Giugno 12, 2021

Scopi e modi del viaggio sulla via francigena pellegrini, mercanti e frati ospedalieri Antoniani.

Scopi e modi del viaggio sulla via francigena pellegrini, mercanti e frati ospedalieri Antoniani.

Scopi  e   modi del viaggio

Le uniche persone che nel Medioevo si avventurarono in terre sconosciute furono i missionari, i pellegrini e i mercanti. Gli scopi per cui la gente viaggiava variavano a seconda della classe sociale e dell’età del viaggiatore. L’uomo medievale viaggiava allo scopo di arricchirsi e di trovare gloria. Il giovane invece viaggiava per farsi largo nella società. I poveri cercavano soldi e quindi un lavoro, mentre i nobili viaggiavano per formarsi culturalmente, gli artigiani e i contadini per imparare un mestiere o per trovare lavoro, infine gli studenti per studiare. Quando finiva la giovinezza e quindi si arrivava alla maturità i viaggi non finivano, ma il loro scopo variava: i mercanti del XIII secolo viaggiavano cercando nuove vie commerciali, i professori lavoravano nelle università passando per diversi centri di studio, infine i sovrani viaggiavano per controllare i  possedimenti nei loro regni.

Nel mondo antico e nel Medioevo viaggiare era molto difficile: le vie di comunicazione terrestri erano insicure e alle volte sconosciute a causa di salati pedaggi nei posti di frontiera, dei briganti che infestavano le strade e di deviazioni non segnalate oppure per condizioni climatiche avverse, come per esempio piogge e tempeste,  o ancora per la presenza di deserti e paludi. Le vie di comunicazione via mare erano addirittura peggiori; infatti erano perlopiù sconosciute e avvolte dal mistero.

Le vie di comunicazione più usate erano le strade perché grazie al grande lavoro compiuto durante l’Impero Romano all’inizio del Medioevo si trovavano in gran numero ed in buono stato. Col passare del tempo, però, vista la difficoltà di manutenzione e la profonda disorganizzazione e divisione politica del Medioevo, le strade vennero abbandonate e lasciate a se stesse, per cui si deteriorarono. Solamente dopo il XII secolo si ebbe, grazie a una rinascita culturale e politica, una riorganizzazione delle strade con percorsi semplificati e indicati da cartelli o da paracarri.  

Anche i fiumi restarono inutilizzati per buona parte del Medioevo e solamente dopo il XIII secolo si ebbe una riscoperta di essi come utili vie di comunicazione.

I principali mezzi di trasporto dell’epoca erano diversi a seconda delle possibilità e delle necessità dei viaggiatori. I più poveri si spostavano a piedi compiendo naturalmente distanze brevi; per distanze maggiori chi se lo poteva permettere utilizzava i cavalli o le carrozze. Infine alle volte per particolari impegni si utilizzava il battello.  

Il terzo ambiente in cui troviamo i viaggiatori è il mare. Esso, a differenza delle strade, non venne praticamene sfruttato per lungo tempo perché suscitava nelle persone paura, angoscia e ripugnanza. Questo senso di ripugnanza era causato dal timore dell’ignoto; infatti la gente non sapeva cosa c’era al di là delle Colonne d’Ercole. Su questo fatto si svilupparono diverse leggende fantastiche che narravano di mostri malvagi e spaventosi che infestavano l’oceano e di strapiombi di centinaia di metri. Queste leggende erano perlopiù frutto della fantasia ma avevano anche dei fondamenti reali. L’oceano infatti era teatro di diversi fenomeni atmosferici come le tempeste o i cicloni; inoltre i mari erano infestati dai pirati, persone perfide, assetate di sangue e senza scrupoli.

Il viaggiatore del tempo si spostava quindi preferibilmente su strada e il viaggio durava diversi giorni data la lentezza dei mezzi a disposizione. Era quindi necessario per lui trovare una sistemazione dove poter fermarsi la notte. I punti di ristoro erano diversi e la loro scelta dipendeva dalla classe sociale a cui appartenevano i viandanti: re e  nobili alloggiavano in palazzi, i più poveri invece nei monasteri.

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