Strada pellegrina o pellerina, da cui l’odierna zona torinese detta “Pellerina”Strada della Pellerina o via dei pellegrini.
Strada pellegrina o pellerina, da cui l’odierna zona torinese detta “Pellerina”Strada della Pellerina o via dei pellegrini.


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Via Francigena: quando i pellegrini d’Europa passavano da Torino
Feb 13, 2012 2 minutes read 4031https://www.facebook.com/v6.0/plugins/like.php?action=like&app_id=281488492699623&channel=https%3A%2F%2Fstaticxx.facebook.com%2Fx%2Fconnect%2Fxd_arbiter%2F%3Fversion%3D46%23cb%3Df31b958e479f924%26domain%3Dmole24.it%26origin%3Dhttps%253A%252F%252Fmole24.it%252Ff14d726fa1f34b4%26relation%3Dparent.parent&container_width=0&href=https%3A%2F%2Fmole24.it%2F2012%2F02%2F13%2Fvia-francigena-quando-i-pellegrini-deuropa-passavano-da-torino%2F&layout=button_count&locale=it_IT&sdk=joey&share=true&size=small&width=FacebookTwitterLinkedIn

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Oggi vogliamo proporvi un viaggio lungo la “Via Francigena” o “franchigena”.
Con questa denominazione, definita anche “Via Romea”, pensando ai pellegrini diretti a Roma, via del re (via regia), via pubblica del conte (via publica domini comitis), strada dei pellegrini (strada pellegrina o pellerina, da cui l’odierna zona torinese detta “Pellerina”).O addirittura, quasi a sottolinearne la pluralità di utenti, “strada publica peregrinorum et mercatorum”, si intende l’itinerario seguito dai pellegrini che, a partire del 900, si mettevano in viaggio dall’Inghilterra e dalla Francia verso Roma per proseguire poi verso la Terra Santa.
Un’”area di strada” costituita da vari percorsi più o meno paralleli.
Strade lungo le quali vennero edificate rilevanti strutture architettoniche, nate spesso con funzioni di assistenza ai viandanti.La scelta della direttrice era completamente a discrezione dei viaggiatori in base a criteri quali il tipo di viaggio, di pellegrinaggio, di condizioni della strada, di stagione.Parliamo però non solamente di una mera via pratica e commerciale, c’è molto di più.La via Francigena, infatti, ha costituito un importante “collante” che ha riallacciato i rapporti e gli scambi tra il nord ed il sud dell’Europa dopo l’isolamento causato dalla caduta dell’impero romano.
Il Piemonte è stato un vero crocevia per i pellegrini d’Europa.
Le sue strade erano battute da eserciti che usavano i passi alpini.Vi transitavano i mercanti italiani, diretti verso le fiere transalpine o verso i porti marittimi, e spesso quei mercanti erano piemontesi, in particolare Astigiani e Chieresi.Lungo questi percorsi della via Francigena , una fitta rete di fondazioni religioso-militari ricopriva tutta l’Europa.Erano complessi autosufficienti.Difesi da mura, comprendenti il convento con torri di vedetta, la cappella, l’infermeria, la foresteria, la scuderia, la selleria, l’armeria, la fucina, i magazzini per conservare le derrate alimentari e il cimitero.Il percorso principale della Via Francigena, che proveniva dalla Valle d’Aosta, attraversava il Po a Piacenza, dove si congiungeva con la grande arteria che proveniva dal passo del Moncenisio o dal passo del Monginevro, detta via “delle Gallie” o “Romea” o anche “Francesca” o “Francigena” anch’essa (attraversava Tortona, Alessandria, Asti, arrivava a Chieri e da qui proseguiva per Torino e la Valle di Susa).
In questo tratto i documenti segnalano un gran numero di Case Templari.
Nella nostra Asti si trovava la più prestigiosa Precettoria templare della regione.A Chieri, la presenza dei Templari è accertata almeno dal 1190.La strada, invece, che scendeva dalla Valle di Susa arrivava a Rivoli, dove si divideva in due ramiUno diretto a Torino (da qui ci si poteva collegare al percorso che scendeva dalla Valle d’Aosta verso Vercelli, oppure, scavalcando la collina di Torino, si poteva scendere a Chieri) e uno, più a sud, perveniva a Chieri, attraverso Moncalieri e Testona, senza necessariamente passare per Torino.Percorreva dunque anche la zona collinare con percorsi alternativi in quanto quello della via Fulvia spesso era paludoso ed insidioso.A sud di Moncalieri la via trafficata, su cui transitavano pellegrini, mercanti e trasportatori di sale.Era quella che conduceva a Cuneo e, attraverso il Colle di Tenda o il Colle di Finestra, scendeva al mare.
Su questa strada e nelle sue vicinanze erano dislocate alcune fondazioni di Templari.
A Villastellone i cavalieri rossocrociati avevano la proprietà della Mansione di San Martino di Gorra o di Stellone.Questa “domus” possedeva vaste proprietà nel territorio compreso fra Carignano e Santena. Una ricca zona di acque, pascoli, boschi e terreni coltivati.Oggi diverse associazioni di trekking di Torino e di Parma e di regioni come Toscana e Liguria ripropongono escursioni sulla via FranchigenaItinerari escursionistici per tutti i livelli presentandola come un tramite per compiere un’esperienza alla scoperta di un territorio e forse, perché no, anche di se stessi.Laura Savina
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