Marzo 11, 2022

Giuseppe Rollino nel 1884 al borgo Medioevale del Valentino di Torino disegna immagini di Jaquerio presenti a Sant’Antonio di Ranverso.

Giuseppe Rollino nel 1884 al borgo Medioevale del Valentino di Torino disegna immagini di Jaquerio presenti a Sant’Antonio di Ranverso.

Salita di Cristo al Calvario

Giuseppe Rollini
1884
Affresco con finiture a tempera

La scena della Salita di Cristo al Calvario, con Simone di Cirene che aiuta Gesù a trasportare la croce, riproduce una delle lunette dipinte da Giacomo Jaquerio nella sagrestia di S. Antonio di Ranverso, in anni prossimi al 1420. Si tratta di una delle pagine più importanti del gotico internazionale in Italia settentrionale, in cui la forte espressività delle figure e la loro sensibilità umana rappresentano il punto di avvio di una tradizione piemontese che giungerà al pieno Rinascimento con Giovanni Martino Spanzotti e con gli accenti patetici del Sacro Monte di Varallo coordinato da Gaudenzio Ferrari.

I quattro evangelisti

Giuseppe Rollini
1884
Affresco con integrazioni a secco

Sulla volta sono rappresentati i Quattro Evangelisti, seduti in cattedra intenti nella scrittura dei Vangeli. Sono riconoscibili grazie ai loro attributi: San Giovanni, con l’aquila, San Luca con il bue, San Marco con il leone alato e San Matteo, con l’angelo. Riproducono gli Evangelisti dipinti sulla volta della sacrestia di Sant’Antonio di Ranverso da Giacomo Jaquerio, intorno al 1420. Il modello riprodotto al Borgo fu un riferimento importante per tutto il Quattrocento piemontese: lo stesso schema iconografico si trova infatti nella cappella di San Biagio in San Pietro di Pianezza, ripreso da un maestro di cultura jaqueriana, e ancora molto più avanti (1482) nel ciclo dipinto da Giovanni Canavesio nella chiesa di Pigna (Imperia). La stessa iconografia rilevata a Ranverso fu riproposta da Giuseppe Rollini nel 1887 sulla volta del presbiterio del Duomo di Pinerolo. Qui i due pittori del Borgo Medievale, Rollini e Vacca, attinsero ampiamente al repertorio d’immagini rilevato nel 1883-84 sotto la guida di Federico Pastoris, riproducendo vari soggetti presenti in Rocca e componendone di nuovi, in una vera “reinvenzione” neogotica.

Giuseppe Rollino al borgo Medioevale del Valentino disegna immagini di Giacomo Jaquerio presenti a Sant’Antonio di Ranverso

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