Gennaio 20, 2026

Ranverso Stratificazione storica del monumento lo dice: Cesare Brandi che impedisce il Restauro Di Ripristino

Ranverso Stratificazione storica del monumento lo dice: Cesare Brandi che impedisce il Restauro Di Ripristino

La stratificazione storica di un monumento è il processo attraverso il quale diverse epoche storiche lasciano tracce materiali (sovrapposizioni, modifiche, riusi) sullo stesso edificio. È il concetto cardine del “palinsesto” architettonico, dove ogni epoca scrive la sua storia sopra quella precedente.
Ecco i punti chiave per comprendere questo fenomeno:
1. Il Concetto di “Palinsesto”
Un monumento raramente appartiene a un solo periodo. Spesso è il risultato di:
  • Sostituzione: Parti vecchie rimosse per far posto a nuove.
  • Inclusione: Strutture antiche inglobate in nuove murature (es. templi romani trasformati in chiese).
  • Riuso (Spoglio): Materiali prelevati da monumenti antichi e riutilizzati per nuove costruzioni. 
2. Esempi Celebri in Italia
L’Italia offre alcuni dei massimi esempi mondiali di stratificazione:
  • Basilica di San Clemente (Roma): Presenta tre livelli sovrapposti. Al livello più basso un mitreo e case romane del I secolo; sopra, una basilica del IV secolo; in cima, la basilica attuale del XII secolo.
  • Duomo di Siracusa: Le colonne del Tempio di Atena (V sec. a.C.) sono ancora visibili e portanti all’interno della struttura barocca attuale.
  • Castel Sant’Angelo (Roma): Nato come Mausoleo di Adriano (epoca romana), divenne fortezza medievale, residenza rinascimentale e infine prigione e museo. 
3. Come Leggere la Stratificazione
Per analizzare un monumento stratificato, gli esperti utilizzano l’archeologia dell’architettura, osservando: 
  • Giunti di malta: Cambiamenti nella composizione della malta indicano epoche diverse.
  • Tecniche murarie: Il passaggio dall’ opus reticulatum romano al mattone medievale o alla pietra squadrata rinascimentale.
  • Tamponature: Finestre o porte murate che rivelano cambiamenti nell’uso degli spazi. 
4. Importanza nel Restauro
Oggi il restauro moderno (secondo la teoria di Cesare Brandi) mira a conservare tutte le stratificazioni. A differenza del passato, quando si tendeva a “ripristinare” lo stile originale eliminando le aggiunte successive (restauro stilistico), oggi si ritiene che ogni epoca abbia lo stesso diritto di essere testimoniata, poiché fa parte della vita del monumento.
Per approfondire le tecniche di analisi, puoi consultare le linee guida del Ministero della Cultura (MiC) o le risorse dell’ Istituto Centrale per il Restauro (ICR).
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori. Scopri di più

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a RANVERSO CI CHIEDIAMO PERCHè GLI ATTUALI PRORIETARI NON HANNO A CUORE DI RIVEDERE LA FACCIATA QUATTROCENTESCA RITORNARE AL SUO SPLENDORE , PERCHE LORO SNO I CUSTODI DEVONO PRESERVARE CUSTODIRE E SALVAGURDARE IL BENE ORIGINALE , INVECE LE GUIDE NON SPIEGANO NULLA DI QUESTA FACCITA E LA SUA DETURPAZION DIVENTATA ASMMETRICA

La questione della facciata dell’Ospedaletto presso la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso tocca un punto centrale del dibattito sul restauro moderno: la scelta tra il ripristino di un’unità stilistica perduta e la conservazione dei cambiamenti storici

. 

