⚜️ INTRODUZIONE D’ONORE Il Segreto Rivelato di Ranverso: La Ricomposizione Virtuale del Polittico di Defendente Ferrari (1531)
⚜️ INTRODUZIONE D’ONORE Il Segreto Rivelato di Ranverso: La Ricomposizione Virtuale del Polittico di Defendente Ferrari (1531)
⚜️ INTRODUZIONE D’ONORE
Il Segreto Rivelato di Ranverso: La Ricomposizione Virtuale del Polittico di Defendente Ferrari (1531)
Un’opera di restauro digitale filologico e tutela monumentale a cura dell’Ebanista Ersilio Teifreto (Gruppo A.D.A.)
In memoria del maestro mons. Italo Ruffino e nel rispetto delle ultime volontà di Secondo Pia
In memoria del maestro mons. Italo Ruffino e nel rispetto delle ultime volontà di Secondo Pia
Benvenuti nello spazio in cui la storia dell’arte incontra la precisione della tecnologia e il sapere dell’artigianato d’eccellenza.
La pagina che state per leggere non è il frutto di un finanziamento pubblico o di un progetto burocratico. È il risultato del lavoro scientifico e gratuito di Ersilio Teifreto, ebanista e contributore indipendente per la protezione dei Monumenti di Ranverso. Mossosi secondo la formula del silenzio-assenso e superando l’indifferenza delle istituzioni, Teifreto ha utilizzato le nuove tecnologie per compiere un’impresa ritenuta impossibile: vedere l’invisibile.
L’Intuizione di un Ebanista, l’Occhio di un Pioniere
Nel 1886, dodici anni prima di fotografare la Sindone, l’avvocato Secondo Pia scattò una foto unica e irripetibile alle ante del polittico, lasciate a terra disallineate durante un tormentato cantiere di restauro. Intorno al 1900, l’architetto Alfredo d’Andrade sigillò per sempre lo spazio posteriore dell’altare maggiore realizzando delle andite impalcature lignee di sostegno. Oggi, con l’aggiunta di un cordone allarmato di sicurezza, il retro del polittico è totalmente inaccessibile: nessun obiettivo fotografico moderno, per quanto sofisticato, può intrufolarsi là dietro per riprendere le ante accostate.
L’unico modo per sanare questa ferita storica e rispettare la volontà documentaria di Secondo Pia era raccogliere quei frammenti fotografici del 1886 e riallinearli digitalmente. Ersilio Teifreto lo ha fatto al millimetro, calibrando le distanze esatte rispetto ai rosoni, alle finestre gotiche dell’abside di Jean de Montchenu e all’orientamento della luce solare che lo illumina.
I Pilastri Scientifici della Ricerca
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- La Struttura Autoportante: Grazie alla sua esperienza nell’arte del legno, Teifreto ha dimostrato una verità ingegneristica che sfuggiva agli storici dell’arte. Se il contratto del 21 aprile 1530 attesta la logistica della componibilità dell’opera (trasportata in moduli da Chivasso a Moncalieri e infine a Ranverso), l’analisi strutturale svela che la macchina d’altare è una struttura totalmente autoportante con ancoraggio a terra. I maestri falegnami la progettarono per reggersi da sola senza toccare le pareti umide dell’abside, salvandola dal degrado da umidità ascensionale che affligge perennemente gli affreschi di Giacomo Jaquerio. Per questa ragione, il polittico non necessita oggi di alcun restauro.
- L’Iconografia Civica: La ricomposizione ad ante chiuse restituisce dignità all’ex-voto della Città di Moncalieri per la salvezza dalla peste. In cima alla cimasa campeggia lo stemma della comunità, mentre sul lato destro del registro principale svetta la figura del Beato Bernardo di Baden, Patrono di Moncalieri e meta storica dei pellegrinaggi a piedi dei cittadini che giungevano a Ranverso portando il baldacchino processionale.
- Il Mistero della Statua Cava: La liberazione virtuale del presbiterio poligonale senza il polittico ha permesso di mappare l’assetto liturgico di fine Quattrocento. In un angolo si trovava una statua lignea con la schiena cava, concepita come una vera e propria cassaforte sacra per proteggere dai saccheggi il prezioso reliquiario ad avambraccio del Santo, esposto solo durante le grandi festività.
Ciò che la burocrazia ignora, la storia custodisce. Questa ricerca indipendente restituisce alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la sua armonia originaria, dimostrando che l’amore per il patrimonio artistico e la competenza artigiana sono più forti di qualsiasi muro di silenzio.
