Ottobre 13, 2021

Rappresentanza del BORGO di RANVERSO sabato 23 ottobre a Roma, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

Rappresentanza del BORGO di RANVERSO sabato 23 ottobre a Roma, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

Valorizzazione Feste Sant’Antonio Abate, Ranverso in Buttigliera Alta e Rosta presenti a Roma

Il Borgo speciale di Sant’Antonio di Ranverso parteciperà alla prima Giornata Nazionale Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate

giornata rete italiana valorizzazione feste sant'antonio abateRANVERSO – Ci sarà anche una Rappresentanza del BORGO di RANVERSO sabato 23 ottobre a Roma, presso la sede dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate.

È dello scorso mese di marzo la conclusione dell’iter al quale ha partecipato fattivamente anche La Comunità del Borgo di Ranverso rappresentata dal devoto volontario Ersilio Teifreto per la firma ufficiale del protocollo di intesa della “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate”.

La Rete, come un laboratorio culturale a tutto campo, opera nel campo della salvaguardia e della valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale immateriale, della promozione dei diritti culturali, della protezione e promozione della diversità delle espressioni culturali, portando a conoscenza delle comunità i principi della Convenzione UNESCO del 2003 e della Convenzione di Faro sul Valore del Patrimonio Culturale.

All’evento di sabato 23 ottobre a Roma, promosso dall’ICPI, saranno presenti le Comunità patrimoniali di Brindisi Montagna (Potenza), Calvello (Potenza), Campobasso, Cerami (Enna), Collelongo (L’Aquila), Fara Filiorum Petri (Chieti), Genzano di Lucania (Potenza), Macerata Campania (Caserta), Novara di Sicilia (Messina), Novoli (Lecce), Oppido Lucano (Potenza), Pedara (Catania), Ranverso (Torino), San Mauro Forte (Matera) e Trivigno (Potenza).

L’’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale offre il suo supporto alla Rete fin dalla sua costituzione, con l’obiettivo di definire con le comunità percorsi di crescita nella consapevolezza del valore di un patrimonio volatile come quello degli eventi festivi. Tutto ciò soprattutto con il fine ultimo di individuare le migliori pratiche di salvaguardia da adottare e individuare modalità di promozione e valorizzazione che possano avere ricadute positive sui territori.

Il Borgo Medievale di Sant’Antonio di Ranverso , oltre a essere stata una delle comunità patrimoniali che con la firma del protocollo d’intesa ha sancito la nascita della Rete, fa parte del coordinamento subnazionale, nazionale e internazionale della stessa.

L’incontro di sabato prossimo per la prima Giornata Nazionale della Rete Italiana delle Feste dedicate a Sant’Antonio Abate, rappresenterà un importante momento di confronto fra le Comunità devote a Sant’Antonio Abate, per la condivisione delle azioni di salvaguardia attuate nei vari territori. La Rete, infatti, è aperta all’inclusione di tutte le Comunità italiane che contribuiscono in modo attivo e consapevole alla salvaguardia e alla valorizzazione degli elementi che caratterizzano i festeggiamenti in onore del Santo eremita, ricordato nel Calendario dei Santi il 17 gennaio. Dal fuoco, al cibo di festa per poi passare alla musica primigenia eseguita dai bottari, sono tante le tradizioni legate al suo culto che nella loro unicità rappresentano una parte significativa del patrimonio culturale immateriale dell’Italia e del mondo intero.

La Rete ha anche un apposito sito internet, https://reteitaliana.santantuono.it/, nel qual vengono condivise e riportate le attività delle diverse comunità aderenti al progetto, e c’è spazio, inoltre, per un inventario online delle feste di Sant’Antonio Abate, costantemente aggiornato e implementato dai soggetti detentori e protagonisti del patrimonio vivente in linea con la Convenzione UNESCO del 2003 per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

Precettoria di SantAntonio di Ranverso Santa Messa del 17 gennaio

Festa di Sant’Antonio Abate a Ranverso (Rosta e Buttigliera Alta)

Il borgo di Ranverso in Rosta e Buttigliera Alta, con la sua primitiva chiesa, è senza indugi il luogo di culto a Sant’Antonio Abate più antico d’Italia.
Situata ai piedi della Valle di Susa e lungo il percorso della Via Francigena, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso venne fondata tra il 1180 ed il 1185 per volere del conte Umberto III di Savoia, che la fece costruire e la affidò all’Ordine Ospedaliero di S. Antonio di Vienne (Francia) come luogo di accoglienza per i pellegrini, ma soprattutto come ospedale per gli ammalati di fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster). L’intero complesso ha goduto nei secoli della protezione dei Savoia e alla soppressione dell’Ordine Antoniano, inglobato in quello di Malta nel 1775, passò all’Ordine Mauriziano, cui ancora oggi appartiene.
In Italia esiste una vera e propria venerazione per Sant’Antonio Abate, iniziando un legame con il nostro Paese: Antonio fu un eremita egiziano a cui si deve l’inizio del cosiddetto “monachesimo cristiano”, ovvero della scelta di passare la vita in solitudine per ricercare una comunione più intensa con Dio. Il culto di Sant’Antonio Abate in Piemonte ha trovato larga diffusione non solo in alcuni centri urbani, ma anche e soprattutto nell’ambiente delle valli alpine, delle campagne e sulle tante diramazioni delle vie francigene che dal Moncenisio e/o Monginevro scendevano a Susa e poi a Ranverso, dove i pellegrini trovavano ristoro e assistenza, diretti poi a Roma per proseguire verso Otranto, dove si imbarcavano per giungere alla Terra Santa di Gerusalemme.

