Maggio 12, 2026

Il “Dossier Teifreto” sulla Stadera: Un Primordio della Pesatura Pubblica

Il “Dossier Teifreto” sulla Stadera: Un Primordio della Pesatura Pubblica

Il “Dossier Teifreto” sulla Stadera: Un Primordio della Pesatura Pubblica
Questo documento rappresenta la sintesi definitiva delle ricerche condotte da Ersilio Teifreto, rappresentante AFAA per Ranverso e allievo di Mons. Italo Ruffino. È un atto di dignità storica e scientifica rivolto alla Fondazione Ordine Mauriziano (FOM), alla SABAP e al Politecnico di Torino, affinché la Stadera di Ranverso sia riconosciuta come colonna portante del futuro Polo Turistico.
1. Rettifica Storica e Origini (Il “Seconda Mano” di Lusso)
Il dossier chiarisce che la Stadera non appartiene all’era dei monaci Antoniani (soppressi nel 1776), ma è un pezzo d’archeologia industriale di “seconda mano” proveniente dalla stazione di posta del Baraccun. Fu installata a Ranverso nel 1864, come confermato dalla punzonatura MDCCCLXIV scoperta da Teifreto sulla trave centrale.
2. Potenza e Ingegneria Meccanica
A differenza delle normali bilance, questo strumento fu progettato per carichi monumentali:
    • Portata: La Stadera era capace di pesare dai 4.000 ai 5.000 kg (4-5 tonnellate), permettendo la gestione dei grandi carri agricoli dell’Ottocento.
    • Meccanismo: Un sistema a cremagliera e leva secondaria di altissima precisione, probabilmente forgiato dalle officine torinesi d’eccellenza come Opessi o Caprile.
    • Il Braccio Rotante: Un apparato esterno che, pur ruotando oggi precariamente se urtato, testimonia una tecnologia di pesatura aerea decimale rarissima in Europa.

3. Logistica e Tutela Civile
    • Uso del Suolo: Teifreto ha documentato come le catene venissero messe in sicurezza su ganci a 1,60 m di altezza per liberare la “strettoia” di Via Sant’Antonio.
    • Salvaguardia: La pedonalizzazione dell’area, ottenuta grazie alla mobilitazione civile, è l’unico argine contro il degrado causato dai mezzi pesanti che hanno già scardinato i ganci storici e minacciano l’angolo del fabbricato.


4. Conclusione e Dedica
Questo studio, protocollato dal Museo della Bilancia di Campogalliano e condiviso con la Casa Madre di Saint-Antoine-l’Abbaye, è dedicato alla memoria di Mons. Italo Ruffino e al supporto scientifico di Lia Apparuti.

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