Giugno 2, 2026

📐 SEZIONE 3: LA SCHEDA TECNICA NARRATIVA DELLA FÒCARA Il testo del 2015 che descrive l’ingegneria contadina e il ciclo della terra.

📐 SEZIONE 3: LA SCHEDA TECNICA NARRATIVA DELLA FÒCARA Il testo del 2015 che descrive l’ingegneria contadina e il ciclo della terra.

📐 SEZIONE 3: LA SCHEDA TECNICA NARRATIVA DELLA FÒCARA
Il testo del 2015 che descrive l’ingegneria contadina e il ciclo della terra.
L’ANATOMIA DELLA FÒCARA: DALLA SARCINA AL CIELO
di Ersilio Teifreto
“La festa delle vigne” combina l’antico rito per il quale si posizionano le “sarcine = fascine” provenienti dalla potatura delle viti dei feudi di tutto il Parco del Negramaro.
Ricordo che ci sono sarmente corte, facili da raccogliere senza intoppi, e altre saldamente ancorate al sostegno chiamato “cippune = ceppo” che danno le sferzate, da addomesticare. I contadini le prendono con fermezza tirandole sotto le ginocchia, mentre con piccoli rapidi passetti in avanti le accumulano sulle gambe, le voltano rapidamente in perpendicolare lungo il filaro. Sedendosi sopra ad esse, le immobilizzano e prendendo il “carceriere trasversale” le legano vigorosamente incrociandole e fissandole a “braccia conserte”. Il freddo pungente fa accelerare i movimenti e raggiunta la quantità giusta “le leune formano la sarcina” per dare inizio alla costruzione della “Fòcara del Sud-Est”.
Prendono il via a Novoli tutti i preparativi che consentiranno la costruzione della Fòcara maestosa con un diametro di 20 metri e 25 metri di altezza, slanciata verso il cielo come un palazzo di 8 piani. La tradizione vuole che non superi mai l’altezza del campanile della chiesa di Sant’Antonio Abate, patrono della cittadina.
Un po’ di numeri:
Per assemblare una singola fascina occorrono 200 sarmente (leune). Ciascuna non deve superare i 13 kg di peso e i 130 centimetri di lunghezza, legate rigorosamente con fili biodegradabili. Per la pira monumentale servono ben 100.000 fascine, che impegnano per un mese intero il lavoro manuale di 100 persone (volontari della cremagliera devoti al Santo). Una volta ultimata, l’opera resiste al vento, alla pioggia e agli assestamenti, sopportando un peso complessivo di 700 tonnellate.
La caratteristica straordinaria è che l’intera opera agraria viene eseguita manualmente, senza l’ausilio di mezzi meccanici (gru o elevatori). Si utilizzano scale di legno di varie misure legate l’una all’altra fino a raggiungere l’altezza di 28 metri, sulle quali i volontari rimangono in equilibrio passandosi le fascine sulla schiena, issandole metro dopo metro.
Quando viene accesa, il metodo tecnico “Segreto” tramandato di generazione in generazione fa sì che la Fòcara, man mano che brucia, trattenga il fuoco e il collasso della cenere all’interno della struttura stessa, garantendo i massimi standard di sicurezza imposti dalla Prefettura di Lecce e permettendo alle famiglie con bambini di avvicinarsi al cerchio di fuoco al ritmo della pizzica. Il rito inizia ufficialmente il 15 dicembre con la benedizione e la posa della prima fascina, e deve tassativamente concludersi entro il mezzogiorno della Vigilia (16 gennaio), a costo di lavorare di notte sotto i fari. Dopo i tre giorni di ardore, le ceneri vengono raccolte dai contadini e sparse nei vigneti come concime naturale, chiudendo magnificamente il cerchio vitale tra la terra e il fuoco.


🇫🇷 SEZIONE 4: IL CAMMINO EUROPEO DELLE RELIQUE
La tua ricerca storica sui viaggi e sul paradosso del 2006.
IL MISTERO DELLE DUE SPOGLIE: DA ARLES A TRICARICO
Rapporto Storico-Agiografico del Gruppo A.D.A.
La Cronistoria Universale:
Nel 561 d.C. le reliquie di Sant’Antonio Abate vennero traslate dalla Tebaide ad Alessandria d’Egitto (Chiesa di San Giovanni). Nel 635, a causa dell’occupazione araba, trovarono rifugio a Costantinopoli. Nel XI secolo, il nobile francese Jocelin de Château-Neuf le ottenne in dono dall’Imperatore d’Oriente e le portò in Francia nel Delfinato. Nel 1070, Guigues de Didier eresse una chiesa nel villaggio di La Motte (oggi Saint-Antoine-l’Abbaye, casa madre dell’ordine), dove l’autentico corpo fu venerato per secoli, contrastato dalla rivendicazione della città provenzale di Arles.
Il Paradosso di Novoli (6-13 Gennaio 2006):
In occasione del Giubileo Antoniano concesso da Papa Giovanni Paolo II, per la prima volta nella storia le reliquie hanno lasciato la Cattedrale Primaziale di Arles per giungere a Novoli. In quella storica settimana, a Novoli sono state contemporaneamente presenti le spoglie di due corpi differenti attribuiti allo stesso Santo: il corpo copto arrivato dalla Francia ed una reliquia giunta nel paese salentino il 27 luglio 1924 da Tricarico (Matera), dove era custodita fin dal XIV secolo su lascito di Saint-Antoine di Vienne (come testimoniato da una lapide marmorea del 1588). Una situazione unica e paradossale nella storia della Chiesa, che certifica Novoli come l’ombelico del mondo antoniano, capace di riconciliare storiche contese europee nel nome del Fuoco Buono.

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