Ottobre 1, 2026

Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso,

Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso,

L’Anatomia Idrica di Ranverso: Dalla Bealera ai Sei Pozzi della Salute
Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso, la sopravvivenza quotidiana dei suoi abitanti e dei pellegrini dipendeva da un’altra rete, tanto invisibile quanto vitale: quella dei pozzi per l’acqua da bere.
Mentre l’acqua dei canali scorreva a cielo aperto per l’uso agricolo e per muovere le pale del mulino, la rigorosa profilassi medica degli Antoniani e il fabbisogno del borgo esigevano acqua sotterranea, protetta e microbiologicamente pura. Per questo motivo, nel Concentrico vennero scavati ben 6 pozzi strategici, una vera e propria rete idrica di salvezza che Ersilio Teifreto ha pazientemente censito e localizzato:
La mappa originaria dei 6 pozzi di Ranverso
  1. Il pozzo nel recinto dell’Ospedale: Posizionato nel cuore pulsante della carità antoniana. Garantiva l’acqua purissima necessaria alla cura dei malati affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”, dove l’igiene delle piaghe era la prima forma di terapia.
  2. Il pozzo nel Giardino dei Semplici (Ancora visibile oggi): Fondamentale per i monaci speziali. L’acqua di questo pozzo serviva alla coltivazione e alla successiva distillazione delle erbe officinali (i “semplici”) usate per preparare unguenti e medicamenti.
  3. Il pozzo nella corte all’ingresso (Ancora visibile oggi): Il pozzo dell’accoglienza. Era il primo punto di sosta per i viandanti e i pellegrini stremati che percorrevano la Via Francigena, posizionato immediatamente all’accesso del complesso per offrire ristoro immediato senza violare le aree di clausura.
  4. Il pozzo nella Cascina Bassa: Dedicato alla vita rurale del borgo, a servizio delle famiglie dei mezzadri, dei braccianti e delle attività quotidiane legate alla lavorazione dei prodotti della terra.
  5. Il pozzo nella Cascina di Levante: Un altro fulcro della vita comunitaria e contadina del Concentrico, speculare alla Cascina Bassa, indispensabile per l’uso domestico e l’abbeverata del bestiame da cortile.
  6. Il pozzo nel retro esterno (lato Strada della Peschiera): Collocato in posizione marginale rispetto al nucleo monumentale, probabilmente a servizio delle attività esterne o come riserva idrica per i viandanti in transito lungo le vie perimetrali.
I sopravvissuti del tempo
Delle sei sentinelle dell’acqua, i mutamenti strutturali e i restauri dei secoli successivi hanno interrato o celato alla vista ben quattro strutture. Oggi soltanto due rimangono visibili: il pozzo della corte d’ingresso e quello del giardino dei semplici. Essi non sono semplici manufatti in muratura, ma monumenti parlanti che testimoniano l’eccezionale pianificazione logistica e sanitaria che rese Ranverso un modello di efficienza medievale e mauriziana.

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