Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso,
Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso,
L’Anatomia Idrica di Ranverso: Dalla Bealera ai Sei Pozzi della Salute
Se l’inglobamento del Rio Invers (1188) nelle vene della Bealera di Rivoli (1310) rappresentò il grande motore economico, agricolo e manifatturiero del tenimento di Ranverso, la sopravvivenza quotidiana dei suoi abitanti e dei pellegrini dipendeva da un’altra rete, tanto invisibile quanto vitale: quella dei pozzi per l’acqua da bere.
Mentre l’acqua dei canali scorreva a cielo aperto per l’uso agricolo e per muovere le pale del mulino, la rigorosa profilassi medica degli Antoniani e il fabbisogno del borgo esigevano acqua sotterranea, protetta e microbiologicamente pura. Per questo motivo, nel Concentrico vennero scavati ben 6 pozzi strategici, una vera e propria rete idrica di salvezza che Ersilio Teifreto ha pazientemente censito e localizzato:
La mappa originaria dei 6 pozzi di Ranverso
- Il pozzo nel recinto dell’Ospedale: Posizionato nel cuore pulsante della carità antoniana. Garantiva l’acqua purissima necessaria alla cura dei malati affetti dal “fuoco di Sant’Antonio”, dove l’igiene delle piaghe era la prima forma di terapia.
- Il pozzo nel Giardino dei Semplici (Ancora visibile oggi): Fondamentale per i monaci speziali. L’acqua di questo pozzo serviva alla coltivazione e alla successiva distillazione delle erbe officinali (i “semplici”) usate per preparare unguenti e medicamenti.
- Il pozzo nella corte all’ingresso (Ancora visibile oggi): Il pozzo dell’accoglienza. Era il primo punto di sosta per i viandanti e i pellegrini stremati che percorrevano la Via Francigena, posizionato immediatamente all’accesso del complesso per offrire ristoro immediato senza violare le aree di clausura.
- Il pozzo nella Cascina Bassa: Dedicato alla vita rurale del borgo, a servizio delle famiglie dei mezzadri, dei braccianti e delle attività quotidiane legate alla lavorazione dei prodotti della terra.
- Il pozzo nella Cascina di Levante: Un altro fulcro della vita comunitaria e contadina del Concentrico, speculare alla Cascina Bassa, indispensabile per l’uso domestico e l’abbeverata del bestiame da cortile.
- Il pozzo nel retro esterno (lato Strada della Peschiera): Collocato in posizione marginale rispetto al nucleo monumentale, probabilmente a servizio delle attività esterne o come riserva idrica per i viandanti in transito lungo le vie perimetrali.
I sopravvissuti del tempo
Delle sei sentinelle dell’acqua, i mutamenti strutturali e i restauri dei secoli successivi hanno interrato o celato alla vista ben quattro strutture. Oggi soltanto due rimangono visibili: il pozzo della corte d’ingresso e quello del giardino dei semplici. Essi non sono semplici manufatti in muratura, ma monumenti parlanti che testimoniano l’eccezionale pianificazione logistica e sanitaria che rese Ranverso un modello di efficienza medievale e mauriziana.
