Ranverso Umberto III di Savoia. Il suo nome deriva da “rivus inversus ” e da Sant’Antonio Abate da sempre dedicata la struttura.
Ranverso Umberto III di Savoia. Il suo nome deriva da “rivus inversus ” e da Sant’Antonio Abate da sempre dedicata la struttura.
La Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso è un complesso religioso e un centro di accoglienza per i malati fondato alla fine del XII secolo per iniziativa dei monaci Antoniani e con il volere di Umberto III di Savoia. Il suo nome deriva da “rio inverso” e da Sant’Antonio Abate, santo al quale è da sempre dedicata la struttura.
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Fondazione:
Il complesso risale alla fine del XII secolo ed è stato fondato dall’Ordine ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne.
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Dedica:
La struttura è sempre stata dedicata a Sant’Antonio Abate, a cui l’Ordine Antoniano prestava soccorso ai malati.
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Storia:
La Precettoria, originariamente un insediamento romanico, è stata ampliata nei secoli con interventi gotici, soprattutto tra il XII e il XV secolo, includendo una chiesa, un monastero e un ospedale.
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Localizzazione:
Sorge nel comune di Buttigliera Alta, in provincia di Torino, ai margini della Val di Susa, vicino a Torino e Avigliana.
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Ruolo storico:
Fin dalla sua origine, la Precettoria era un importante centro ospedaliero, fornendo rifugio e cure ai malati colpiti dal “Fuoco di Sant’Antonio”, e svolse un ruolo fondamentale di accoglienza lungo la Via Francigena.
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Stile gotico:
La Precettoria rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura gotica in Piemonte, con interventi che si susseguono dalla fine del XII al XV secolo.
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Affreschi:
L’interno della chiesa e delle cappelle ospita cicli di affreschi di Giacomo Jaquerio e Defendente Ferrari, capolavori dell’arte del Quattrocento.
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Polittico:
Un monumentale polittico di Defendente Ferrari arricchisce l’altare maggiore.
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Con la soppressione dell’Ordine Antoniano nel 1776, i beni di Ranverso furono trasferiti all’Ordine Mauriziano, che è ancora oggi il proprietario della struttura.
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Patrimonio:Il complesso è oggi una meta d’interesse culturale e turistico, visitabile grazie alla Fondazione Ordine Mauriziano.
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