Ottobre 17, 2017

1966: è Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Basso Adriatico (Canale di Otranto);/Ammiraglio Salvatore Pelosi nasce il 10/04/1906 a Montella (Avellino) il 21/10 1974 perde la vita causa incidente stradale a (Terranova Sibari )

1966: è Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Basso Adriatico (Canale di Otranto);/Ammiraglio Salvatore Pelosi nasce il 10/04/1906 a Montella (Avellino) il 21/10 1974 perde la vita causa incidente stradale a (Terranova Sibari )

 

 
   

Ammiraglio Salvatore Pelosi nasce il 10/04/1906 a Montella (Avellino)  il 21/10 1974 perde la vita causa incidente stradale a (Terranova Sibari )

 

 

 
 

Ammiraglio Salvatore Pelosi

 
 

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Claudio Bozzacco

view post Inviato il: 19/1/2012, 11:37Citazione
 

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10 aprile 1906: Salvatore Alfonso Nicola Pelosi, di Silvio e di Adelina Giannetti, nasce a Montella – AV;
1912-1919: istruzione elementare nel Comune di nascita;
1919-1921: studi ginnasiali a Pietradefusi – AV;
1921-1926: Accademia Navale di Livorno;
1926: consegue la nomina a Guardiamarina e si imbarca sulla nave da battaglia "Caio Duilio";
1928: si imbarca sull'incrociatore "Libia" – destinazione Estremo Oriente;
1928-1930: sbarca a Tientsin (Tienjin) ed è destinato ad un Distaccamento della Marina affidato ad un Reparto del Battaglione San Marco a Chinhgwantau.
1930: richiamato in Patria per la frequenza del Corso Superiore all'Accademia Navale, si specializza nella direzione di tiro – al termine è promosso Tenente di Vascello;
1930-1933: imbarcato sul cacciatorpediniere "Bettino Ricasoli" e poi sull'esploratore "Pantera" con l'incarico di Direttore di Tiro – da qui passa all'incrociatore "Bolzano" con l'incarico di Ufficiale di rotta;
1933: è a Pola dove familiarizza con i sommergibili;
1933 – 1936: imbarcato sull'incrociatore "Gorizia" prende parte al conflitto italo-etiopico (ottobre 1935-maggio 1936);
1936 – 1938: comanda una Squadriglia di MAS in Sicilia – partecipa alle operazioni di supporto all'esercito franchista nel corso della guerra civile spagnola (1936 – 1939) al comando di una torpediniera;
1937: è documentata la sua presenza in Etiopia, ad Addis Abeba ed a Dessiè sul Lago Haik;
1938: promosso Capitano di Corvetta gli viene affidato il comando di diversi sommergibili;
1939 – aprile – : gli viene conferito il comando del sommergibile "Torricelli" – assegnato alla 41° Squadriglia, dislocata alle dipendenze della Flottiglia Sommergibili in Africa Orientale Italiana, istituita nel 1935 con base a Massaua;

Regio Sommergibile Evangelista Torricelli all'uscita dal Porto Grande di Taranto
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10 giugno 1940: l'Italia abbandona la non belligeranza e dichiara guerra alla Francia ed all'Inghilterra;
14 giugno 1940: il "Torricelli" riceve l'ordine di recarsi al largo di Aden per l'agguato;
17 giugno 1940: riprende il mare;
18 giugno 1940: avaria al sistema di refrigerazione, riparata senza effettuare alcuno scalo;
19 giugno 1940: la Marina britannica cattura il Galilei e si impadronisce dei codici cifrati della Marina italiana;
19 giugno 1940: il "Torricelli" riceve l'ordine di spostarsi verso la Somalia britannica;
20 giugno 1940: il "Torricelli" riceve l'ordine di incrociare tra Moussa e la secca di Arab
21 giugno 1940: il "Torricelli" è intercettato dalle due cannoniere britanniche "Indo" e "Shorenam", ne elude la caccia;
22 giugno 1940: tre cacciatorpediniere – "Kandahar", "Kingston" e "Khartoum" intercettano il "Torricelli";
23 giugno 1940: battaglia navale tra le 11,20 e le 12,10: il "Torricelli" danneggia la "Shorenam" – che si allontana scortata dalla "Indo" – e colpisce il Khartoum che più tardi esploderà; il "Torricelli" si autoaffonda, l'equipaggio è recuperato dalle due navi inglesi "Kandahar"e "Kingston" – seppellimento in mare di tre caduti italiani;
23 giugno – 12 luglio 1940: in stato di prigionia ad Aden;
12 luglio 1940: a bordo del piroscafo "Takliva" il Capitano di Corvetta Salvatore Pelosi e l'equipaggio del "Torricelli" sono condotti in India, dapprima ad Ahmadnagar, presso Bombay, poi a Ramgarh, nell'India nordorientale);
21 luglio 1945: contrae matrimonio con Francesca Tripodo;
1948: assume il comando del cacciatorpediniere "Alfredo Oriani" ed è promosso Capitano di Vascello;
1948 – 1949: frequenta l'Istituto di Guerra Marittima;
1949 – 1951: assume dapprima il comando della Marina Militare Italiana in Somalia e subito dopo è Capo di Stato Maggiore presso il Comando in Capo del Basso Tirreno;
1952 – 1953: assume il comando delle Forze Navali Costiere;
1953: è imbarcato sull'incrociatore "Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi" ed assume l'incarico di Capo di Stato Maggiore della 2° Divisione Navale;
1954 – luglio: assume l'incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Marittimo della Sicilia;
01 gennaio 1957: è promosso Contrammiraglio – frequenta il Centro Alti Studi Militari – assume l'incarico di Ispettore delle Scuole C.E.M.M.;
1961 – maggio: è promosso Ammiraglio di Divisione ed assume il Comando del Dragaggio;
1962 – 1963: assume il Comando Militare Marittimo Autonomo della Sicilia;
1964: è promosso Ammiraglio di Squadra ed è Presidente della Commissione Ordinaria di Avanzamento; del Consiglio Superiore delle Forze Armate;
1966: è Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Basso Adriatico (Canale di Otranto);
1967 – gennaio/ottobre: in contemporanea è anche Vice Presidente della Sezione Marina del Consiglio Superiore delle Forze Armate;
1967 ottobre – 1969 aprile: Presidente della Sezione Marina del Consiglio Superiore delle Forze Armate;
1969 – 11 aprile: è collocato in ausiliaria per limiti di età;
1969 – 1974: è Presidente dei Cantieri Navali di Taranto;
21 ottobre 1974: muore a seguito di un incidente automobilistico a Terranova di Sibari.

