Studio sul Polittico della FOM (Fondazione Ordine Mauriziano): L’Altro Miracolo del 1886 di Secondo Pia e il Gemello Digitale di Ersilio Teifreto
Studio sul Polittico della FOM (Fondazione Ordine Mauriziano): L’Altro Miracolo del 1886 di Secondo Pia e il Gemello Digitale di Ersilio Teifreto
📄 TESTO 1: L’Angolazione Storico-Biografica
Studio sul Polittico della FOM (Fondazione Ordine Mauriziano): L’Altro Miracolo del 1886 di Secondo Pia e il Gemello Digitale di Ersilio Teifreto
La Chiesa Precettoriale di Sant’Antonio di Ranverso è un monumento storico di proprietà della FOM – Fondazione Ordine Mauriziano. Sebbene nella storiografia ufficiale e negli studi fotografici dell’Ottocento il nome dell’avvocato astigiano Secondo Pia (1855–1941) venga ricordato quasi esclusivamente per il celebre scatto della Sacra Sindone del 1898, questa straordinaria scoperta del negativo ha lasciato in ombra un altro suo fondamentale contributo documentario che appartiene proprio alla storia di questo complesso mauriziano: la campagna fotografica del 1886 a Ranverso, dove l’obiettivo di Pia immortalò per l’unica volta al mondo il Polittico della Natività a ante chiuse [torinovoli.it].
Su mandato della Commissione Storica guidata dall’architetto Alfredo d’Andrade, Secondo Pia realizzò un’immagine unica e irripetibile, catturando le scene monocrome della vita di Maria Vergine (l’Annunciazione, la Visitazione e l’Adorazione dei Magi) nella loro originaria configurazione. Fu un miracolo ottico destinato a rimanere isolato: a seguito dei successivi lavori di restauro e consolidamento strutturale di d’Andrade, lo spazio nel retro dell’altare si ridusse a circa un metro scarso, rendendo quell’inquadratura totale fisicamente impossibile per qualsiasi obiettivo moderno o tecnologia successiva.
Per adempiere a questo testamento visivo di Secondo Pia e raccogliere l’eredità intellettuale del teologo e scrittore Don Italo Ruffino, il Maestro Ebanista e Tracciologo Territoriale Ersilio Teifreto ha condotto un’imponente ricerca quadriennale, dal 2020 al 2024, coadiuvato dal Dott. Carlo Vassotto e dal serigrafo Roberto Canavero (Airone Verde – Grugliasco).
Partendo da una riproduzione d’epoca recuperata fortuitamente un sabato mattina al mercato del Balon a Torino, il team di Teifreto ha raddrizzato le conversioni prospettiche dell’ottica ottocentesca, integrandole con i rilievi geometrici eseguiti sul posto tramite metro laser. L’altezza reale di 264 cm, la larghezza di 205 cm, la pendenza della pavimentazione e l’esatta inclinazione della luce solare zenitale che filtra dai rosoni e dalle monofore dell’abside di Jean de Montchenu (1470) sono state incrociate in un modello matematico puro.
Il risultato è il primo Gemello Digitale Filologico al mondo capace di restituire la spazialità nuda dell’abside e la perfetta ricomposizione della macchina lignea autoportante di Defendente Ferrari (1531). L’accuratezza millimetrica di questa ricostruzione ha superato i rigidi controlli dei laboratori diagnostici della GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino). I tecnici conservatori della GAM, custodi della lastra d’archivio originale del 1886, hanno subcontinent il modello ad analisi radiografiche (Raggi X) e comparazioni geometriche, certificando la reale rispondenza delle misure e delle proporzioni tracciate da Teifreto.
