Gennaio 17, 2026

Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso era storicamente identificata come una “domus infirmorum

Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso era storicamente identificata come una “domus infirmorum

Sì, è corretto. La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso era storicamente identificata come una “domus infirmorum” (dal latino, “casa degli infermi”) per la sua funzione di ospedale e centro di cura. 
Ecco i dettagli principali sulla sua funzione storica:
  • L’Ospedaletto: Fondata nel 1188 per volere di Umberto III di Savoia, la struttura comprendeva un celebre “ospedaletto” (o xenodochio) dedicato all’accoglienza di pellegrini e malati che percorrevano la Via Francigena.
  • Specializzazione medica: I monaci Antoniani che la gestivano erano celebri per la cura del cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”. Con questo termine si indicavano all’epoca due diverse patologie: l’ergotismo (intossicazione da segale cornuta) e l’herpes zoster.
  • Metodi di cura: Per lenire le piaghe dei malati, i religiosi utilizzavano il grasso di maiale, motivo per cui il santo è spesso raffigurato con un maialino al seguito.
  • Passaggio all’Ordine Mauriziano: Nel 1731, la Precettoria passò all’Ordine Mauriziano; da quel momento l’attività ospedaliera cessò progressivamente e il complesso divenne prevalentemente un centro agricolo.

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