Aprile 23, 2021

Francesco Esposito convince Carlo Levi a visitare il suo paese natio San Costantino Albanese dove su un muro lascio l’ultimo suo dipinto.

Francesco Esposito convince Carlo Levi a visitare il suo paese natio San Costantino Albanese dove su un muro lascio l’ultimo suo dipinto.

Il 9 dicembre 1974 Carlo Levi, accompagnato da Francesco Esposito, nostro compaesano, fa visita alla nostra Comunità. Francesco Esposito è un amico del Maestro e nel suo laboratorio litografico di Torino sono state stampate le sette litografie ispirate al libro “Cristo si è fermato ad Eboli”.

Dopo una serata di festa organizzata in suo onore dalla comunità, il Maestro volle lasciare un ricordo della sua visita, un murales, quella che sarebbe stata la sua ultima opera, proprio in Basilicata, terra che l’aveva ospitato e che lui aveva tanto amata. Il 4 gennaio 1975 Levi si spegneva in una clinica romana, a neanche un mese dalla sua ultima visita in Basilicata.

Carlo levi

Un disegno schizzato di getto su una parete del locale dove si svolgeva la festa. Gli attrezzi: alcuni pastelli trovati in una casa vicina e il carbone, tirato fuori dal camino dove si stava arrostendo la carne.

Erano presenti alcuni ragazzi vestiti con l’abito tradizionale arbëresh. Levi, colpito dai loro volti e dai preziosi abiti tradizionali che indossavano, li immortalò su quella parete, dove ancora oggi l’opera è ben conservata nonostante il passare inesorabile degli anni.

L’ultima opera, quella meno nota al grande pubblico ma forse la più importante perché offerta col cuore ad una comunità in un momento di gioia e di allegria e condivisa con amici, che lo avevano sempre stimato ed apprezzato.

Un regalo alla nostra comunità in ricordo del suo passaggio e di quella serata trascorsa in allegria intonando musiche e canti della nostra tradizione.

L’Università di Mosca Docente Olga Derzhavina e membro del Museo Dante Alighieri di Mosca in visita a Ranverso, accompagnati da Francesco Esposito Presidente di EuroArte e Litografo di Carlo Levi e Ersilio Teifreto A.S.A.R amici di San Antonio Abate di Ranverso.

Proprio ad Aliano il regime fascista condannò al confino Carlo Levi, autore del celebre romanzo “Cristo si è fermato a Eboli”. Qui Levi scrisse il suo capolavoro e si innamorò di questo paesino al punto da voler essere seppellito in loco “tra i suoi contadini”.

“Adesso ti riporto a casa”. A pensarci adesso, sembra strano anche a lui che quella frase l’avesse rivolta, nel chiuso di un’auto, a un quadro.  Era un dipinto di Carlo Levi“Antonio, Peppino e il cane Barone” che oggi si trova esposta agli Uffizi (nella galleria di Palazzo Pitti) a Firenze. Ci resterà fino a metà agosto, insieme ad altre opere  dello scrittore e artista torinese, per una mini mostra inaugurata in concomitanza con la giornata della Memoria.

Quella frase l’aveva pronunciata, pochi anni fa, Vincenzo Ferrara, pittore, gallerista, collezionista e mercante d’arte, di Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza. Ed è diventata una filosofia di vita, per lui. Non solo Levi: il suo obiettivo, portato avanti negli anni, è quello di riportare in Basilicata le opere dei suoi figli artisti più prestigiosi. Una passione, quella dell’arte esplosa fin da bambino. Complice un fratello più grande che lo portava nei musei, a visitare le gallerie e le mostre. E poi l’incontro, a Torino, dov’era emigrato negli anni Settanta, con Francesco Esposito, l’uomo che convinse Carlo Levi a raccontare il suo “Cristo s’è fermato a Eboli” attraverso preziose litografie. 

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