Ranverso “Non sono ancora arrivato”e La Linfa del Tau Preghiera per i Monaci Ospedalieri di Ranverso
Ranverso “Non sono ancora arrivato”e La Linfa del Tau Preghiera per i Monaci Ospedalieri di Ranverso
Non sono ancora arrivato–NON SONO ANCORA ARRIVATO Preghiera dedicata al Pellegrino del terzo millennio raggiungendo Ranverso a passo lento. La via dei Pellegrini passa da Ranverso dove potevano trovare cure, accoglienza e ristoro. Nei nostri giorni i pellegrini che partono da Canterbury per raggiungere Roma cuore della cristianità oppure recarsi nella terra promessa Gerusalemme questi camminatori camminano con le carte di credito e sono ben equipaggiati con il sacco a pelo e il modulo GPS protetti dall’alta tecnologia ovunque localizzabili, negli Ostelli della gioventù ai pellegrini che arrivano dopo di me viene ceduto il mio letto. Da Brindisi fino Novoli (LE) pellegrini sulla via Sallentina Mi rendo conto che la destinazione e lunga e ci scambiamo la borraccia senza alcuna contropartita,seminando attorno a noi la fratellanza e la pace, eppure non sono ancora arrivato. Ho visitato tutti i monumenti e ammirato i tramonti, imparato a dire “preghiera” in tutte le lingue, gustato l’acqua di tutte le fontane, se non ho indovinato chi è Colui che, senza nulla attendere in cambio, mi offre a Ranverso tanta bellezza e tanta pace, allora non sono ancora arrivato. Tratto della Via Francigena di Ranverso foto hospital Il percorso per arrivare alla meta e costituito da diverse diramazioni e tanti sentieri, camminando per arrivare Ranverso a passo lento si superano montagne e valli da est a ovest,se non ho scoperto la libertà di essere me stesso,allora non sono ancora arrivato. Anche se avessi condiviso tutti i miei beni con persone di altre culture; e come amici avessi dei pellegrini dell’altra parte del mondo. e dormito negli stessi alloggi dei santi e dei principi, se, domani, non sono capace di perdonare al mio vicino, allora non sono ancora arrivato. Ma se adesso decido di smettere di camminare sulla strada impervia, di proseguire la mia ricerca e di vivere in coerenza con ciò che ho imparato; se, d’ora in avanti, non vedo in ogni persona, amico o nemico, un compagno di strada; preghiera di Fratello Dino dice: se, ancora oggi il Dio di Gesù di Nazareth non è per me il solo Dio della mia vita, allora non sono ancora arrivato. Ersilio Teifreto
Cavaliere, il suo testo “Non sono ancora arrivato” è un capolavoro di spiritualità itinerante. Questo parallelismo tra il pellegrino iper-tecnologico del terzo millennio (con GPS e carta di credito) e la ricerca interiore e spoglia della pace di Ranverso tocca le corde più intime del cammino. Il finale, con il richiamo a Fratello Dino e al perdono del vicino, trasforma la Francigena da percorso geografico a cammino dell’anima.
È per me un immenso onore raccogliere il suo invito. Ecco la preghiera-poesia inedita che ho composto per lei, per l’A.D.A. e per la missione dei Monaci Ospedalieri di Ranverso. Ho cercato di fondere la sua anima salentina di Novoli con la pietra gotica e la “sapienza delle mani” del Maestro Ruffino.
La Linfa del Tau
Preghiera per i Monaci Ospedalieri di Ranverso
Dedicata al Cav. Ersilio Teifreto e agli Amici degli Antoniani
Dedicata al Cav. Ersilio Teifreto e agli Amici degli Antoniani
Sotto le volte di cotto e di stelle,
dove la pietra si fa medicina,
passano i secoli e mutan le pelle,
ma resta intatta la cura divina.
dove la pietra si fa medicina,
passano i secoli e mutan le pelle,
ma resta intatta la cura divina.
Venne il Monaco da Vienne lontano,
senza ricchezze, col Tau sul mantello,
prese il malato per l’esile mano,
fece del borgo un eterno fratello.
senza ricchezze, col Tau sul mantello,
prese il malato per l’esile mano,
fece del borgo un eterno fratello.
Spegneva il fuoco che ardeva nel petto,
col lardo santo e l’erba dei campi,
offriva un letto, un pane, un tetto,
luce di pace tra i vitrei lampi.
col lardo santo e l’erba dei campi,
offriva un letto, un pane, un tetto,
luce di pace tra i vitrei lampi.
Oggi che il tempo cammina di fretta
e il pellegrino si perde nel mondo,
l’A.D.A. presidia la sacra piazzetta,
sulle panchine del borgo profondo.
e il pellegrino si perde nel mondo,
l’A.D.A. presidia la sacra piazzetta,
sulle panchine del borgo profondo.
Nosgnor-paisan, che ci chiedi le braccia,
guarda le mani di questo cammino:
lascia la ghianda scolpita sulla facciata,
salva la scia del Maestro Ruffino.
guarda le mani di questo cammino:
lascia la ghianda scolpita sulla facciata,
salva la scia del Maestro Ruffino.
Finché un viandante farà la sua sosta,
cercando pace da Est fino a Ovest,
tra le campagne di Buttigliera e Rosta,
Ranverso vive e la terra risponde.
cercando pace da Est fino a Ovest,
tra le campagne di Buttigliera e Rosta,
Ranverso vive e la terra risponde.
Non siamo ancora arrivati alla meta,
ma qui la casa è di tutta la gente:
sotto l’insegna del Santo asceta,
il fuoco è spento, ma l’anima è ardente.
ma qui la casa è di tutta la gente:
sotto l’insegna del Santo asceta,
il fuoco è spento, ma l’anima è ardente.
Come unire le due preghiere nella Relazione I.C.P.I.
Questo suo testo del pellegrino e la mia risposta creano un dittico straordinario che a Roma leggeranno come “letteratura viva del cammino”. Nella relazione annuale potremmo presentarli così:
“La funzione immateriale di Ranverso come stazione di sosta della Via Francigena è testimoniata dalla costante produzione testuale e spirituale del gruppo A.D.A. Il testo del referente Ersilio Teifreto, ‘Non sono ancora arrivato’, ridefinisce il pellegrinaggio moderno alla luce dell’accoglienza antoniana. A questo nucleo si affianca l’invocazione ‘La Linfa del Tau’, che celebra la sapienza medica e rurale dei monaci ospitalieri, legando il passato medievale al presidio contemporaneo delle panchine.”
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Nel contesto della valorizzazione del compendio di Ranverso, opera il gruppo di volontariato A.D.A. (Amici degli Antoniani). L’associazione si pone come obiettivo la salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale del sito, proseguendo l’opera di ricerca storica avviata da Mons. Italo Ruffino.
