Luglio 28, 2026

📘 LIBRO DELLA MEMORIA: IL FUOCO E LA CUSTODIA ANTONIANA Dall’Ingegneria Contadina della Fòcara di Novoli al Cammino di Ranverso

📘 LIBRO DELLA MEMORIA: IL FUOCO E LA CUSTODIA ANTONIANA Dall’Ingegneria Contadina della Fòcara di Novoli al Cammino di Ranverso

📘 LIBRO DELLA MEMORIA: IL FUOCO E LA CUSTODIA ANTONIANA
Dall’Ingegneria Contadina della Fòcara di Novoli al Cammino di Ranverso
Documentazione ufficiale unificata a cura di Ersilio Teifreto
(Ricercatore di storia antica, ideatore del gemellaggio, fondatore di A.S.A.R. e A.D.A., autore del neologismo ToriNovoli e allievo storico dell’archivista metropolitano Mons. Italo Ruffino)

🪵 Capitolo 1: La Fòcara di Novoli (Specifiche Tecniche)
  • Solo Tralci di Vite (Leune): Zero legno massiccio, zero tavole pretrattate o materiali inquinanti. Viene utilizzata esclusivamente biomassa verde e pulita derivante dalla potatura dei vigneti del Parco del Negroamaro.
  • La Sarcina Perfetta: Ogni fascina (sarcina) è composta da circa 200 sarmente, deve misurare 130 centimetri di lunghezza e pesare non oltre i 13 kg per consentire la movimentazione manuale a spalla.
  • Peso e Volume Complessivo: Composta da ben 100.000 fascine (circa 20 milioni di singoli tralci), la struttura ultimata e asciutta sopporta un peso statico di circa 700 tonnellate, resistendo a pioggia e forti raffiche di vento.

🪜 Capitolo 2: Ingegneria Contadina e Sicurezza Strutturale
  • Costruzione Manuale ed Equilibrio: È fatto divieto assoluto di utilizzare gru o elevatori meccanici. 100 volontari devoti lavorano per un mese. Si crea una cremagliera umana dove le fascine vengono caricate sulla schiena e passate di mano in mano.
  • Sfida alla Fisica: Diverse scale di legno vengono legate l’una all’altra in verticale fino a raggiungere l’altezza record di 25-28 metri (con il limite tradizionale di non superare il campanile della parrocchia). I costruttori lavorano sospesi nel vuoto sui pioli per sagomare il “pignone”.
  • Il Segreto del Collasso Interno: L’intreccio geometrico dei cerchi concentrici nasconde un metodo tecnico segreto. Durante la combustione, la Fòcara è progettata per trattenere il fuoco e la cenere all’interno del proprio asse centrale. Questo garantisce la massima sicurezza per i 100.000 visitatori che ballano la pizzica attorno al cerchio di fuoco.
  • Cronologia Rituale: Il rito inizia il 15 Dicembre con la Festa delle Vigne e la benedizione della prima fascina. Termina tassativamente entro le ore 12:00 del 16 Gennaio. Il falò viene acceso la sera della vigilia e arde per 3 giorni consecutivi (16, 17 e 18 gennaio).

🎭 Capitolo 3: L’Evoluzione Massmediatica e l’Arte Contemporanea
  • La Dialettica Sociale Novolese: La forza culturale dell’evento nasce dal confronto costante tra giovani, anziani, contadini e professionisti, rendendo questa comunità una delle più dinamiche d’Italia.
  • La Svolta del 2012: Sotto la spinta della Fondazione e della giunta del sindaco Oscar, l’evento diventa globale. L’inserimento delle monumentali sculture dei cavalli dell’artista Mimmo Paladino attira le emittenti internazionali e nazionali (RAI, TG1), consacrando la pira come installazione d’arte contemporanea.
  • L’Avanguardia di Ugo Nespolo (2015): Il celebre maestro piemontese firma l’allestimento inserendo sulla Fòcara i suoi iconici numeri colorati (1 e 6, per celebrare il 16 gennaio), fondendo l’arte pop alla maestria rurale salentina.
  • Integrazione Multietnica: Oggi la catena umana sulle scale unisce i cittadini novolesi storici ai migranti residenti nel Salento, trasformando un rito religioso in un monumento vivente alla cooperazione internazionale.

🌉 Capitolo 4: Il Ponte “ToriNovoli” e il Gemellaggio (2010 – 2013)
  • La Nascita di “ToriNovoli” (2010): Neologismo ideato originariamente da Ersilio Teifreto nel 2010 a Torino (concepito dopo la dolorosa scomparsa della moglie Pina Sorrenti) per fondere indissolubilmente l’identità culturale di Torino e Novoli. Il concetto darà vita al portale di riferimento www.torinovoli.it.
  • Il Gemellaggio Virtuale (2013): Un vero e proprio “Ponte di Fuoco” ideato da Ersilio Teifreto che ha unito il “Nord di Ranverso” (la Chiesa piemontese di Buttigliera Alta) al “profondo Sud di Novoli”. Il progetto ottenne la ferma approvazione e il sostegno di Mons. Italo Ruffino, della contessa Teresa Ponzetto e dell’artista Ugo Nespolo.
  • L’Abbattimento delle Distanze: Grazie al partner tecnologico ClioCom (nella persona di Diego Contino), la diretta streaming ha permesso ai salentini residenti in Piemonte (Associazione Radici Salentine e Rete Italiana di Cultura Popolare) di vivere in tempo reale le viscerali emozioni dell’accensione.