Chiesa Abbaziale della Precettoria di Sant'Antonio di RanversoChiesa Abbaziale della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Nella Chiesa Abbaziale – primogenita della casa madre di Vienne -, dichiarata nel 1883 Monumento Nazionale e a cui i locali hanno dato l’appellativo di “Piccola Cappella Sistina della Valle di Susa”, è persistente il simbolo del Tau che richiama l’antico legame con l’Ordine Antoniano. Nell’edificio è possibile ammirare la Statua dedicata a Sant’Antonio Abate realizzata tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV, probabilmente in Francia, in legno dipinto di colore scuro: il Santo, che indossa l’abito dell’Ordine Antoniano, con la mano destra regge il bastone con la Tau, mentre nella sinistra tiene il libro con la regola dell’Ordine; ai piedi del Santo un maiale è rappresentato in dimensioni ridotte. L’abside conserva, inoltre, il pregevole Polittico con le sette bredelle che riportano la vita di Santo, realizzato dal pittore Defendente Ferrari nel 1531 su commissione della vicina città di Moncalieri (TO) come ex voto per il miracolo ottenuto da Sant’Antonio Abate per averli salvati dalla peste. Il presbiterio ospita sulla parete sinistra la “Madonna in trono e i Santi Giovanni Battista, Antonio Abate, Marta, Margherita, Nicola e Martino e i Profeti” di Giacomo Jaquerio; sulla parete destra, si trovano le “Storie di Sant’Antonio Abate e i contadini che offrono maiali a Sant’Antonio”.
Il 17 gennaio, in occasione della festa, presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso viene svolta la “benedizione degli animali e dei mezzi agricoli da lavoro contadino”, usanza ripristinata nel 2007, a cui si aggiunge la processione nelle vicinissime cascine dei contadini per la benedizione, dove nelle stalle è ben presente l’immagine del Santo. In precedenza il rito della benedizione si svolgeva presso le parrocchie di Rosta (TO) e di Buttigliera Alta (TO), il confine dove è situato il concentrico della Precettoria.
Nel corso della manifestazione vengono distribuiti dei piccoli pani benedetti a forma di animali, a cui segue il pranzo conclusivo della festa offerto dai coltivatori locali.
L’evento, fortemente sentito dalla popolazione locale, coinvolge ogni anno i parroci sia di Rosta che di Buttigliera Alta, le Amministrazioni Comunali, le Pro Loco e le Associazioni locali.

Precettoria di SantAntonio di Ranverso

A Ranverso si attende la visita della Casa Madre degli Antoniani

  • 10 Settembre 2022
  • News

Rosta e Buttigliera Alta in provincia di Torino, la Proloco locale, la Fondazione Mauriziano insieme al gruppo di devoti volontari A.S.A.R. Amici di Sant’Antonio Abate di Ranverso si preparano per dare il benvenuto alla Casa Madre della Motte Saint Didier nel Delfinato della Francia, attuale Comune Saint Antoine l’Abbaye, che rappresentata dall’Association Française des Amis des Antonins (AFAA) verranno in visita il 9 Ottobre 2022 alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Inizia, così, un percorso di valorizzazione della tradizione antoniana con l’intenzione di coinvolgere le due comunità unite da una fratellanza che risale all’origine dell’Ordine degli Ospedalieri Antoniani di Vienne nel 1100.

Tra gli Antoniani francesi in visita ci sarà lo storiografo Georges Frechet, insieme al presidente Christian Maurel. Ersilio Teifreto, devoto volontario e allievo del maestro monsignor Italo Ruffino che dopo la sua scomparsa riprese i contatti con l’AFAA, durante la visita a Ranverso sarà accompagnato dall’amico prof. Mauro Pecchenino, docente universitario in “Comunicazione d’Impresa integrata” e cultore appassionato della Precettoria.

«Siamo contenti di dialogare con gli amici di Saint Antoine L’Abbaye legati da sempre Ranverso. Due luoghi, i nostri, divisi dalle Alpi ma uniti nel DNA sin dalla nascita dell’Ordine Ospedaliero di Sant’Antonio Abate», questo il commento di Ersilio Teifreto, referente per la Festa di Sant’Antonio Abate a Rosta e Buttigliera Alta nella “Rete Italiana per la Salvaguardia e Valorizzazione delle Feste di Sant’Antonio Abate“, «il mio appello personale è al Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Laura Saccenti, che conduce la macchina organizzativa, al signor Graziano Ottonello presidente della Proloco e alle due Amministrazioni di Rosta e Buttigliera Alta, di preparare nel meglio un benvenuto ufficiale ai nostri costruttori». Ranverso, infatti, fu fondata tra il 1180 ed il 1185 per volere del conte Umberto III di Savoia, che donò i terreni affidandoli all’Ordine Ospedaliero di S. Antonio di Vienne (Francia), che costruirono il luogo di accoglienza per i pellegrini e soprattutto l’ospedale per gli ammalati di fuoco di Sant’Antonio.

Appuntamento, quindi, domenica 9 Ottobre 2022 alle ore 10 sul sagrato della Chiesa Precettoriale in Via Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta, per conoscerci e insieme rivolgere una preghiera al nostro patrono Sant’Antonio Abate.

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