Dicembre 9, 2023

.Restituzione virtuale con ricomposizione dell’opera

.Restituzione virtuale con ricomposizione dell’opera

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  1. Il `frammento architettonico’: limiti e finalità della reintegrazione fra restauro, ricomposizione materiale e restituzione virtuale.

Submitted by Anonimo (not verified) on Wed, 13/04/2022 – 12:06

Nome e qualifica del proponente del progetto: 

sb_p_1989228

Anno: 

2020

Abstract: 

La ricerca ha come oggetto la ripresa e la definizione del concetto di frammento di architetture del passato e dei criteri della loro ricollocazione, rimontaggio e reintegrazione nel restauro del patrimonio culturale. L’importanza e la novità del tema di ricerca proposto nascono dalla necessaria messa in discussione della concezione e degli esiti operativi sui frammenti e resti di antiche strutture architettoniche, alla luce dei più recenti sviluppi nel campo estetico, delle tecniche e della rappresentazione virtuale di oggetti, opere o parti di opere perdute. Oggi, richieste della contemporaneità si concentrano, da una parte, sulla necessità di ricostruire operando sui resti di edifici distrutti da eventi catastrofici, antropici e naturali e, dall’altra, sulla risposta alle esigenze della conservazione e della valorizzazione culturale offerte ora dal vorticoso sviluppo tecnologico che, con sempre maggiore frequenza, dà luogo a restituzioni virtuali, troppo spesso identificate, erroneamente, come parte dell’operatività propria del restauro (cd. `restauro virtuale’). L’analisi di alcuni casi di reintegrazione di opere in frammenti sarà d’aiuto e sostegno allo svolgimento dello studio comprendendo anche alcuni casi di ricomposizione di frammenti tramite anastilosi diretta e indiretta, un particolare tipo di ricomposizione e reintegrazione dei frammenti architettonici, analizzata con esempi appartenenti a progetti di restauro del passato e contemporanei. Obiettivo della ricerca è dunque l’ampliamento di una conoscenza approfondita del pensiero contemporaneo, anche filosofico ed estetico, sul tema del frammento e della ‘unità potenziale’ dell’opera, anche se mutilata, analizzato attraverso una disamina delle posizioni odierne nel campo della psicologia dell’arte, in quello della realtà architettonica considerata nel suo rapporto fra materia, forma e memoria, nel singolo frammento, e nel confronto con approcci di altra natura, come quello cognitivista.

ERC: 

SH5_8

SH5_7

SH5_6

Componenti gruppo di ricerca: 

sb_cp_is_2522228

sb_cp_is_2513084

sb_cp_is_2603025

sb_cp_is_2537610

sb_cp_es_336290

Innovatività: 

