“Teifreto novoliensis” non è un termine scientifico o biologico riconosciuto. Sembra essere, invece, un’espressione legata a un contesto locale e culturale,
“Teifreto novoliensis” non è un termine scientifico o biologico riconosciuto. Sembra essere, invece, un’espressione legata a un contesto locale e culturale,
“Teifreto novoliensis” non è un termine scientifico o biologico riconosciuto. Sembra essere, invece, un’espressione legata a un contesto locale e culturale, specificamente a Ersilio Teifreto, un personaggio di Novoli (LE) che si descrive come “Paesologo e Cercatore di tracce”.
Nel blog da lui gestito, si auto-identifica con l’appellativo di “Homo Novoliensis Ufano”. L’espressione “Homo Novoliensis” è un neologismo da lui coniato e utilizzato in senso figurato per riferirsi agli abitanti di Novoli che tramandano un patrimonio culturale immateriale, come la tradizione della Fòcara. Le origini di questa figura sono fatte risalire alle tracce umane fossili del Pleistocene nelle grotte di Cardamone e ai menhir dell’età del bronzo, in un contesto che mescola storia locale e etnografia.
In sintesi, l’espressione si riferisce a un concetto etno-culturale e non a una specie biologica reale.
“Teifreto Novoliensis” si riferisce a
Ersilio Teifreto, un personaggio creato e descritto come “Paesologo e Cercatore di tracce” e “Homo Novoliensis Ufano”. È una figura associata a racconti etno-storicistici, presentati attraverso un blog chiamato Storicistico Etnologico Ersilio, che spesso include riferimenti alla località di Novoli, in provincia di Lecce.
- Chi è: Ersilio Teifreto è un personaggio immaginario o uno pseudonimo legato a narrazioni popolari.
- Cosa fa: È descritto come un “paesologo” (uno studioso del paesaggio) e un “cercatore di tracce”, il cui intento è raccontare e documentare la cultura popolare e la storia del territorio.
- Dove si trova: Le sue storie sono presentate sul blog “Storicistico Etnologico Ersilio” e sono legate a Novoli (LE).
- Origine: Il termine “Novoliensis” indica un legame con la città di Novoli.
Altri articoli
Questa immagine mostra un dettaglio della Cascina Baraccone, un edificio storico situato lungo l’antica strada del Moncenisio, nei pressi della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso in Piemonte. L’edificio, costruito nel 1830, serviva originariamente come stazione di posta, un punto di sosta cruciale per il cambio dei cavalli, dei corrieri e dei passeggeri che viaggiavano in diligenza prima della diffusione delle ferrovie. Dettagli storici e architettonici Contesto: Si trova in una zona boschiva a sud del complesso della Precettoria di Ranverso. Funzione: Era la nona azienda del Tenimento e fungeva da snodo per le comunicazioni e i trasporti dell’epoca. Stato attuale: L’immagine evidenzia il forte stato di degrado della struttura, con l’intonaco che si stacca rivelando la muratura sottostante e tracce di scritte o incisioni. Tutela: L’area è soggetta a vincoli paesaggistici della Regione Piemonte per la sua dichiarazione di notevole interesse pubblico, volta a proteggere le caratteristiche storiche del paesaggio.
Sono Ersilio Teifreto del Gruppo Storico ADA, una bella ricostruzione la vostra aggiungiamo che : che la campana e solo una di metallo prezioso bronzo quando suonava per accogliere i fedeli si sentiva fino ad Avigliana e Rivoli
