Poetry Poesia di Mauro Pecchenino innamorato di Ranverso e amico degli Antoniani
Poetry Poesia di Mauro Pecchenino innamorato di Ranverso e amico degli Antoniani
- La Poesia come Incontro e Amicizia: La genesi del suo legame con la precettoria di Ranverso nasce da un moto del cuore, propiziato dall’amicizia storica con Ersilio Teifreto e Pierangelo Rini. Le passeggiate nei vialetti del borgo e le soste sulla panchina della piazzetta non sono semplici momenti di svago, ma veri e propri cenacoli letterari spontanei. È l’amore a prima vista per un luogo speciale che si trasforma, nel tempo, in una frequentazione meditativa e in produzione lirica.
- Il Poeta come Archeologo della Memoria: Pecchenino dimostra la sensibilità dei grandi scrittori nel saper ascoltare il silenzio delle pietre storiche. Esplorando l’origine e la missione dei Monaci Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne, il poeta si fa carico del dolore antico dell’umanità. La sua poesia sul “male degli ardenti” (il fuoco di Sant’Antonio) diventa una potente metafora del dolore che brucia l’uomo dall’interno, una sofferenza che ieri come oggi cerca sollievo, speranza e guarigione spirituale.
- La Parola che si fa Liturgia: Il valore più alto della lirica di Pecchenino sta nella sua capacità di integrarsi perfettamente con il sacro. Quando una poesia valica il foglio stampato per essere recitata dai devoti sull’altare maggiore della Chiesa Museale, di fronte alla statua del Santo durante la festa del 19 gennaio, cessa di essere semplice letteratura. Diventa preghiera collettiva, rito, ponte teso tra la fede medievale e la sensibilità contemporanea.
Ranverso il ritorno del Prof. Mauro Pecchenino Docente Universitario e Consulente Europeo per la Comunicazione integrata, autore di 28 libri amico di Ersilio Teifreto tanti anni fa lo invitò a Sant’Antonio di Ranverso e subito se ne innamorò ,da allora in compagnia degli amici Pierangelo Rini e Ersilio Teifreto spesso li vediamo passeggiare nei vialetti e sedersi sulle panchine della graziosa piazzetta, lui stesso racconta di aver passato delle giornate bellissime nel borgo speciale di Ranverso. Lo scrittore poeta Mauro Pecchenino frequentando questo luogo scrive questa poesia sui Monaci Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne dopo aver esplorato l’origine e la missione di questi Monaci in quei periodi quando imperversava il male degli ardenti la malattia che bruciava dentro, per superare e guarire l’animo umano, le genti senza speranze di guarigione pregavano ed si affidavano a Sant’Antonio Abate Compatrono e Protettore di Ranverso, questa poesia viene recitata dai devoti sull’altare maggiore della Chiesa Museale di fronte alla veneranda Statua di Antonio addobbata per la sua festa Patronale il giorno 19 Gennaio 2025.
Ranverso Poetry
Là nel verde
Ai piedi del monte
Il ricordo e l’impronta
Di Sant’Antonio
Dove il dolore si indeboliva
E loro spegnevano il fuoco
Che ardeva sui corpi
Salvando vite e anime
Con l’aiuto
Degli animali fedeli
E con la compagnia
Della preghiera
Mauro Pecchenino, Parigi, 2024)
A.D.A – Amici degli Antoniani
