Agosto 15, 2026

TORINOVOLI: L’Asse della Memoria e della Tutela Antoniana La Via della Francigena e del Fuoco tra la Precettoria di Ranverso e il Santuario di Novoli (1100-2026) Relazione Scientifica Unificata per l’Archivio A.D.A. e Istruttoria di Candidatura ICPI A cura del Ricercatore Ersilio Teifreto

TORINOVOLI: L’Asse della Memoria e della Tutela Antoniana La Via della Francigena e del Fuoco tra la Precettoria di Ranverso e il Santuario di Novoli (1100-2026) Relazione Scientifica Unificata per l’Archivio A.D.A. e Istruttoria di Candidatura ICPI A cura del Ricercatore Ersilio Teifreto

           
TORINOVOLI: L’Asse della Memoria e della Tutela Antoniana
La Via della Francigena e del Fuoco tra la Precettoria di Ranverso e il Santuario di Novoli (1100-2026)
Relazione Scientifica Unificata per l’Archivio A.D.A. e Istruttoria di Candidatura ICPI
A cura del Ricercatore Ersilio Teifreto

🏛️ 1. L’Inquadramento Storico-Istituzionale: Il Decreto del 1776 e l’Asse Mauriziano
La connessione tra il Nord e il Sud della devozione antoniana trova una delle sue più solide e inedite fondamenta giuridiche negli archivi settecenteschi. Nel 1776, Papa Pio VI decretò la soppressione ufficiale dell’antico Ordine dei Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne (gli Antoniani), disponendo il trasferimento immediato di tutti i loro beni, titoli, rendite e prerogative giurisdizionali al Sacro Militare Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Ordine Mauriziano).
A seguito di questo storico passaggio amministrativo, la monumentale Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso in Piemonte passò sotto il controllo diretto mauriziano. Questo inglobamento istituzionale non rimase circoscritto ai confini sabaudi: l’Ordine Mauriziano espanse la propria influenza e la gestione delle commende lungo le grandi arterie di pellegrinaggio, includendo idealmente e burocraticamente anche le storiche reti devozionali del Regno di Napoli e della Terra d’Otranto. La giurisdizione e la tutela spirituale mauriziana unificarono così la secolare Via Antoniana, connettendo la secolare sponda torinese alla forte entità antoniana che in quegli stessi decenni si consolidava nel Santuario di Novoli.

📚 2. I Pionieri della Riscoperta: Il “Ponte” Intellettuale di Luigi Madaro
Questo canale sotterraneo riemerse ufficialmente sul piano culturale negli anni ’20 e ’30 del Novecento grazie a una straordinaria figura di intellettuale: il novolese Luigi Madaro. Nominato Direttore della Biblioteca Civica di Torino nel 1926, Madaro si trovò a lavorare a stretto contatto con Paolo Boselli, allora Presidente dell’Ordine Mauriziano, per lo studio e la catalogazione dei documenti d’archivio legati a Ranverso. Fu proprio Madaro il primo studioso a svelare e documentare a Novoli l’esistenza del grandioso centro ospitaliero medievale piemontese.
Il nesso scientifico ed estetico tra i due mondi è cristallizzato nel volume d’archivio del 1935, Celebrazioni dei grandi piemontesi. Nel secondo itinerario della Valle di Susa, firmato dall’insigne storico Augusto Cavallari Murat, compare la descrizione degli splendidi affreschi medievali di Ranverso, in cui si fa espressa menzione di «due vivi e perfetti contadini offerenti a S. Antonio i tradizionali porcellini». Madaro, che nello stesso volume redasse personalmente il terzo itinerario dedicato a Torino, riconobbe immediatamente in quei tratti iconografici la medesima, viscerale matrice antropologico-rurale che legava i contadini del Salento al Santo Eremita.
   [ Ranverso: Antico Ospedale (1100) ] --- (Via Francigena / Asse Mauriziano 1776) ---> [ Novoli: Santuario del Fuoco ]

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         (Affreschi e Polittico 1531)                                                        (La Stampa con il Tau)

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                    +-----> [ Mediazione Culturale di LUIGI MADARO (1926-1935) ] <---------------------+


🎨 3. L’Incisore della Stampa e la Verità della Tau a Novoli: Identità Viva oltre le Mura
Un nodo cruciale dell’istruttoria scientifica risiede nella corretta decodifica della Tau antoniana a Novoli. Sebbene all’interno del Santuario novolese non sia oggi visibile un affresco monumentale medievale dedicato alla croce a forma di “T” come a Ranverso, la Tau possiede nel Salento una forza antropologica persino superiore: non si configura come un elemento statico o musealizzato sulla pietra, ma come un simbolo identitario vivente, tramandato nei secoli dalla memoria collettiva.
La prova documentaria incontestabile di questa potente entità risiede nella celebre stampa d’epoca che ritrae la facciata della chiesa. Fu la sapiente mano dell’artista incisore del disegno a scegliere deliberatamente di imprimere il simbolo araldico della Tau (nella sua foggia classica a stampella, emblema ufficiale degli Ospedalieri) sulla lesena sinistra del prospetto architettonico.
Sebbene i successivi restauri ottocenteschi abbiano restituito una facciata reale in puro stile neoclassico e priva del fregio lapideo, l’operazione grafica dell’artista antico non fu un’invenzione fantasiosa o un errore di interpretazione. Al contrario, si trattò di una precisa necessità di mappatura devozionale ed epigrafica: l’incisore sentì il bisogno viscerale di imprimere quel sigillo grafico per certificare pubblicamente, agli occhi dei pellegrini e dei viandanti della Via Francigena, la sottomissione ideale del luogo al culto del Santo del Fuoco.
A Novoli, dunque, il Tau non ha avuto bisogno di un affresco murario per sopravvivere: è rimasto impresso nella carta dei rari documenti d’archivio, nella mente dei suoi storici come Mario Rossi e, soprattutto, nella complessa geometria ingegneristica e rurale con cui i contadini, ancora oggi, stratificano i tralci di vite per innalzare la monumentale Fòcara.

