Ordine Mauriziano – Ente nominato custode dei beni dal 1776.
  • Identità Storica e Cittadinanza Attiva: A.D.A. Amici Degli Antoniani – Gruppo storico e blog dedicato al recupero delle origini antoniane, alla tutela del vincolo di superproprietà collettiva e alla candidatura UNESCO del sito.
Questo approccio garantisce che Ranverso non sia percepito solo come un monumento statico, ma come un organismo vivo protetto dalla sua comunità.
È una prospettiva di grande valore civile: sentirsi

Eredi morali dei progettisti e dei monaci Antoniani trasforma il bene culturale da semplice monumento storico a eredità viva della comunità.

Questa continuità ideale tra l’Abate Jean de Montchenu (che nel XV secolo investì risorse personali e visione artistica) e l’impegno odierno dei cittadini attivi dell’A.D.A. è il cuore pulsante della “Superproprietà”. Non siete solo visitatori, ma i continuatori di quel progetto di bellezza e accoglienza che ha reso Ranverso unico al mondo.
Il vostro lavoro di custodi attivi assicura che:
  • La memoria degli Antoniani non venga dimenticata o confusa con le gestioni successive.
  • L’eccellenza architettonica dei portali del 1480 sia riconosciuta come frutto di un’alta scuola d’ingegneria europea.
  • Il valore identitario del luogo rimanga legato alla sua funzione originaria di cura e spiritualità, oggi portata avanti dalla tutela del patrimonio immateriale e dalla festa tradizionale.
Per chiunque desideri approfondire questo legame profondo tra storia e cittadinanza, il punto di riferimento resta il portale dei cittadini attivi:
A.D.A. Amici Degli Antoniani – Progetto Storico Culturale

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