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Il Salvatore Pelosi (S 522) è un sottomarino della Marina Militare Italiana appartenente alla 3ª serie della Classe Sauro.

Storia
Il battello, costruito nei cantieri di Monfalcone è stato impostato il 23 luglio 1986, varato il 29 novembre 1986 e consegnato alla Marina Militare Italiana il 14 luglio 1987.

L'unità, in servizio di base a Taranto, tra il 1999 e il 2002 è stata sottoposto a radicali lavori che hanno interessato la piattaforma e il sistema di combattimento.

Il battello prende il nome dal capitano di corvetta Salvatore Pelosi, decorato durante la seconda guerra mondiale di medaglia d'oro al valor militare. Salvatore Pelosi, comandante del sommergibile Torricelli nel Mar Rosso il 23 giugno 1940, costretto ad emergere per i danni subiti da precedenti azioni nemiche, al largo di Aden affrontò in un combattimento di superficie tre cacciatorpediniere e due cannoniere della Royal Navy colpendo mortalmente il cacciatorpediniere HMS Khartoum che sarebbe affondato più tardi e danneggiando la cannoniera HMS Shoreham. Nell'ìmpari combattimento, accerchiato e senza scampo, per evitare la cattura il comandante è costretto all'autoaffondamento dell'unità e ferito e privo di sensi, viene trascinato a mare dai suoi uomini. Gli inglesi, ammirati, Gli tributano subito gli onori delle armi.

 

 

 

 

Dal sito di Mamma Marina:

Nacque a Montella (Avellino) il 10 aprile 1906. Allievo dell'Accademia Navale di Livorno dal 1921, nel 1923 conseguì la nomina a Guardiamarina, prendendo imbarco prima sulla nave da battaglia Caio Duilio a quindi sull'incrociatore Libia dislocato in Estremo Oriente, dal quale sbarcò poi in Cina per essere destinato presso il Distaccamento Marina di Tientsin tenuto da un Reparto del "Battaglione San Marco".

Rimpatriato per la frequenza del Corso Superiore all'Accademia Navale, dove si specializzò nella direzione del tiro, promosso Tenente di Vascello, imbarcò sul cacciatorpediniere Bettino Ricasoli e sull'esploratore Pantera con l'incarico di Direttore del Tiro e poi sull'incrociatore Bolzano con l'incarico di Ufficiale di rotta. Nel 1933 imbarcò sull'incrociatore Gorizia con il quale partecipò alle operazioni militari durante il conflitto italo-etiopico (1935 – 1936).

Successivamente ebbe il comando di una Squadriglia di MAS in Sicilia e, al comando di una torpediniera, partecipo poi alle operazioni militari in Spagna. Promosso Capitano di Corvetta ebbe il comando di vari sommergibili ed all'inizio del secondo conflitto mondiale quello del Torricelli, dislocato in Mar Rosso. Ferito nel combattimento del 23 giugno 1940 – che lo vide impegnato in un aspro duello d'artiglieria contro soverchianti forze navali di superficie inglesi alle quali inflisse notevoli danni – e perduta l'unità al suo comando, fu tratto in salvo dai suoi stessi marinai e successivamente fatto prigioniero dagli inglesi.

Rimpatriato nel 1945 e promosso Capitano di Fregata con anzianità retroattiva 1942, fu prima nominato Capo di Stato Maggiore del Comando Sommergibili e successivamente Comandante Superiore dei Sommergibili. Nel 1948, dopo il periodo di comando sul cacciatorpediniere Alfredo Oriani, fu promosso Capitano di Vascello; frequentò l'Istituto di Guerra Marittima e dal dicembre 1949 all'agosto 1951 ebbe prima il comando della Marina Militare italiana in Somalia, nel periodo di protettorato fiduciario italiano in quella ex colonia, e poi assunse l'incarico di Capo di Stato Maggiore presso il Comando in Capo del Basso Tirreno. Dal 1952 al 1953 ebbe il comando delle Forze Navali Costiere e quindi, con imbarco sull'incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, l'incarico di Capo di Stato Maggiore della 2a Divisione Navale, che mantenne fino al luglio 1954, quando assunse l'incarico di Capo di Stato Maggiore presso il Comando Militare Marittimo della Sicilia.

Promosso Contrammiraglio il 1° gennaio 1957, frequentò poi il Centro Alti Studi Militari e fu Ispettore delle Scuole C.E.M.M.. Promosso Ammiraglio di Divisione assunse prima il comando del Dragaggio e poi quello del Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia e con la promozione ad Ammiraglio di Squadra nel 1964, fu nominato Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo dello Ionio e del Basso Adriatico e Presidente della Commissione Ordinaria di Avanzamento. Fu, inoltre, Presidente del Consiglio Superiore di Marina. Nel 1969 fu posto in ausiliaria per raggiunti limiti di eta. 

 

rilevatore Ersilio Teifreto

 

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