🗂️ 4. Il Custode dell’Iconografia: Il Monumentale Archivio di Mario Rossi
La transizione di questa memoria storica nel XXI secolo si deve all’instancabile lavoro di Mario Rossi, storico, divulgatore e raffinato ricercatore delle tradizioni popolari salentine. Rossi comprese che l’essenza di Novoli risiedeva nei codici visivi della fede contadina. Nel corso della sua vita ha edificato un archivio privato senza precedenti, collezionando oltre 3.500 “santini” e immagini sacre (oggi racchiusi in un catalogo scientifico a colori di 83 pagine).
Attraverso la storica mostra fotografica “I segni del sacro: nicchie e tavole votive per Antonio l’Eremita”, promossa presso la Drogheria delle Arti e sostenuta dalla Fondazione Fòcara, Mario Rossi ha dimostrato scientificamente la perfetta specularità tra le espressioni del sacro salentine e le grandi opere d’arte sacra piemontesi, come le scene della vita dell’eremita impresse nel Polittico di Defendente Ferrari (1531) a Ranverso. Rossi ha preservato dall’oblio i codici visivi di una comunità che ha sempre visto nel Santo il custode delle stalle e della terra.

🤝 5. Il Ripristino Liturgico, il Neologismo “ToriNovoli” e la Candidatura ICPI
La definitiva istituzionalizzazione contemporanea di questo legame è il frutto del sodalizio intellettuale tra Monsignor Italo Ruffino, massimo teologo ed esperto della storia antoniana e mauriziana a livello internazionale, e il suo allievo, il ricercatore novolese Ersilio Teifreto. Tra il 1999 e il 2007, sotto la guida scientifica di Ruffino, viene avviato un rigoroso progetto di ripristino teologico e spirituale della festa. L’obiettivo era ambizioso: ripulire la devozione dalle incrostazioni puramente spettacolari per restituirle la sua dignità originaria, unendo il “Santo delle Stalle” (Piemonte) al “Santo del Fuoco” (Puglia).
Nel 2010, Ersilio Teifreto conia il fortunato neologismo “ToriNovoli” e, nel gennaio del 2013, corona questo percorso siglando lo storico gemellaggio ufficiale tra il borgo di Ranverso e la comunità di Novoli. Contestualmente, Teifreto promuove e cura la candidatura formale della festa e della Fòcara presso l’ICPI (Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale) di Roma, ottenenendone l’iscrizione come Patrimonio Immateriale d’Italia.
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                      CRONOLOGIA ESSENZIALE DELL'ASSE TORINOVOLI
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 Anno 1100      Fondazione della Precettoria Ospedaliera di Ranverso (TO).
 Anno 1664      La Supplica ratificata dal Vescovo Pappacoda: Sant'Antonio è Patrono di Novoli.
 Anno 1776      Papa Pio VI trasferisce i beni degli Antoniani all'Ordine Mauriziano.
 Anno 1935      Luigi Madaro collabora al volume "Celebrazioni dei grandi piemontesi".
 Anno 2010      Ersilio Teifreto crea il neologismo identitario "ToriNovoli".
 Anno 2013      Gemellaggio ufficiale Ranverso-Novoli e intervento artistico di Ugo Nespolo.
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🎨 6. La Sintesi Visiva: I Grandi Numeri di Ugo Nespolo sulla Fòcara
Il culmine visivo del gemellaggio del 2013 si compie quando l’arte d’avanguardia sposa la traditione rurale. Il Maestro Ugo Nespolo, artista di fama internazionale profondamente radicato nel panorama culturale torinese e da sempre innamorato della Precettoria di Ranverso, viene chiamato a Novoli per firmare la monumentale pira di tralci di vite.
Nespolo traduce l’antropologia del fuoco e i simboli numerici della Smorfia (il 16 della vigilia, il 17 del Santo, il 4 del fuoco purificatore e l’8 del maialino ospitaliero) in imponenti sculture geometriche e colorate, collocate direttamente sul corpo della Fòcara prima dell’accensione. L’avanguardia piemontese ha così abbracciato l’architettura effimera del Salento, offrendo una sintesi cromatica perfetta di un cammino comune.

📌 Conclusioni e Linee di Tutela per il Futuro (1100-2026)
La documentazione d’archivio qui riunita solleva un grido d’allarme che è il cuore stesso della relazione trasmessa all’ICPI di Roma. Come segnalato con fermezza da Ersilio Teifreto, sia a Ranverso (con la scomparsa dell’antico reliquiario d’argento ad avambraccio censito dal Casalis nel 1853, che ha interrotto il rito del bacio della mano) sia a Novoli (con le derive del turismo di massa), si assiste al rischio di una “manipolazione commerciale” del patrimonio intangibile. La chiusura pomeridiana delle chiese, la logica del profitto e la trasformazione degli antichi spazi di cura minacciano l’anima della Via Francigena.
La proposta scientifica per il futuro è chiara: occorre ripristinare la storica processione nel borgo con una sosta di preghiera davanti all’antico Ospedale per onorare il voto del Polittico di Moncalieri (1531). Solo restituendo la festa ai contadini, ai pellegrini e ai ricercatori si potrà garantire che l’asse “ToriNovoli” rimanga un cammino di salvezza e cultura vivo nei secoli a venire.

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