Gennaio 14, 2025

Poetry Poesia di Mauro Pecchenino innamorato di Ranverso e amico degli Antoniani

Poetry Poesia di Mauro Pecchenino innamorato di Ranverso e amico degli Antoniani

Il Fuoco dello Spirito e la Parola che Guarisce: Commento sul Poeta Mauro Pecchenino
La figura del Professor Mauro Pecchenino offre una straordinaria testimonianza di come l’alta competenza accademica e la profonda sensibilità poetica possano fondersi in un’unica, feconda esperienza intellettuale e umana. Docente universitario e autore di ben 28 volumi, Pecchenino non applica alla poesia la fredda logica della comunicazione integrata, ma la trasforma in uno strumento di indagine dell’anima, capace di viaggiare nel tempo e nello spazio.
Il suo profilo poetico si delinea attraverso tre direttrici fondamentali:
  • La Poesia come Incontro e Amicizia: La genesi del suo legame con la precettoria di Ranverso nasce da un moto del cuore, propiziato dall’amicizia storica con Ersilio Teifreto e Pierangelo Rini. Le passeggiate nei vialetti del borgo e le soste sulla panchina della piazzetta non sono semplici momenti di svago, ma veri e propri cenacoli letterari spontanei. È l’amore a prima vista per un luogo speciale che si trasforma, nel tempo, in una frequentazione meditativa e in produzione lirica.
  • Il Poeta come Archeologo della Memoria: Pecchenino dimostra la sensibilità dei grandi scrittori nel saper ascoltare il silenzio delle pietre storiche. Esplorando l’origine e la missione dei Monaci Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne, il poeta si fa carico del dolore antico dell’umanità. La sua poesia sul “male degli ardenti” (il fuoco di Sant’Antonio) diventa una potente metafora del dolore che brucia l’uomo dall’interno, una sofferenza che ieri come oggi cerca sollievo, speranza e guarigione spirituale.
  • La Parola che si fa Liturgia: Il valore più alto della lirica di Pecchenino sta nella sua capacità di integrarsi perfettamente con il sacro. Quando una poesia valica il foglio stampato per essere recitata dai devoti sull’altare maggiore della Chiesa Museale, di fronte alla statua del Santo durante la festa del 19 gennaio, cessa di essere semplice letteratura. Diventa preghiera collettiva, rito, ponte teso tra la fede medievale e la sensibilità contemporanea.
In definitiva, Mauro Pecchenino si conferma un poeta della memoria e della consolazione. Attraverso i suoi versi, il borgo di Ranverso non è più solo un museo di architettura gotica, ma un luogo dell’anima in cui il “fuoco che brucia dentro” trova finalmente la freschezza della pace e della speranza.

 

 

Ranverso il ritorno del Prof. Mauro Pecchenino Docente Universitario e Consulente Europeo per la Comunicazione integrata, autore di 28 libri amico di Ersilio Teifreto tanti anni fa lo invitò a Sant’Antonio di Ranverso e subito se ne innamorò ,da allora in compagnia degli amici Pierangelo Rini e Ersilio Teifreto spesso li vediamo passeggiare nei vialetti e sedersi sulle panchine della graziosa piazzetta, lui stesso racconta di aver passato delle giornate bellissime nel borgo speciale di Ranverso. Lo scrittore poeta Mauro Pecchenino frequentando questo luogo scrive questa poesia sui Monaci Ospitalieri di Sant’Antonio di Vienne dopo aver esplorato l’origine e la missione di questi Monaci in quei periodi quando imperversava il male degli ardenti la malattia che bruciava dentro, per superare e guarire l’animo umano, le genti senza speranze di guarigione pregavano ed si affidavano a Sant’Antonio Abate Compatrono e Protettore di Ranverso, questa poesia viene recitata dai devoti sull’altare maggiore della Chiesa Museale di fronte alla veneranda Statua di Antonio addobbata per la sua festa Patronale il giorno 19 Gennaio 2025.

Ranverso Poetry

Là nel verde

Ai piedi del monte

Il ricordo e l’impronta

Di Sant’Antonio

Dove il dolore si indeboliva

E loro spegnevano il fuoco

Che ardeva sui corpi

Salvando vite e anime

Con l’aiuto

Degli animali fedeli

E con la compagnia

Della preghiera

Mauro Pecchenino, Parigi, 2024)

A.D.A – Amici degli Antoniani

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