Ottobre 12, 2017

Si tratta del tenimento di Sant’Antonio di Ranverso, a Buttigliera Alta, Caselette e Rosta

Si tratta del tenimento di Sant’Antonio di Ranverso, a Buttigliera Alta, Caselette e Rosta

e paesaggistico e attività connesse; riqualificazione delle aree urbane e rigenerazione delle aree dismesse e degradate; recupero e riqualificazione di aree degradate in territori rurali e contenimento dell’edificato frammentato e disperso. Il Piano sostiene inoltre politiche e iniziative che mirano allo sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio, con particolare attenzione alla valorizzazione dei paesaggi identitari del Piemonte, alla salvaguardia attiva dei paesaggi agrari, al contenimento del consumo di suolo e alla riduzione della dispersione insediativa. I principali progetti specifici promossi, e in parte realizzati, dal Piano sono il sito Unesco dei paeStoria e paesaggi agrari nei beni del Mauriziano Il Piano paesaggistico regionale ha riconosciuto tra le aree da valorizzare dieci tenimenti storicamente di proprietà dell’Ordine Mauriziano, già tutelati dal Piano territoriale regionale approvato nel 1997. Si tratta del tenimento di Sant’Antonio di Ranverso, a Buttigliera Alta, Caselette e Rosta (To); del podere Gonzole ad Orbassano (To); del tenimento di Staffarda, a Cardè, Revello e Saluzzo (Cn); del podere di Moretta (Cn) e Villafranca Piemonte (To); della tenuta Fornaca, a Scarnafigi e Villanova Solaro (Cn); della tenuta Grangia, a Lagnasco, Saluzzo e Scarnafigi (Cn); del podere di Cavallermaggiore (Cn); del podere di Centallo (Cn); del podere di Montonero, a Lignana e Vercelli (Vc) e del podere di Valle dell’Olmo, a Tronzano Vercellese (Vc). Sono tutti terreni appartenuti alla Fondazione Ordine Mauriziano e rappresentano uno dei pochi esempi della grande proprietà fondiaria di pianura sopravvissuti nel tempo, caratterizzati da un’eccezionale integrità della trama agraria. Il Piano ha ritenuto necessario che questa integrità non venisse frammentata e dispersa, riconoscendole un ruolo strategico nella valorizzazione e nella riqualificazione del territorio regionale. I tenimenti sono, in sostanza, da tutelare in quanto esempi di paesaggio rurale e per la loro particolare valenza culturale. I paesaggi di queste grandi tenute connotano dunque la tradizione piemontese per le loro specificità storiche, fisiche e ambientali. Fino a oggi, la salvaguardia ha riguardato di fatto le grandi emergenze architettoniche, ovvero le parti monumentali o comunque di specifico interesse nei complessi edilizi: i concentrici dei tenimenti abbaziali, gli edifici e le chiese delle cascine storiche e i mulini. Il Piano ha inteso invece considerare i tenimenti come territori meritevoli di specifica tutela quali beni da salvaguardare. La Giunta regionale ha attivato la procedura per la dichiarazione di notevole interesse pubblico, che si è conclusa con la deliberazione del 4 agosto 2014, con la quale i dieci tenimenti appartenuti all’Ordine Mauriziano sono stati dichiarati beni paesaggistici ai sensi dell’articolo 136 del Codice dei beni culturali e del paesaggio e per i quali è stata individuata una specifica disciplina d’uso volta a preservare e valorizzare le peculiarità paesaggistiche e culturali in essi p

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