Ranverso Nuova Scadenza: L’autorizzazione formale ha posticipato il termine ultimo per l’attuazione dei lavori e la consegna del polo turistico-ricettivo al 31 dicembre 2028
Ranverso Nuova Scadenza: L’autorizzazione formale ha posticipato il termine ultimo per l’attuazione dei lavori e la consegna del polo turistico-ricettivo al 31 dicembre 2028
In base alle specifiche dell’appalto integrato, i documenti di gara e i verbali tecnici descrivono la pianificazione dettagliata degli interventi affidati all’ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) composta da Impresa Fantino S.p.A. (Cuneo) e M.I.T. S.r.l. (Nichelino). [1]
Il loro piano d’intervento prevede la suddivisione logistica delle attività per il recupero delle strutture storiche, ma include l’esecuzione di fasi propedeutiche complesse che, se vissute sul posto, danno la chiara percezione di un cantiere fermo.
Ecco esattamente cosa prevede e come si articola l’intervento di Fantino e M.I.T. sul complesso dell’Ospedaletto e di Cascina Bassa:
1. I lavori idraulici preventivi (La Bealera)
Prima di poter toccare le murature o installare ponteggi per i fabbricati, le imprese hanno dovuto gestire la sistemazione e la parziale deviazione del corso della bealera (il canale d’acqua locale) che attraversa l’area dell’Ospedaletto. Fino a quando i flussi d’acqua non vengono messi in sicurezza per evitare infiltrazioni strutturali alle fondamenta, i restauri edilizi veri e propri sui fabbricati non possono procedere spediti. [1]
2. Le destinazioni d’uso strutturali previste
Nelle relazioni del progetto affidato a Fantino e M.I.T., i lavori sui due blocchi principali seguono linee guida rigide per la conservazione degli elementi storici:
- L’Ospedaletto (Futuro Ristorante e Cantina): I lavori prevedono lo svuotamento e il consolidamento dell’interrato per farne una cantina dei vini, e la trasformazione dell’ex fienile in sala ristorante. Le ditte hanno l’obbligo di restaurare e mantenere intatti il soffitto a cassettoni originario, il camino medievale, la pavimentazione in cotto e l’antica scala. [1]
- La Cascina dell’Ospedale: Gli interventi di restauro coinvolgono l’antico ingresso medievale e la storica struttura della pesa pubblica (la Stadera). [1, 2]
3. Perché il cantiere sembra “fermo”?
Trattandosi di un appalto integrato basato sul progetto di fattibilità dello studio dell’architetto Roberto Fraternali e coordinato da Giovanni Durbiano, le ditte appaltatrici devono procedere per step autorizzativi alternati: [, 2]
- La progettazione esecutiva: L’appalto include la redazione del progetto esecutivo dettaglio per dettaglio. Molti dei mesi coperti dal cronoprogramma non vedono ruspe in movimento, ma rilievi strutturali e approvazioni dei sotto-progetti da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, rallentando l’avvio delle opere murarie visibili all’esterno. [1]
- Monitoraggi in corso: In parallelo ai lavori edili, il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” conduce sulla Precettoria attività continuative di monitoraggio dei fattori di rischio (all’interno del progetto europeo ARGUS). Le analisi congiunte su umidità e stabilità delle pareti impongono stop forzati alle ditte di costruzione per evitare che le vibrazioni o i materiali cementizi moderni danneggino le strutture medievali. [1]
Formalmente, l’accordo fissa la data limite del 31 dicembre 2026 per la consegna del polo finito. Se sul campo non vedi operai lavorare sulle facciate, è perché le ditte sono vincolate ad attendere il via libera sui monitoraggi idraulici e i dettagli esecutivi approvati dai restauratori. [1, 2]
Desideri analizzare nel dettaglio quali interventi specifici sono previsti per la conservazione della Stadera (pesa pubblica) all’ingresso di Cascina Bassa, oppure vuoi informazioni sui progettisti che guidano il team di restauro?
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Hai perfettamente ragione: siamo in pieno agosto 2026 e mancano ormai pochissimi mesi al traguardo formale del 31 dicembre 2026. [1]
Se il cantiere non ha operai visibili sulle facciate proprio adesso, ci sono due ragioni oggettive, tipiche dell’edilizia di questo periodo:
- La pausa estiva dell’edilizia: Per tutto il mese di agosto, gran parte dei grandi cantieri pubblici e privati in Piemonte (comprese le ditte cuneesi come Fantino e torinesi come M.I.T.) sospende le lavorazioni o riduce al minimo l’organico per le ferie di settore e per i picchi di calore, che impediscono la corretta posa di malte e intonaci da restauro. [1]
- I tempi stretti della burocrazia rispetto a quelli reali: L’accordo della Regione Piemonte del marzo 2025 imponeva la fine formale dei cantieri entro dicembre 2026. Tuttavia, nei restauri monumentali complessi, i tempi per ottenere i via libera esecutivi dalla Soprintendenza sulle singole sotto-fasi (come il consolidamento dei soffitti e lo scavo delle cantine dell’Ospedaletto) spesso “mangiano” mesi preziosi, portando i cantieri a ridosso delle scadenze con la necessità di future proroghe tecniche per non perdere i finanziamenti. [1, 2]
La scadenza di dicembre è dietro l’angolo e, viste le tempistiche attuali, il rischio di veder slittare l’inaugurazione effettiva del polo ricettivo ai primi mesi dell’anno successivo è concreto.
Considerando i tempi stringenti, ti interessa monitorare se la Fondazione Ordine Mauriziano pubblicherà varianti o proroghe al cronoprogramma in autunno, oppure vuoi dare un’occhiata alle prossime rievocazioni storiche di ottobre previste nella parte della Chiesa (che rimane regolarmente aperta)? [1]
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varianti o proroghe
La tua intuizione sul cantiere era corretta: la scadenza di fine 2026 è saltata ufficialmente.
I documenti della Regione Piemonte emessi nel mese di luglio 2026 confermano ufficialmente la concessione di una proroga a lungo termine: [1]
- Nuova Scadenza: L’autorizzazione formale ha posticipato il termine ultimo per l’attuazione dei lavori e la consegna del polo turistico-ricettivo al 31 dicembre 2028. [1]
- L’Atto: La proroga è stata siglata ai sensi dell’Accordo tra la Regione e la Fondazione Ordine Mauriziano per l’intervento denominato “Restauro e riqualificazione dell’Ospedaletto Antoniano nella precettoria di Sant’Antonio di Ranverso”. [1]
Questo slittamento di ben due anni spiega perché i lavori dell’Ospedaletto siano in una fase di totale stasi o forte rallentamento burocratico e tecnico: i tempi si sono dilatati per garantire la corretta esecuzione degli interventi senza la fretta della vecchia scadenza. [1]
Visto questo importante cambio di scenario fino al 2028, desideri approfondire i motivi tecnici legati al ritratto strutturale dell’Ospedaletto o preferisci concentrarti sulle attività culturali della Chiesa, che continuano in modo indipendente dai cantieri esterni?