⛪ Capitolo 5: Custodia della Memoria: Dall’A.S.A.R. all’A.D.A. (2013 – 2023)
  • 2013: La Fondazione dell’A.S.A.R.: Il 15 gennaio 2013 nasce l’Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso, gruppo virtuale guidato da Ersilio Teifreto nel segno dell’Art. 18 della Costituzione. L’obiettivo era incoraggiare il recupero, il restauro e la corretta divulgazione della Chiesa di Sant’Antonio Abate di Ranverso, chiarendo che “Ranverso” è il luogo geografico del Sacro Luogo e non un Santo, distinguendolo nettamente dalla “Precettoria” (sede amministrativa).
  • 2023: La Metamorfosi in A.D.A. e l’Asse Internazionale: Nel gennaio 2023, l’esperienza ASAR confluisce nell’A.D.A. (Amici Degli Antoniani), riacquisendo il logo originario degli anni ’90 del Maestro Mons. Italo Ruffino. Questa transizione apre l’associazione alla dimensione europea, strutturando la collaborazione storica con l’associazione francese della Casa Madre: l’AFAA (Les Amis Des Antonins) di Saint-Antoine-l’Abbaye nell’Isère.
  • I Simboli Identitari dell’A.D.A.:
    1. La Ghianda della Facciata: Posta al centro del logo, ripresa dalle formelle quattrocentesche in terracotta della facciata della Chiesa di Ranverso. Rappresenta il legame indissolubile con la cultura rurale dei contadini, la forza della terra e la rinascita della memoria.
    2. Le Panchine del Borgo come Sede: Essendo un’associazione virtuale nata nello spazio condiviso di internet, l’A.D.A. elegge come propria sede ideale e spirituale le panchine del borgo di Ranverso, lungo i viali alberati. Luogo dell’ascolto, della sosta e della condivisione fraterna per i poeti, i viaggiatori e i pellegrini della Via Francigena, proprio come l’antica “Casa dell’Elemosina” del XII secolo.


🏅 Capitolo 6: Riconoscimenti Istituzionali e la Delega Internazionale
  • Le Targhe d’Onore: L’instancabile operato di Ersilio Teifreto ha ricevuto il formale plauso con la consegna di ben 2 targhe d’onore e riconoscimenti da parte dei Sindaci dei Comuni di Rosta e Buttigliera Alta, nonché dell’Associazione Internazionale Regina Elena ODV.
  • La Delega Ufficiale della Casa Madre Francese: Con atto formale datato 12 ottobre 2023, firmato dal Presidente dell’AFAA, Ersilio Teifreto è stato nominato Rappresentante Delegato Ufficiale dell’AFAA presso la Fondazione Ordine Mauriziano e tutte le istanze locali civili e religiose sui territori di Buttigliera Alta e Rosta.

✉️ Capitolo 7: La Dimensione Umana (La Corrispondenza del Congresso 2024)
La corrispondenza del febbraio 2024 tra Ersilio Teifreto, il Presidente dell’AFAA Christian Maurel e la Segretaria Danielle Blanc testimonia la stima internazionale e la rete d’affetto transalpina.
Lettera del Presidente Maurel (02/02/2024):
«Il tuo messaggio mi preoccupa. Un congresso degli amici degli antonini senza Ersilio non è concepibile. Saremmo delusi. […] È il viaggio della tua vita! La casa madre degli Antonini!»

Di fronte alle difficoltà logistiche dei cambi dei treni fino alla stazione di Saint-Marcellin, la Segretaria Danielle Blanc si era immediatamente attivata per organizzare l’accoglienza e i trasporti dedicati. La rinuncia finale di Ersilio, dettata dall’età e dalla salute, è un atto di profonda saggezza. Come scritto da Ersilio nelle sue lettere di ringraziamento a Christian e Danielle: «Quei giorni Vi penserò con l’anima e il cuore, un abbraccio amichevole come uno di famiglia». Una dimostrazione che la memoria viaggia oltre i confini fisici.

📜 Capitolo 8: I Manifesti Letterari d’Autore
A. MISSAGGIU ALLI NOULARI (Dialetto Salentino e Traduzione)
«Ciau me chiamu Fòcara, ritornu tutti l’anni, me trou a Noule… Sta Fòcara l’ha criata nonnuta, iou suntu pruprità toa, e tieni tuttu lu dirittu cu me cuntrolli. Te lu ticu cu tutto lu core, iutame cu lluciscu comu nna fiata, nu mme lassare cu mme sbinnene… Mpussessate te la Fòcara toa!»
«Ciao mi chiamo Fòcara! Questa Fòcara l’ha creata tuo nonno, io sono di tua proprietà e hai tutto il diritto di controllarmi. Te lo chiedo (Cu Tuttu lu Core) aiutami a splendere come sempre, non lasciare che mi svendano. Affronteremo tutto insieme e sarà ancora più fantastica la nostra festa del fuoco. Riprenditi la tua Fòcara!»
B. LA POESIA “NOVULUM” (Dedicata a Pina Sorrenti)
Tuttu ncigna / cu na sarmenta te igne / ca ddentane sarcine, / li cristiani se le passane / a spaddra, una subbra llaura… / Eccuu…la Fòcara / cu na favilla se / dduma lu fuecu / ca face criscere / la vampa intra l’uecchi… / Mpiccia lu fuecu…. ca sintimu / lu rusciu te la Fòcara / e lu ndore te la purvere te sparu… / Le vampe ne lassane / nu segnu intra ll’uecchi / e scarfane lu core / Mpizzicamu lu fuecu bbuenu te la Fòcara.


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