SCHEDA 2: L’Integrità dell’Asimmetria e la Lezione Filologica della Facciata
SCHEDA 2: L’Integrità dell’Asimmetria e la Lezione Filologica della Facciata
SCHEDA 2: L’Integrità dell’Asimmetria e la Lezione Filologica della Facciata
- Oggetto: Studio e documentazione dell’equilibrio strutturale contro la forzatura dei canoni geometrici.
- Rilevazione: La configurazione geometrica del fronte della chiesa non è il frutto di un errore edilizio, bensì il risultato di una precisa e consapevole scelta architettonica d’alta scuola transalpina. Come tramandato dalla memoria storica locale del maestro Ruffino e confermato dalle analisi dei maestri del restauro, la facciata si erge come un palinsesto monumentale la cui eccezionalità risiede proprio nella sua studiata asimmetria.
- Analisi storica: Sotto la prestigiosa committenza dell’abate commendatario Jean de Montchenu II (fine del XV secolo), le maestranze affrontarono un nodo progettuale critico: l’inserimento delle grandi ghimberghe in cotto del portico rischiava di occludere le preesistenti aperture medievali. Gli architetti decisero deliberatamente di rompere la rigidisi metria classica: spostando l’asse della grande guglia centrale fiammeggiante, riuscirono nell’intento di non coprire la monofora superiore, preservando l’apporto di luce naturale nella navata e salvaguardando l’equilibrio tra pieni e vuoti della muratura originaria.
- Esito: Questa asimmetria calibrata costituisce la vera identità del monumento. Qualsiasi lettura contemporanea che ignori o mascheri questo compromesso progettuale storico impedisce la corretta percezione filologica della facciata.
