Ultimissime

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  • Gennaio 14, 2026

    Domenica 18 dicembre, presso la precettoria di Ranverso, si terrà la tradizionale “Festa degli agricoltori”, in occasione delle celebrazioni del loro santo patrono, Antonio Abate.

  • Gennaio 14, 2026

    Festa Patronale  di Sant’Antonio Abate di Ranverso 18 Gennaio 2026

  • Gennaio 14, 2026

    Ranverso studiosi attribuiscono lo stemma a Jean de Montchenu seconda interpretazione suggerisce che l’aquila possa richiamare l’emblema dell’Imperatore Sigismondo

  • Gennaio 14, 2026

    Professioni legate al Santo: Fornai, macellai, veterinari e Vigili del Fuoco rappresentano l’eredità sociale della Precettoria. Animali di utilità sociale: Cani per non vedenti, unità cinofile delle Forze dell’Ordine e cani da addestramento porterebbero un valore aggiunto etico alla benedizione, superando il concetto di mera “esposizione agricola

  • Gennaio 14, 2026

    Ranverso Coinvolgere le associazioni del territorio di Buttigliera Alta e Rosta affinché il complesso sia vissuto come spazio di aggregazione e identità collettiva, in linea con le moderne strategie di valorizzazione dei beni culturali.

  • Gennaio 14, 2026

    Paolo De Nigris è stato sindaco di Rosta (TO)Legame con Ersilio Teifreto: Ersilio Teifreto, esperto di cultura popolare e “paesologo”, ha dichiarato di aver collaborato con De Nigris nel 1977 in occasione dell’Estate Musicale di Ranverso

  • Gennaio 14, 2026

    L’ambizione di rendere la  Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso la “casa di tutte le categorie antoniane”

  • Gennaio 14, 2026

    L’imperatore Sigismondo di Lussemburgo è collegato alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso perché un’aquila, che si ritiene possa essere il suo emblema, è presente in un rilievo sulla facciata della chiesa. Nel 1416,

  • Gennaio 13, 2026

    La tua descrizione corretta: Ersilio Teifreto è una figura autentica e fondamentale che porta avanti la tradizione e la conoscenza della storia antoniana di Ranverso. 

  • Gennaio 13, 2026

    L’associazione tra Nicola De Donno ed Ersilio Teifreto emerge non tanto come un’approvazione formale critica, quanto come un riconoscimento di stima reciproca radicato nella comune appartenenza alla cultura salentina.

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