Come detto in precedenza, l’innovatività della ricerca proposta consiste principalmente nell’aggiornamento della riflessione e in una parziale inversione della prospettiva d’indagine. Si tratta di riportare il pensiero e il confronto dialettico interno al restauro, quale attività mirante a conservare l’autenticità materiale di un’opera, anche mutila o in frammenti, mediante un processo filologico, dal tema dell’operatività (reintegrazione, anastilosi, ricostruzione) a quello della realtà esistenziale del frammento nei confronti del tutto costituito dall’opera architettonica (comprendendo in questa anche le strutture archeologiche) intesa come unità. La potenzialità di questo tema nell’avanzamento delle conoscenze in materia è ritenuta di grande impatto anche in considerazione del fatto che, dopo la lucida elaborazione di Brandi sul tema del frammento e dell’unità potenziale dell’opera d’arte e le successive, importanti riflessioni, fra gli altri, di G. Carbonara, P. Philippot, P. Fancelli, il tema della reintegrazione delle opere mutile e dei frammenti è stato affrontato soprattutto per gli aspetti operativi e pratici, considerando il tema concettuale quasi troppo ovvio da sviluppare. Alla luce delle recenti conquiste nella rappresentazione virtuale e dello sviluppo dei processi di elaborazione con il supporto di sistemi interattivi e informatici, è nata l’esigenza di aggiornare i criteri e la riflessione sul restauro in riferimento ad alcune definizioni di categorie di beni ed ai più aggiornati sistemi di rappresentazione e restituzione virtuale della realtà architettonica; una valutazione che riguarderà anche l’impatto che tali restituzioni avranno sulla consistenza materiale e formale delle opere reali e sulle loro parti, quando mutile o in frammenti e sul rapporto fra `materiale’ e `immateriale’.
Si partirà dalla definizione UNESCO 2003 sul patrimonio `immateriale’ come `continuamente ricreato dalle varie comunità’, quindi come realtà non radicalmente contrapposta ma, comunque, diversa da quello `materiale’, formulato (specialmente quando si tratti delle arti figurative, come l’architettura o la pittura) una volta per tutte e, per questo, pur se fisicamente più consistente, in realtà più fragile ed a rischio. Ne risulta confermata la necessità di lavorare su entrambi `simbioticamente’, come detto, anche utilizzando gli strumenti del `virtuale’ come elementi di confronto e, alle volte, di utile raccordo fra le due realtà. Si conta di avviare una riflessione guidata dalla ricerca della naturale complementarità fra visioni, nella convinzione e conferma di base che, per definizione, il restauro si esercita sulla materia dell’opera (Brandi) ed è atto critico non verbale, ma che si realizza nel linguaggio stesso dell’opera da restaurare (Philippot), cioè facendo architettura nel restauro architettonico, pittura in quello pittorico ecc.

Ci si attende di raggiungere, oltre ad una sistematizzazione di casi ed esempi significativi dei diversi modi di operare nelle reintegrazioni, una verifica e un aggiornamento dei termini e dei concetti su casi concreti desunti dal passato o da tempi più vicini; casi nei quali la reintegrazione del resto mutilo, del frammento, sia realizzata risalendo in modo coerente all’unità dell¿opera. Ci si muoverà, quindi, dall’anastilosi diretta e indiretta alla ricostruzione, col supporto, nei casi più recenti, della restituzione virtuale, che potrà essere di sostegno alla lettura, ma mai potrà sostituirsi al restauro sulla materia dell’opera architettonica. Si cercherà dunque di selezionare esempi di frammenti e di testi architettonici mutili o nello stato di rudere reintegrati in coerenza con l’interpretazione storica “nelle loro esatte consistenza e configurazione” (P. Fancelli, La restituzione grafica: note di filologia architettonica, “Ricerche di Storia dell’Arte”, 1986, 27, pp. 53-69, in particolare p. 53). Di questi casi, coerenti per riferimento ai processi d’indagine filologica architettonica nel ripercorrere le fasi di formazione dell’opera, saranno messi in evidenza il processo di restituzione/ricostruzione e la ricostituzione critica del testo in vista dell’intervento di restauro. Tutto ciò con l’obiettivo di contribuire ad un chiarimento concettuale e ad un aggiornamento dei termini di confronto e dei criteri di riferimento per il restauro contemporaneo anche in relazione, come indicato nello stesso titolo della proposta, alla restituzione virtuale. Un contributo che si ritiene necessario soprattutto per le esigenze contemporanee legate alla conservazione e valorizzazione delle aree e dei monumenti archeologici (anche in una moderna prospettiva di più ampia comunicazione e condivisione culturale, estesa ad una più vasta gamma di cittadini e fruitori, non necessariamente forniti di conoscenze specifiche) ed alla ricostruzione di edifici e insediamenti storici a seguito di eventi catastrofici.

Codice Bando: 

1989228

Keywords: 

TEORIA, CRITICA E STORIA DEL RESTAURO

STORIA DELLE TECNICHE COSTRUTTIVE

CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI

ARCHITETTURA

ARCHEOLOGIA

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