RELAZIONE CONSUNTIVA E PROGRAMMATICA: EDIZIONE 2026 La Festa di Sant’Antonio di Ranverso – Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese
RELAZIONE CONSUNTIVA E PROGRAMMATICA: EDIZIONE 2026 La Festa di Sant’Antonio di Ranverso – Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese
RELAZIONE CONSUNTIVA E PROGRAMMATICA: EDIZIONE 2026
La Festa di Sant’Antonio di Ranverso – Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese
A cura del Promotore del Ripristino Ersilio Teifreto, sulla scia del progetto originale di Don Italo Ruffino
A cura del Promotore del Ripristino Ersilio Teifreto, sulla scia del progetto originale di Don Italo Ruffino
Lo Spirito delle Origini: Il Principio della “Punta di Piedi”
L’edizione svoltasi Domenica 18 Gennaio 2026 presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso impone un profondo esame di coscienza sull’evoluzione di questo rito, nato dal progetto di ripristino ideato nel 2006 e avviato sul campo nel 2007. Fin dalla prima edizione, Mons. Italo Ruffino indicava la strada maestra con parole cariche di saggezza: «Iniziamo a punta di piedi, rispettando gli spazi e il luogo di Ranverso. Non ti aspettare quello che fate voi a Novoli». Non servivano spettacolarizzazioni; la forza di Ranverso risiedeva nel silenzio, nella spiritualità e nella coralità di un’intera cittadinanza.
L’edizione svoltasi Domenica 18 Gennaio 2026 presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso impone un profondo esame di coscienza sull’evoluzione di questo rito, nato dal progetto di ripristino ideato nel 2006 e avviato sul campo nel 2007. Fin dalla prima edizione, Mons. Italo Ruffino indicava la strada maestra con parole cariche di saggezza: «Iniziamo a punta di piedi, rispettando gli spazi e il luogo di Ranverso. Non ti aspettare quello che fate voi a Novoli». Non servivano spettacolarizzazioni; la forza di Ranverso risiedeva nel silenzio, nella spiritualità e nella coralità di un’intera cittadinanza.
Il Confronto Storico dei Manifesti (2007-2014 vs 2026) e il Nodo dell’Iconografia
La documentazione d’archivio evidenzia in modo incontrovertibile la deriva e lo stallo subiti dall’evento, specialmente a seguito della dolorosa scomparsa di Don Italo Ruffino avvenuta nel 2015.
La documentazione d’archivio evidenzia in modo incontrovertibile la deriva e lo stallo subiti dall’evento, specialmente a seguito della dolorosa scomparsa di Don Italo Ruffino avvenuta nel 2015.
- La locandina del 2014 e la volontà del Maestro: Nell’edizione del 2014, l’ultima guidata dalla presenza religiosa del Maestro, sul manifesto compariva un’icona sacra, ma si trattava di una statua tradizionale di serie [GCA]. Questo accadeva perché la splendida e autentica statua lignea di fine ‘400 di Ranverso versava già allora in gravi condizioni di degrado. Don Ruffino insisteva fortemente sulla necessità di valorizzare e restaurare il simulacro originale quattrocentesco, affinché la festa potesse finalmente fregiarsi dell’opera d’arte identitaria del proprio sito, anziché dover ricorrere a immagini industriali e standardizzate [GCA]. Nonostante i limiti iconografici imposti dallo stato del patrimonio, la festa manteneva il rigore di tre soli loghi istituzionali (I due Comuni e il Mauriziano) e un pranzo accennato in una sola riga cortese.
- La deriva del 2026: Scomparsa l’autorità di Don Ruffino, la gestione attuale ha totalmente abbandonato l’istanza del restauro e della valorizzazione voluta dal Maestro. Nella locandina del 2026 l’immagine del Santo è stata completamente cancellata per fare spazio a un pranzo commerciale da 40 euro a persona, mentre i loghi istituzionali si sono “ammucchiati” per dare spazio a sigle di categoria [GCA]. Questo scollamento e la mancanza di una visione artistico-spirituale spiegano la freddezza verso il riconoscimento ottenuto dall’ICPI, che richiama la festa alla sua vera natura di bene immateriale collettivo e non di prerogativa commerciale.
Spunti di Riflessione per il Futuro
- Costituzione del Comitato Festa e della Diocesi: Si rende indispensabile l’istituzione di un Comitato Festa paritetico che coinvolga formalmente l’Arcidiocesi di Torino, ristabilendo la presenza religiosa ed eliminando le gestioni improvvisate dell’ultima ora, per rimettere al centro il progetto spirituale di Don Ruffino e il restauro della statua del ‘400.
- Apertura e Dinamismo Spaziale: È necessario liberare il piazzale dalla presenza statica e inanimata di troppi trattori (sarebbe sufficiente un solo mezzo come nobile simbolo rurale), restituendo lo spazio alle associazioni del territorio per animare l’intera giornata. La festa deve tornare a essere dei cittadini di Buttigliera, Rosta e Ferriera, garantendo anche l’accesso libero alla Chiesa nel pomeriggio per la preghiera e il ringraziamento delle grazie ricevute.
Conclusioni
Custodire questa festa significa difendere il progetto originale del 2006. Questa relazione intende riaffermare, con rispetto ma con assoluta fermezza documentale, che il Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese di Ranverso appartiene alla sua comunità di devoti e alla tutela delle sue reali ricchezze artistiche, e non alle sole logiche di un pranzo di mezzogiorno [GCA].
Custodire questa festa significa difendere il progetto originale del 2006. Questa relazione intende riaffermare, con rispetto ma con assoluta fermezza documentale, che il Patrimonio Culturale Immateriale Piemontese di Ranverso appartiene alla sua comunità di devoti e alla tutela delle sue reali ricchezze artistiche, e non alle sole logiche di un pranzo di mezzogiorno [GCA].