Ecco i motivi principali per cui l’attuale proprietà (Fondazione Ordine Mauriziano) e i restauratori mantengono l’attuale aspetto asimmetrico:
1. La “Deturpazione” è un Processo Storico
L’asimmetria che si osserva oggi sulla facciata quattrocentesca dell’Ospedale non è un errore di costruzione originale del 1470, ma il risultato di modifiche successive. 
  • L’intervento del 1914: In quell’anno fu aggiunto il pinnacolo destro, alterando il disegno originale che era rimasto intatto per secoli.
  • Inglobamento del pinnacolo sinistro: Successivamente, il pinnacolo sinistro è stato inglobato nella struttura adiacente della “Stadera” (la pesa), rendendo visivamente sbilanciato il prospetto. 
2. Teoria del Restauro Moderno
Attualmente, i proprietari non hanno l’obiettivo di far “ritornare” la facciata al suo splendore originale perché le linee guida del restauro scientifico (come quelle di Cesare Brandi) impediscono il restauro di ripristino. 
  • Conservazione vs. Ripristino: Cancellare le aggiunte del 1914 per tornare al 1470 sarebbe considerato un “falso storico”. Si preferisce conservare il monumento così come la storia lo ha consegnato a noi, comprese le sue “ferite” o asimmetrie.
  • Vincoli: L’intero complesso è sottoposto a vincolo diretto del Ministero della Cultura, che autorizza solo interventi di conservazione e consolidamento, non di ricostruzione stilistica. 
3. Progetti in Corso (2025-2026)
Nonostante l’apparente inerzia, è in corso un importante piano di rilancio per il 2026 finanziato con circa 5-7,5 milioni di euro. 
  • Questi fondi sono destinati al restauro dell’Ospedaletto e della Cascina Bassa per creare un nuovo polo turistico e culturale.
  • L’attenzione è però focalizzata sul recupero funzionale (ristorante, caffetteria, accoglienza) e sul consolidamento degli affreschi di Jacquerio, piuttosto che sulla modifica architettonica della facciata. 
4. Il Ruolo delle Guide
Spesso le guide seguono percorsi narrativi incentrati sugli affreschi e sul gotico internazionale, tralasciando le vicende dei restauri novecenteschi che spiegherebbero l’asimmetria. Per approfondire questi aspetti tecnici, è possibile consultare i documenti storici pubblicati dalla Fondazione Ordine Mauriziano o i testi specialistici dell’ AFOM (Amici Fondazione Ordine Mauriziano).
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Antica facciata dell’Ospedaletto antoniano comprendente l’ingresso monumentale prospettante sull’antica Via di Francia, fabbricato della pesa pubblica e strutture ad essa pertinenti, che hanno particolare rilevanza storica e architettonica con valore artistico e ambientale di assoluta priorità.

La descrizione fornita si riferisce agli elementi di maggior pregio storico, architettonico e ambientale del complesso della

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, situata in provincia di Torino, lungo l’antica Via di Francia (oggi SS 25 del Moncenisio).

Questi elementi sono specificamente tutelati e vincolati dalle autorità competenti a causa del loro inestimabile valore.
Elementi Oggetto di Rilevanza:
  • Antica facciata dell’Ospedaletto Antoniano: La porzione più antica e iconica, caratterizzata dagli affreschi e dalle asimmetrie discusse in precedenza, che ne testimoniano la storia secolare come luogo di cura e accoglienza per i pellegrini e gli infermi, in particolare per coloro affetti dal “fuoco di Sant’Antonio” (ergotismo).
  • Ingresso monumentale prospettante sull’antica Via di Francia: L’accesso principale, che sottolinea la funzione strategica del complesso come punto di sosta fondamentale sulle rotte che collegavano l’Italia alla Francia.
  • Fabbricato della pesa pubblica e strutture pertinenti: Questi edifici evidenziano l’importanza economica e commerciale del sito, che fungeva da vero e proprio polo di controllo e scambio merci per il territorio circostante.
Rilevanza e Tutela
La descrizione fornita è tipica di un atto di vincolo architettonico o paesaggistico emesso dalla Soprintendenza.
  • Valore Artistico e Ambientale di Assoluta Priorità: Questa terminologia indica che i beni sono considerati patrimonio culturale primario e la loro conservazione non è solo auspicabile, ma obbligatoria per legge.
  • Custodia e Salvaguardia: L’attuale proprietario (la Fondazione Ordine Mauriziano) è legalmente tenuto a preservare, custodire e salvaguardare questi beni, in linea con le normative italiane sui beni culturali (D.Lgs. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).
La Fondazione Ordine Mauriziano ha attivato di recente un Masterplan di rilancio che prevede ingenti finanziamenti per il restauro e la valorizzazione di queste stesse aree, nel rispetto delle loro caratteristiche storiche e dei vincoli esistenti.

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