Si è concluso la scorsa settimana il corposo e innovativo progetto didattico “Ranverso a scuola:
Si è concluso la scorsa settimana il corposo e innovativo progetto didattico “Ranverso a scuola:
SCUOLA E TERRITORIO
Buttigliera: a Ranverso tra memoria e arte
I bimbi della Carlo Collodi hanno adottato l’antico monumento
12 Giugno 2026 – 00:04

Si è concluso la scorsa settimana il corposo e innovativo progetto didattico “Ranverso a scuola: un ponte di memoria e arte” che ha coinvolto le classi della scuola primaria Carlo Collodi, curato da Serena Fumero del Servizio per la Didattica e la Valorizzazione della Precettoria di S.Antonio di Ranverso della Fondazione Ordine Mauriziano. L’iniziativa ha preso le mosse dalla valorizzazione e la conoscenza del già esistente “Museo scolastico” della scuola Collodi di Ferriera: da questa preziosa realtà locale è scaturita l’idea di un’autentica “adozione” del monumento simbolo del gotico piemontese da parte degli alunni del plesso scolastico.
Inteso non solo come bene artistico da ammirare passivamente, ma come luogo vivo, custode di memoria, storia e identità locale, il complesso di Ranverso è diventato il nucleo pulsante di un percorso di educazione permanente alla tutela dei beni storici, artistici e ambientali. Il progetto si è sviluppato con successo lungo due direttrici speculari ed interconnesse, come suggerito dallo stesso titolo dell’iniziativa.
Da Ranverso alla scuola: «Questa prima fase ha inteso trasferire l’idea stessa di museo all’interno delle aule scolastiche, stimolando nei giovanissimi il concetto critico di museologia, portando all’ampliamento e alla catalogazione di una porzione speciale del “Museo scolastico”, interamente dedicata alla precettoria, tradottasi fisicamente in uno spazio espositivo/-armadio in cui verrà ordinato il materiale – spiegano gli organizzatori – Di fondamentale importanza è stata la ricerca sulle fonti: da un lato la memoria orale, con la raccolta di testimonianze, registrazioni, lettere e storie popolari sul vissuto di Sant’Antonio di Ranverso; dall’altro lato la memoria per immagini: una ricca raccolta di fotografie del secolo scorso, cartoline, poster storici e ricordi legati ai matrimoni che tradizionalmente venivano celebrati all’interno della precettoria».
Dalla Scuola a Ranverso: «La seconda direttrice ha visto invece la scuola muoversi attivamente verso il monumento. Dopo le prime e fondamentali visite guidate effettuate dalle classi tra ottobre e novembre scorsi, gli studenti si sono immersi in laboratori di manufatti e progetti grafici, analizzando lo studio delle terrecotte, le simbologie murarie, gli elementi vegetali, le storie dei santi dipinti e le antiche rotte dei pellegrini lungo la Via Francigena». Giovedì scorso si è quindi tenuto l’evento conclusivo di restituzione del progetto con la presentazione dei laboratori didattici al pubblico e alla comunità mostrando l’incredibile creatività e l’impegno metodologico dei ragazzi, capaci di tradurre la storia medievale in formati moderni e interattivi.
Vari i “prodotti” dei ragazzi. Come il “Gioco del maiale”, un gioco di società progettato interamente dai ragazzi sulla falsa riga del classico gioco dell’oca. Il tabellone è animato da regole, imprevisti e sfide legati a doppia mandata alla storia, ai miti e alle vicende della precettoria di Ranverso. Poi “Le formelle in terracotta”, un laboratorio plastico e manuale curato dai più piccoli, che si sono improvvisati maestri artigiani realizzando formelle in terracotta direttamente ispirate ai motivi decorativi e alle storiche terrecotte presenti sulla facciata del monumento.
“Indagine e territorio” è una vera e propria azione di ricerca sociologica che ha previsto un questionario e una ricognizione sul territorio per misurare e analizzare il reale grado di conoscenza e di familiarità che la popolazione locale ha con il complesso di Ranverso. Infine, l’Erbario e il censimento: un meticoloso lavoro di studio della biodiversità locale e dell’iconografia sacra, che ha portato alla creazione di un erbario con il censimento dettagliato delle specie vegetali tipiche del luogo. «Con la giornata di oggi, si chiude un cerchio didattico straordinario, capace di dimostrare come la storia antica e il patrimonio locale non siano concetti polverosi, ma materia viva in grado di stimolare la cittadinanza attiva fin dai primi anni di scuola. Un grazie infinito va alle insegnanti e alla dirigente», conclude Fumero.
Su Luna Nuova di venerdì 12 giugno 2026
