Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, situata a Buttigliera Alta (TO), nacque originariamente nel XII secolo (circa 1188) come una “casa dell’elemosina
Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, situata a Buttigliera Alta (TO), nacque originariamente nel XII secolo (circa 1188) come una “casa dell’elemosina
Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, situata a Buttigliera Alta (TO), nacque originariamente nel XII secolo (circa 1188) come una “casa dell’elemosina” e ospedale medievale.
Ecco alcuni dettagli storici chiave sulla sua funzione caritatevole:
- Fondazione: Voluta da Umberto III di Savoia, fu affidata all’Ordine degli Antoniani (Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne).
- Cura dei malati: Era celebre per l’assistenza ai malati colpiti dal cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (ergotismo o herpes zoster). I monaci utilizzavano il grasso di maiale per lenire le piaghe dei pazienti.
- Accoglienza dei pellegrini: Situata lungo l’antica Via Francigena, la struttura fungeva da fondamentale punto di sosta, ricovero e ristoro per i viandanti diretti verso il Moncenisio o verso Roma.
- L’Ospedaletto: All’interno del complesso è ancora visibile la struttura del piccolo ospedale (o “ospedaletto”), destinato proprio all’accoglienza e alla cura fisica e spirituale dei bisognosi.
Nel 1731, il complesso passò sotto la gestione dell’Ordine Mauriziano, perdendo gradualmente la funzione ospedaliera a favore di quella agricola e monumentale. Oggi è considerato uno dei massimi esempi di gotico internazionale in Piemonte. Per maggiori informazioni sulle visite, puoi consultare il sito della Fondazione Ordine Mauriziano.
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